20.3765 · Interpellanza · 2020-06-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel complesso l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha gestito bene la crisi da coronavirus e la relativa comunicazione.
Tuttavia gli adeguamenti dell'elenco delle analisi decisi il 30 aprile 2020 causano grandi difficoltà al settore dei laboratori, settore che ha un ruolo fondamentale nella gestione dell'attuale pandemia da coronavirus.
Il settore ha reagito alla sfida dei test di massa aumentando in pochissimo tempo le capacità di analisi e investendo nella costituzione delle relative scorte. Senza nessun preannuncio, il 30 aprile 2020 la rimunerazione dei test del coronavirus prevista nell'elenco delle analisi è stata ridotta, con effetto il 1° maggio 2020, da 180 a 95 punti tariffali, il che equivale a una riduzione di quasi il 50 per cento.
Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Come giustifica la riduzione della rimunerazione dei test del coronavirus da 180 a 95 punti tariffali, cioè una riduzione di quasi il 50 per cento?
2. Come giustifica una riduzione così massiccia di una tariffa in tempi così brevi e senza preannuncio?
3. La pandemia attuale genera una forte domanda di test del coronavirus, ma in compenso da marzo fino a inizio maggio il numero degli altri test è diminuito considerevolmente, dato che sono state sospese tutte le terapie non urgenti. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide imprenditoriali cui si trova confrontato il settore dei laboratori, dovute alla diminuzione dei mandati, alla necessità di investire in nuove capacità di analisi e al dimezzamento della rimunerazione dei test del coronavirus? A fronte di questi fattori, come valuta la riduzione della rimunerazione dei test del coronavirus da parte dell'UFSP?
4. A differenza di altre analisi paragonabili, che vengono pianificate nei giorni feriali e svolte in grandi lotti, le analisi del SARS-coronavirus-2 devono essere effettuate sette giorni su sette e spesso 24 ore su 24. Fino a che punto nel fissare la rimunerazione delle prestazioni dei laboratori il Consiglio federale tiene conto di oneri logistici supplementari dovuti all'urgenza?
5. Il Consiglio federale è favorevole al rimborso delle spese per il rilevamento della presenza di anticorpi contro il coronavirus (sierologia) da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie? All'estero questa prestazione sempre più importante viene rimborsata già da parecchie settimane.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il 4 marzo 2020, l'analisi del SARS-CoV-2 è stata iscritta nell'elenco delle analisi (EA). Fino ad allora erano stati diagnosticati in Svizzera complessivamente 180 casi di COVID-19 e non esistevano ancora procedure di analisi automatizzate. Vista l'evoluzione imprevedibile del numero di analisi e dei metodi di diagnosi, è stata fissata una tariffa di 180 franchi.
Il 27 aprile 2020, sentita la Commissione federale competente delle analisi, dei mezzi e degli apparecchi (CFAMA), il Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha deciso di ridurre la tariffa a 95 franchi a seguito del numero elevato di analisi e dell'offerta di test automatizzati, combinazione che permette di eseguire i test a costi inferiori. La tariffa dell'analisi è stata calcolata sulla base dei suoi costi di produzione, tenendo conto delle spese per il personale, l'infrastruttura, gli apparecchi e i materiali (in particolare i reagenti) delle diverse fasi procedurali e dei controlli di qualità necessari a garantire una prestazione efficiente. In questa valutazione sono state considerate anche le maggiori spese legate alla biosicurezza e alla logistica. Per un incarico esterno, il laboratorio può fatturare, oltre alla tariffa dell'analisi, una tassa di 24 franchi per il disbrigo dell'incarico e i costi generali. Il Consiglio federale è pertanto convinto che la tariffa copra i costi di produzione dell'analisi e sia stata calcolata secondo le regole dell'economia e adeguatamente strutturate (cfr. requisiti legali all'art. 43 cpv. 4 della legge federale sull'assicurazione malattie [LAMal; RS 832.10]).
2. La decisione di iscrivere l'analisi diagnostica per il SARS-CoV-2 nell'EA dal 4 marzo 2020 e di adeguarne la tariffa dal 30 aprile 2020 è stata presa nell'ambito di una procedura urgente, tenendo conto dei processi stabiliti per legge e delle scadenze applicabili tra la pubblicazione e l'entrata in vigore.
3. Alla stessa stregua di tutte le prestazioni rimunerate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS), le analisi di laboratorio devono soddisfare i requisiti di efficacia, appropriatezza ed economicità (criteri EAE ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAMal). Valgono le stesse condizioni che per le altre tariffe, ossia la conformità legale e l'obbligo di equità ed economicità. Una compensazione delle prestazioni non fornite probabilmente a causa della COVID-19 applicando la tariffa di un'altra prestazione (nella fattispecie, l'analisi per il SARS-CoV-2) non è prevista dalla LAMal e non sarebbe perciò conforme alla legge.
4. Per le analisi che devono essere svolte per motivi medici durante la notte, la domenica o nei giorni festivi, il laboratorio può fatturare all'AOMS un supplemento di 50 franchi per coprire i maggiori costi.
5. Secondo l'articolo 26 dell'ordinanza 3 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19) (ordinanza 3 COVID-19; RS 818.101.24), la Confederazione assume le spese per le analisi di biologia molecolare e sierologiche dal 25 giugno 2020. Per le analisi sierologiche la Confederazione assume al massimo 113 franchi. Questo importo è ripartito come segue: 50 franchi per il prelievo del campione, 39 franchi per l'analisi chimica di laboratorio e 24 franchi per il disbrigo dell'incarico e i costi generali.
Risposta del Consiglio federale.