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20.3792 · Interpellanza · 2020-06-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Come noto l'Italia ha deciso, unilateralmente e pensando solo ai propri interessi, la riapertura dei propri confini il 3 giugno scorso. E subito ha cominciato ad esercitare indebite ed inaccettabili pressioni sulla Svizzera affinché facesse lo stesso.

La resistenza del Consiglio federale è durata, come c'era d'attendersi, un battito di ciglia. A fine maggio l'esecutivo aveva annunciato la fine delle restrizioni all'ingresso in Svizzera per i cittadini dell'area Schengen per il 6 luglio. Il 5 giugno, quindi due giorni dopo la riapertura dei confini da parte dell'Italia, il Consiglio federale, con una giravolta a 180 gradi, annunciava il ripristino della libera circolazione illimitata con la vicina Penisola (come pure con il resto dell'UE) per il 15 giugno. Ciò malgrado quello stesso giorno in Lombardia fossero stati annunciati ben 402 nuovi casi di contagi da coronavirus.

Altrove si compiono scelte diverse. Ad esempio, risulta che la Danimarca, Stato membro dell'Unione europea, aprirà i propri confini agli altri Paesi dell'area Schengen solo il 31 agosto.

La Gran Bretagna post Brexit dal canto suo ha deciso l'introduzione di una quarantena di due settimane per chi vuole entrare nel Paese.

Di recente vari esperti hanno criticato la chiusura tardiva dei confini con l'Italia: si fosse agito prima sarebbe stato possibile contenere la pandemia.

Chiedo al Consiglio federale:

1. Perché, dopo aver colpevolmente chiuso troppo tardi le frontiere con l'Italia, il Consiglio federale le vuole aprire troppo presto, quando la situazione sanitaria in Lombardia non è sotto controllo?

2. Quale interesse ha la Svizzera nella riapertura frettolosa delle frontiere con l'Italia in considerazione del fatto che l'attuale situazione di "semichiusura" permette perlomeno di evitare l'arrivo quotidiano in Ticino di migliaia di padroncini e di lavoratori italiani in nero, che danneggiano gravemente l'economia locale, ed ha di fatto azzerato la criminalità transfrontaliera?

3. Come valuta il Consiglio federale il fatto che la Danimarca, Stato membro UE, ha deciso di riaprire i propri confini ai paesi dell'area Schengen solo il 31 agosto, con solo un paio eccezioni?

4. E' intenzione del Consiglio federale introdurre dei controlli sanitari per i cittadini italiani che entreranno in Svizzera, in considerazione del fatto che la situazione in Lombardia sul fronte dei contagi da coronavirus non è ancora stabile?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Il Consiglio federale attribuisce la massima priorità alla protezione della popolazione dal coronavirus. Nell'attuale fase della pandemia, la popolazione è tutelata meglio con misure sanitarie preventive (incluse le regole di igiene e comportamento da tempo in vigore) che con controlli alle frontiere interne. Il Consiglio federale auspicava tuttavia anche un ritorno il più rapido possibile alla normalità nella vita privata, sociale e professionale e intendeva minimizzare quanto possibile i danni economici. Questo obiettivo presupponeva il ripristino della libera circolazione delle persone e della libertà di viaggio in tutto lo spazio Schengen. Questo graduale ritorno alla normalità, dipendente dall'evoluzione epidemiologica, costituiva un presupposto importante per la ripresa economica e la salvaguardia dei posti di lavoro in Svizzera.

Come già indicato dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza 20.3482 Farinelli ("Effetto dei valichi chiusi e dei controlli alle frontiere sulla criminalità"), la diminuzione della criminalità registrata non soltanto nelle zone di frontiera bensì in tutto il Paese era riconducibile, oltre che alle restrizioni d'entrata e ai controlli alle frontiere interne, anche alla sospensione della vita pubblica in ampie parti dell'Europa. Non è pertanto possibile trarre conclusioni in merito agli effetti della chiusura delle frontiere sulla prevenzione della criminalità transfrontaliera in situazione normale.

3. Il Consiglio federale osserva costantemente la situazione in tutto lo spazio Schengen e partecipa, nel quadro della sua associazione a Schengen, alle riunioni di coordinamento di vari organi UE. Ha preso atto che molti Stati Schengen hanno nel frattempo abrogato, integralmente o parzialmente, i controlli alle frontiere interne e, come è il caso anche della Danimarca, le restrizioni d'entrata.

4. La situazione epidemiologica in Lombardia e in Italia si è stabilizzata al di sotto della soglia che imporrebbe provvedimenti sanitari di confine ai sensi di una quarantena (più di 60 nuovi contagi per 100 000 persone negli ultimi 14 giorni e entrata a più riprese in Svizzera nel corso delle ultime quattro settimane di persone contagiate). Se la situazione dovesse peggiorare, potrebbero tuttavia essere vagliati provvedimenti anche nei confronti dell'Italia o della Lombardia.

Risposta del Consiglio federale.