Canone radiotelevisivo. La condotta commerciale di Serafe necessita di una spiegazione
20.3757 · Interpellanza · 2020-06-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a chiarire le seguenti domande sulla condotta commerciale di SERAFE, impresa che è succeduta alla Billag divenendo il nuovo organo di riscossione della Confederazione:
1. Come reagisce il Consiglio federale alle critiche unilaterali e incessanti dell'organo di riscossione nei confronti dei Cantoni, Comuni e città? Come garantisce il Consiglio federale un'esecuzione efficiente tra le autorità coinvolte e l'impresa privata Serafe?
2. In seguito alla procedura di concorso per un nuovo organo di riscossione del canone radiotelevisivo, come giudica il Consiglio federale l'interfaccia per la trasmissione dei dati? Le autorità competenti nell'ambito della procedura erano consapevoli della complessità di questa interfaccia e hanno fatto tutto il possibile per organizzarla in modo idoneo e presentarla nell'ambito della procedura di concorso?
3. Come assicura il Consiglio federale che l'impresa Serafe adempi in modo esaustivo il compito originale di intraprendere tutti i preparativi in collaborazione con le autorità competenti affinché il nuovo sistema del canone possa essere gestito in modo ottimale?
4. Come assicura il Consiglio federale che maggiori costi non previsti per la riscossione del canone radiotelevisivo, sostenuti oggi in modo unilaterale da Cantoni, Comuni e città, siano indennizzati in modo appropriato?
Begründung
Fin dall'invio della prima fattura, Serafe AG, l'impresa incaricata dalla Confederazione a inizio 2019 per la riscossione del canone radiotelevisivo, è ripetutamente oggetto di critiche sui giornali a causa del suo comportamento nei confronti della clientela e dei partner commerciali. Colpisce il fatto che Serafe apparentemente è specializzata ad attribuire la colpa della propria incapacità e incompetenza agli altri, in particolare ai Comuni che, secondo il diritto vigente (art. 69g cpv. 3 LRTV), sono responsabili, oltre ai Cantoni, della trasmissione dati all'organo di riscossione. Questo è avvenuto l'ultima volta nel quadro del rendiconto in merito alla risposta all'interpellanza Rutz (20.3108) (cfr. anche il giornale Luzerner Zeitung del 5.6.2020). Ora però, nella sua risposta all'intervento menzionato, anche il Consiglio federale indica, in modo poco amichevole a livello federalistico, i Comuni quale prima fonte degli indirizzi errati.
La trasmissione dei dati da parte dei Comuni invece dell'autodichiarazione degli assoggettati al pagamento del canone è una delle differenze principali tra il vecchio e il nuovo sistema del canone, entrato in vigore il 1° gennaio 2019. Dal cambiamento di sistema i Comuni e le città si impegnano a migliorare il flusso di dati e la loro qualità. Fin dall'inizio, questi sforzi sono stati appoggiati in modo attivo e costruttivo dall'Associazione svizzera dei servizi agli abitanti (ASSA) e dall'Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS), assieme all'UFCOM e all'organo di riscossione Serafe. Le lacune del complesso sistema sono state per la maggior parte riconosciute e insieme dovrebbero essere colmate al meglio. Per questo è tanto più spiacevole la politica di comunicazione di Serafe e negli ultimi tempi anche del Consiglio federale che attribuisce la colpa per l'apparente qualità insufficiente dei dati d'indirizzo esclusivamente ai Comuni. La fine di questo deplorevole attribuirsi colpe e apparenti incompetenze è ancora lontana, in quanto occorre presumere un errore di fondo nel sistema del canone.
In marzo 2017, in seguito a una gara pubblica realizzata dall'UFCOM, il Consiglio federale ha affidato il mandato per la riscossione del nuovo canone all'impresa Serafe. All'aggiudicazione ha colpito che la Billag, l'organo di riscossione precedente, faceva conto di svolgere l'attività con più di 100 collaboratori e costi di circa 35 milioni di franchi. Serafe invece riscuote il canone con meno di 50 collaboratori e circa la metà dei costi annui precedenti. Da una parte ciò è riconducibile a una maggiore efficienza dei costi, dall'altra però va ipotizzato che si sia partiti da falsi presupposti in merito all'interfaccia di trasmissione dati da parte dei Cantoni e dei Comuni all'organo di riscossione. Quest'interfaccia nel sistema, da cui dipende tutto, è probabilmente stata valutata erroneamente o in modo inappropriato da parte delle autorità preposte alla gara pubblica (Confederazione) e dall'impresa offerente Serafe. In fin dei conti, chi ne subisce le conseguenze sono i Cantoni, i Comuni e le città che ora devono fornire i dati con un livello di dettaglio maggiore di quanto previsto inizialmente e di quanto avrebbe in realtà dovuto essere. Dall'inizio del cambiamento di sistema per gli uffici del controllo abitanti dei Comuni risulta un onere aggiuntivo non coperto che i Comuni e le città devono sostenere.
