20.3776 · Postulato · 2020-06-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a vagliare l'istituzione di un servizio di mediazione indipendente nel settore dell'asilo che funga da interlocutore in caso di violenza, discriminazione e altri gravi problemi nei centri per richiedenti l'asilo.
Begründung
Quanto accaduto nel centro federale d'asilo Bässlergut ha mostrato che negli alloggi per richiedenti l'asilo si possono verificare episodi di violenza. Secondo il Dipartimento federale di giustizia e polizia, a livello nazionale, sono oltre 400 le vicende legate a vie di fatto riportate ogni anno. Attualmente i richiedenti possono soltanto rivolgersi a una persona all'interno del centro federale d'asilo, il che rappresenta un ostacolo e non garantisce un trattamento indipendente. I richiedenti temono ripercussioni sulla loro situazione abitativa o la procedura d'asilo se l'organo di reclamo non è indipendente. L'organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) e l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR) raccomandano espressamente alla Svizzera di istituire un servizio di mediazione. Altri Paesi prevedono già un servizio di questo tipo: in Belgio, ad esempio, i richiedenti l'asilo possono rivolgersi a un mediatore nazionale e indipendente in caso di violenza e discriminazione. L'analisi della situazione delle donne rifugiate in adempimento del postulato Feri 16.3407 ha inoltre mostrato l'esistenza di lacune nell'individuare la violenza nei confronti delle donne nei centri d'asilo e nell'assistere le vittime. Risultano lacunosi in particolare l'informazione e il sostegno alle donne fuggite nonché l'identificazione delle vittime di violenza sessuale. A pagina 78 del rapporto (disponibile solo in tedesco) si indica che spesso le esperienze violente proseguono anche in Svizzera, ad opera di famigliari o altri richiedenti, ma anche di addetti all'assistenza e alla sicurezza negli alloggi, del personale medico o nell'ambito della prostituzione forzata.
Il rapporto constata inoltre che il personale competente rischia di diventare insensibile alla violenza e che mancano interlocutori chiari (pag. 83). Un'autorità di reclamo indipendente rafforzerebbe in maniera decisiva anche la Convenzione dell'ONU sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW), in particolare gli articoli 2c e 2f nonché l'articolo 3.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Come l'autrice del postulato, anche il Consiglio federale ritiene che occorra prevenire qualsiasi forma di violenza nei confronti di persone di ogni sesso nei centri federali d'asilo (CFA) e che le strutture e le procedure ivi previste debbano consentire di segnalare e sanzionare gli episodi di violenza senza che i richiedenti subiscano svantaggi nella procedura d'asilo.
Nel quadro della revisione della legge sull'asilo (LAsi; RS 142.31, in vigore dal 1° marzo 2019) particolare attenzione è stata dedicata all'alloggio corretto e dignitoso dei richiedenti l'asilo. Per le procedure di gestione, i ruoli e le responsabilità nei CFA il nuovo piano d'esercizio Alloggio prevede prescrizioni vincolanti basate sulle raccomandazioni formulate nel 2017 dall'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) e dall'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati (ACNUR). In particolare, sono stati introdotti nuovi standard qualitativi per l'alloggio e regolari controlli della qualità. Inoltre, gli ospiti dei centri hanno la possibilità di segnalare episodi o lacune. In questo contesto, entro la fine del 2020 in ogni regione procedurale sarà allestito un piano di prevenzione della violenza e saranno designati i responsabili.
Il piano d'esercizio Alloggio risponde inoltre alle esigenze specifiche di determinati gruppi target (p. es. donne, richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati, persone vulnerabili) e impartisce istruzioni, ad esempio per prevenire la violenza sessuale. Se ciononostante sono vittime di episodi di violenza, ai richiedenti l'asilo sono offerti sostegno e la possibilità di parlare dell'accaduto.
Le richieste avanzate nel postulato Feri 16.3407 "Analisi della situazione delle donne rifugiate" del 9 giugno 2016 sono considerate nel piano d'esercizio e integrate da ulteriori misure conformemente al rapporto della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e al rapporto del Consiglio federale del 16 ottobre 2019. Entro la fine del 2020 saranno ad esempio svolti, a destinazione dei collaboratori della SEM e dei fornitori di prestazioni incaricati dell'assistenza, della cura e della sicurezza, moduli formativi obbligatori sulla prevenzione della violenza, l'identificazione delle vittime e il comportamento da tenere con le vittime di violenza sessuale. Inoltre, sempre entro la fine del 2020, in ogni CFA sarà istituito un sistema confidenziale per segnalare gli episodi di violenza o i casi in cui si sospetta violenza; i richiedenti l'asilo ne saranno informati.
Inoltre, nei CFA operano attori indipendenti dalla SEM come gli assistenti spirituali e i servizi di consulenza e rappresentanza legale gratuite. Anch'essi possono segnalare osservazioni critiche alla SEM, possibilità di cui si avvalgono nella prassi. Infine, la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT), istituita dal Consiglio federale, svolge regolarmente visite senza preavviso presso i CFA al fine di verificare il rispetto dei diritti umani.
Con le strutture e procedure illustrate, nei CFA è in vigore un quadro istituzionale efficace in cui i richiedenti l'asilo interessati possono segnalare episodi di violenza, che vengono poi esaminati in maniera conforme allo Stato di diritto e laddove necessario sanzionati. Secondo il Consiglio federale non occorre pertanto istituire anche un servizio indipendente di mediazione.
Le strutture e le procedure negli alloggi collettivi cantonali, oggetto dell'analisi della situazione delle donne rifugiate citata nella motivazione del postulato, non rientrano invece nella competenza della Confederazione.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.