20.3810 · Interpellanza · 2020-06-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Gli scenari dell'Ufficio federale di statistica sull'evoluzione demografica in Svizzera nel periodo 2020-2050 si basano innanzitutto sullo sviluppo economico nell'UE e in Svizzera. Da questo infatti dipende il saldo migratorio che, a causa di un'eccedenza delle nascite perlopiù stabile, costituisce il principale fattore alla base dell'evoluzione demografica.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. In relazione alla capacità di resistenza alla crisi causata dalla COVID-19, cosa pensa il Consiglio federale della situazione dei settori privato e pubblico in Svizzera rispetto agli altri Paesi europei? Come si ripercuote questa situazione sugli scenari economici della Svizzera e dell'UE?
2. Quali effetti avranno le turbolenze economiche nell'UE causate dall'epidemia di COVID-19 sul saldo migratorio svizzero?
3. Tali effetti corrisponderebbero allo scenario "alto" dell'UST o gli scenari sono diventati obsoleti?
4. Considerata l'assenza di meccanismi di controllo, lo sviluppo economico nell'UE rispetto a quello della Svizzera continua a essere il principale fattore alla base dell'evoluzione demografica?
5. Quando ci si può attendere, alla luce dei possibili sviluppi, che la Svizzera supererà la soglia dei 10 milioni di abitanti?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1
I dati disponibili indicano che la Svizzera sta superando relativamente bene la crisi, come anche la Germania e l'Austria. Altri Paesi europei, come l'Italia e la Spagna, rischiano però di dover fronteggiare difficoltà economiche ben maggiori, per cui il Consiglio federale prevede una recessione più profonda per l'Eurozona rispetto alla Svizzera. Dato che il nostro Paese intrattiene molti scambi a livello internazionale, è probabile che questa recessione si ripercuota anche sull'economia elvetica. I rischi stimati sono tuttavia molto elevati sia in Svizzera sia all'estero.
Domanda 2
Lo scoppio della crisi del coronavirus ha comportato un netto calo dell'immigrazione in Svizzera a partire da aprile, soprattutto per via delle restrizioni alla migrazione e del crollo della domanda di manodopera. Mentre tra marzo e maggio 2019 il saldo migratorio era pari a +4066, nello stesso periodo del 2020 si è registrato un saldo negativo (-1911).
È probabile che con il graduale allentamento delle restrizioni vi sarà una normalizzazione dell'immigrazione e dell'emigrazione. Il saldo migratorio nel nostro Paese è influenzato da diversi fattori, come la situazione congiunturale e la domanda di manodopera in Svizzera e all'estero; inoltre, i movimenti migratori sono legati all'evoluzione della situazione sanitaria a livello nazionale e internazionale e ai provvedimenti adottati dai governi. Nel confronto pluriennale il saldo migratorio è oggi piuttosto basso.
Domande 3 e 5
Al momento l'entità della crisi del coronavirus non è tale da richiedere una correzione degli scenari demografici a lungo termine per la Svizzera.
Domanda 4
L'immigrazione in Svizzera dai Paesi dell'UE/AELS e l'emigrazione verso questi Paesi è fortemente legata al mercato del lavoro e varia dunque in primo luogo in funzione della domanda di manodopera delle imprese nei vari Paesi. Le regioni di origine degli stranieri variano in base agli sviluppi economici differenti all'interno dell'UE, ma questi ultimi non sono l'unico fattore determinante per il saldo migratorio nel nostro Paese.
Risposta del Consiglio federale.