Coronavirus. Indennità di perdita di guadagno anche per i genitori e i familiari di adulti con disabilità
20.3747 · Postulato · 2020-06-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità di estendere il diritto all'indennità di perdita di guadagno (IPG; v. ordinanza COVID-19 perdita di guadagno) ai genitori e familiari assistenti di adulti con disabilità. Questo è importante nella prospettiva di un'eventuale seconda ondata, al fine di evitare le situazioni precarie venutesi a creare in occasione della prima ondata e anche, in generale, quelle che potrebbero presentarsi in casi analoghi.
Begründung
Secondo l'ordinanza del Consiglio federale del 20 marzo 2020, i genitori di figli di età inferiore a 12 anni compiuti che devono interrompere l'attività lucrativa poiché la custodia dei figli da parte di terzi non è più garantita a causa di provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere il coronavirus (p. es. la chiusura delle scuole) hanno diritto a un'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. I provvedimenti per combattere il coronavirus hanno comportato anche la chiusura delle scuole speciali, dei laboratori protetti e degli istituti. Con la modifica del 16 aprile, il diritto all'indennità è stato quindi esteso fino a 18 anni compiuti nel caso dei giovani con disabilità che ricevono un supplemento per cure intensive dell'AI e fino a 20 anni compiuti nel caso dei giovani che frequentano una scuola speciale o un istituto chiuso a causa dei provvedimenti per combattere il coronavirus.
Per un qualche motivo incomprensibile, i genitori e i familiari di adulti disabili che non adempiono le condizioni dell'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno non hanno diritto a un'IPG. E questo malgrado che anche in questi casi a causa dell'assenza di assistenti, in linea di massima remunerati tramite il contributo per l'assistenza, o della chiusura delle strutture di custodia abitualmente frequentate (p. es. istituti, laboratori, centri diurni) uno dei genitori o entrambi oppure familiari debbano farsi interamente carico dell'assistenza e, se del caso, anche delle cure, il che li costringe a una lunga assenza dal lavoro. Ciononostante non ricevono alcuna IPG.
Questo ha comportato svariati oneri significativi e situazioni precarie per le persone interessate. In vista di un'eventuale seconda ondata di coronavirus o di una situazione che potrebbe causare gli stessi problemi, il Consiglio federale è invitato a indicare come intende rimediare a questa disparità.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 16 aprile 2020 il Consiglio federale ha esteso il diritto all'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus ai genitori di figli con disabilità che hanno dovuto interrompere la propria attività lucrativa in seguito alla chiusura delle istituzioni e scuole speciali frequentate dai figli. In tali situazioni, è prevista un'indennità per i genitori di figli con disabilità fino a 20 anni compiuti. Le prestazioni contemplate dall'ordinanza COVID-19 perdita di guadagno del 20 marzo 2020 (RS 830.31) saranno versate fino al 16 settembre 2020. Con questa ordinanza il Consiglio federale ha dunque già preso le misure che s'impongono, fissando però un limite di età per l'assistenza ai figli con disabilità. Estendere il diritto all'indennità di perdita di guadagno per il coronavirus ai genitori e familiari degli adulti con disabilità rappresenterebbe un onere notevole per gli organi esecutivi, che dovrebbero trattare gli incarti e analizzare varie questioni specifiche caso per caso. Per assicurare l'attuazione e il pagamento rapido delle prestazioni d'urgenza, gli organi esecutivi si sono dovuti basare sui dati disponibili al momento.
Il 19 giugno 2020 il Consiglio federale ha posto in consultazione pubblica un disegno di legge federale urgente, la legge COVID-19, la quale prevede una base legale concreta che gli consente di concedere un'indennità di perdita di guadagno in situazioni in relazione con il coronavirus e, in generale, di prorogare o adeguare i provvedimenti che ha adottato mediante le varie ordinanze fondate sulla Costituzione federale. Di conseguenza, se si dovesse verificare una nuova ondata dell'epidemia, l'Esecutivo sarebbe in grado di adottare le misure del caso. Ritiene dunque opportuno intervenire e valutare provvedimenti in funzione della situazione concreta.
In linea generale, il Consiglio federale riconosce che chi assiste familiari con problemi di salute ha bisogno di un maggiore sostegno per poter svolgere questi compiti fondamentali in modo ottimale. La legge federale concernente il miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e assistenza ai familiari, adottata dal Parlamento il 20 dicembre 2019 (FF 2019 7217), prevede misure concrete che consentiranno di sostenere in generale le persone che assistono familiari con problemi di salute. Il termine di referendum è scaduto inutilizzato il 9 aprile 2020. Il Consiglio federale ha previsto di porre in vigore la nuova legge in due tappe: le misure che non richiedono notevoli lavori di attuazione (congedo per assenze dal lavoro di breve durata, estensione del diritto agli accrediti per compiti assistenziali dell'AVS, adeguamento del diritto all'assegno per grandi invalidi e al supplemento per cure intensive nonché adeguamento degli importi massimi riconosciuti per le pigioni per le persone che vivono in comunità abitative) potranno essere introdotte il 1° gennaio 2021, mentre il congedo di 14 settimane per i genitori di figli con gravi problemi di salute dovrebbe esserlo il 1° luglio 2021.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.