20.3714 · Interpellanza · 2020-06-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Nell'ambito della sua Strategia nutrizionale la Confederazione ha adottato misure preventive in merito al consumo di zuccheri, grassi e sale. Considerato l'elevato consumo di carne e di prodotti a base di carne, e i conseguenti rischi per la salute, sarebbe opportuno intervenire anche in questo settore. La Confederazione intende inserire la riduzione del consumo di carne tra le priorità in materia di prevenzione della Strategia nutrizionale e mettere in guardia la popolazione dagli effetti sulla salute di un eccessivo consumo di carne mediante una campagna d'informazione e di sensibilizzazione?
2. In Svizzera quasi il 40 per cento delle spese complessive per derrate alimentari concerne il consumo fuori casa. Il Consiglio federale ritiene possibile indurre il settore della ristorazione a ridurre volontariamente l'offerta di carne - per esempio concludendo un accordo con i grandi offerenti nel settore della ristorazione collettiva nel contesto dell'iniziativa actionsanté o completando in tal senso gli Standard di qualità svizzeri per una ristorazione collettiva volta alla promozione della salute?
Begründung
Un quarto della popolazione svizzera soffre di malattie non trasmissibili quali il cancro, il diabete o i disturbi cardiovascolari. Oltre a causare enormi sofferenze personali, le malattie non trasmissibili sono all'origine di spese per la salute che ammontano complessivamente a 50 miliardi di franchi annui, ossia circa l'80 per cento dei costi totali della sanità. La prevenzione di tali malattie è dunque un importante obiettivo della politica sanitaria, la quale ha lo scopo di motivare la popolazione a seguire uno stile di vita sano, in base al quale la nutrizione svolge un ruolo di primo piano. Mediante la Strategia MNT, e in particolare la Strategia nutrizionale, la Confederazione promuove dunque un'alimentazione variata ed equilibrata.
Secondo il sondaggio nazionale sull'alimentazione menuCH, la popolazione svizzera consuma non solo troppi zuccheri, sale e grassi animali, bensì anche più del triplo della quantità di carne e prodotti a base di carne raccomandata dalla CFN in base alla piramide alimentare. La correlazione tra un consumo eccessivo di carne e molte malattie non trasmissibili è evidente. Una netta diminuzione del consumo di carne e di prodotti a base di carne rappresenta pertanto un importante contributo alla promozione della salute e alla riduzione dei costi della salute in Svizzera.
Stellungnahme des Bundesrates
Con l'attuazione della Strategia nutrizionale svizzera, il Consiglio federale persegue l'obiettivo di informare la popolazione su un'alimentazione equilibrata e di sostenerla nella scelta di alimenti sani e variati, fornendo così un importante contributo alla prevenzione delle malattie non trasmissibili ai sensi della Strategia sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili (Strategia MNT).
Le raccomandazioni nutrizionali svizzere sono rappresentate graficamente nella piramide alimentare dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e della Società svizzera di nutrizione SSN. Tuttavia, il primo e finora unico Sondaggio nazionale sull'alimentazione menuCH, condotto su larga scala nel 2014/2015, ha mostrato che la popolazione svizzera consuma una quantità di carne o di prodotti a base di carne tripla rispetto a quella raccomandata dalla piramide alimentare.
1. Per la promozione di un'alimentazione equilibrata sono fondamentali la sensibilizzazione e l'informazione della popolazione. Per questo l'USAV, in collaborazione con organizzazioni non governative, ha pubblicato negli ultimi anni diversi documenti informativi cartacei ed elettronici destinati sia alla popolazione in generale sia a gruppi specifici come lattanti, donne incinte o persone anziane. L'applicazione "MySwissFoodPyramid", lanciata nel 2018, è un altro strumento che permette alla popolazione di confrontare il proprio comportamento nutrizionale con le raccomandazioni - anche in relazione al consumo di carne - e offre inoltre preziosi suggerimenti per rendere più equilibrata la propria alimentazione. La popolazione dispone dunque già di informazioni dettagliate per decidere come alimentarsi. Al momento, il Consiglio federale non ritiene per contro appropriata una campagna specifica contro il consumo eccessivo di carne, che toccherebbe soltanto uno dei molti aspetti di un'alimentazione sana e rispettosa delle risorse naturali. L'USAV, tuttavia, in collaborazione con diverse organizzazioni non governative, divulgherà ancora più capillarmente le raccomandazioni della piramide alimentare svizzera e diffonderà documenti informativi elettronici o cartacei specificamente destinati ad ogni singola fascia d'età.
2. Le abitudini alimentari sono fortemente influenzate dall'offerta di derrate alimentari e di pasti: per questo motivo, l'USAV mette a disposizione delle mense aziendali e delle strutture diurne delle scuole una guida e delle liste di controllo per l'offerta di pasti sostenibili ed equilibrati. Questi strumenti si basano sugli "Standard di qualità svizzeri per una ristorazione collettiva volta alla promozione della salute", che tengono conto anche della sostenibilità e includono raccomandazioni per una maggiore quantità di pasti vegetariani. In collaborazione con le parti interessate, l'USAV sta attualmente rielaborando questi standard di qualità. La rielaborazione ha tra l'altro l'obiettivo di dare un'importanza ancora maggiore all'aspetto della sostenibilità, aggiornare i capitoli sul vegetarianismo e le alternative alla carne e migliorare gli strumenti messi a disposizione delle aziende per l'attuazione delle raccomandazioni alimentari. Gli standard di qualità sono applicati su base volontaria nel quadro del Piano d'azione della Strategia nutrizionale svizzera (https://www.pianodazionealimentazione.ch/). La confederazione sta tuttavia verificando se il rispetto degli standard di qualità rivisti possa essere dichiarato condizione contrattuale vincolante per i gestori delle mense aziendali dell'Amministrazione federale.
Risposta del Consiglio federale.