Nell'ambito dell'assegnazione del nuovo mandato (il 10 marzo 2017), a Serafe è stato affidato l'allestimento dell'infrastruttura e del sistema informatico necessario. In tale ambito è stato menzionato esplicitamente di includere i dati provenienti dai registri degli abitanti cantonali e comunali per la riscossione del canone a carico delle economie domestiche. Entro fine 2018 Serafe AG doveva intraprendere tutti i preparativi in collaborazione con le autorità competenti affinché il nuovo sistema di riscossione potesse essere avviato entro i termini e in buona qualità. Serafe non ha finora soddisfatto in modo sufficiente questo incarico. Fino ad oggi il comportamento di Serafe non è teso alla cooperazione, la quale viene ostacolata ulteriormente.
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1
Il 1° gennaio 2019 è entrato in vigore il nuovo sistema di riscossione del canone radiotelevisivo. Si è trattato di un cambiamento radicale del sistema, si è infatti passati da un modello di riscossione basato sull'annuncio a un modello di riscossione del canone radiotelevisivo indipendente dal possesso di un apparecchio di ricezione e basato sui dati che i registri degli abitanti devono raccogliere ai sensi della legge sull'armonizzazione dei registri (LArRa).
Serafe riceve mensilmente i dati dai servizi degli abitanti e, utilizzando le caratteristiche predefinite (identificatore federale dell'abitazione EWID, identificatore federale dell'edificio EGID e numero AVS), compone le economie domestiche destinate poi a ricevere una fattura per il canone. Se i dati forniti sono incompleti o non corretti (ad e. EWID errato), ciò porta a fatture sbagliate.
Per risolvere questi problemi, nel gennaio 2019 è stato istituito un gruppo di accompagnamento. Composto da rappresentanti dei Comuni (ASSA), dei Cantoni, dell'organo di riscossione e dell'Ufficio federale di statistica (UST), questo gruppo guidato dall'UFCOM definisce gli ulteriori passi per migliorare costantemente la qualità dei dati in questo settore. In quanto organo di sorveglianza di Serafe, l'UFCOM intrattiene un dialogo costante con l'organo di riscossione. Serafe stessa è in costante e costruttivo contatto con le autorità cantonali e comunali. In questo modo grazie a tale gruppo di accompagnamento è stato allestito un processo di feedback che permette a Serafe di segnalare ai servizi degli abitanti i dati errati. Serafe può così sostenere i servizi degli abitanti e in futuro contribuire a una migliore qualità delle fatture.
Domanda 2
Serafe ottiene tutti i dati sulle economie domestiche necessari per la riscossione del canone tramite la piattaforma Sedex. Questa piattaforma consente un trasferimento dei dati sicuro e senza interruzione dai registri degli abitanti dei Comuni tramite i Cantoni a Serafe. La norma d'interfaccia eCH 0201 dell'associazione eCH è stata approvata per la trasmissione dei dati necessari alla riscossione del canone delle economie domestiche. L'interfaccia è adeguata per la gestione del nuovo sistema di riscossione del canone e ha dimostrato la sua validità.
Domanda 3
Serafe ha già dimostrato all'inizio del nuovo sistema, con l'invio dei circa 3,6 milioni di fatture, di essere in grado di gestire una fatturazione di massa che funziona bene dal punto di vista organizzativo, tecnico e del personale. Le fatture per il canone a carico delle economie domestiche vengono emesse utilizzando determinati dati provenienti dai servizi degli abitanti. Serafe non è autorizzata ad apportare alcuna modifica a questi dati e dispone tuttavia di un processo di feedback per la segnalazione dei dati errati affinché il riscontro possa essere fornito in modo efficiente (cfr. sopra).
Domanda 4
La LArRa esige che registri comunali e cantonali degli abitanti siano attuali, esatti e completi (art. 5 LArRa). La LArRa determina quali dati devono essere raccolti dai registri degli abitanti (art. 6 LArRa). Oltre all'UST, i suddetti registri forniscono questi dati anche ai Cantoni. Questi ultimi li mettono a disposizione di Serafe tramite l'interfaccia Sedex. La legge federale sulla radiotelevisione (art. 69g LRTV) e l'ordinanza sulla radiotelevisione (art. 67 ORTV) disciplinano quali dati debbano essere messi a disposizione di Serafe. Ai fini del canone, i Comuni non sono tenuti a raccogliere dati aggiuntivi o a fornirli ai Cantoni.
Per l'allestimento delle condizioni tecnico-informatiche, i Comuni e i Cantoni hanno ottenuto un contributo proveniente dal canone radiotelevisivo. La trasmissione dei dati a Serafe avviene in modo automatizzato e non genera alcun onere supplementare. I Comuni e i Cantoni devono invece sostenere l'onere per rettificare i registri degli abitanti.
Risposta del Consiglio federale.