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20.3820 · Postulato · 2020-06-19

Dipartimento dell'interno

Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un piano d'azione nazionale volto a ridurre i crimini di odio e la violenza contro le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer (LGBTQ). Il piano, che dovrà prevedere misure per sostenere e proteggere le vittime di violenza (incl. l'accesso all'aiuto alle vittime di reati e ai rimedi giuridici), misure per prevenire sia la violenza sia gli atteggiamenti ostili nei confronti delle persone LGBTQ e misure destinate agli autori di reati, dovrà essere elaborato e attuato in collaborazione con i Cantoni e i Comuni, nonché con organizzazioni della società civile ed esperti, ispirandosi a piani d'azione nazionali già in atto.

Begründung

Le persone LGBTQ sono regolarmente vittime di attacchi fisici e psichici basati sull'orientamento sessuale, l'identità di genere o l'espressione di genere. Ultimamente, sempre più spesso questi fatti suscitano ampie discussioni anche nei media e nel pubblico. Stando a un recente rapporto dell'organizzazione "Pink Cross", nel 2019 al centro di notifica della "LGBT Helpline" sono stati segnalati nettamente più crimini di odio anti-LGBTQ rispetto all'anno precedente. Ogni settimana è infatti stato notificato almeno un caso e i casi segnalati non sono che la punta dell'iceberg. Circa un terzo delle vittime ha subito violenza fisica. Oltre alle gravi conseguenze psichiche e fisiche che possono avere per le vittime stesse, questi attacchi esercitano anche una pressione sull'intera comunità LGBTQ. Vari studi rivelano che inducono cambiamenti comportamentali e che un numero crescente di persone queer non osa più farsi riconoscere in pubblico.

Malgrado il numero elevato di casi e le gravi conseguenze, in Svizzera mancano, a tutti i livelli, misure efficaci contro i crimini di odio anti-LGBTQ e l'ostilità nei confronti delle persone LGBTQ in generale. Ratificando la Convenzione di Istanbul, la Svizzera si è anche impegnata ad adottare ampie misure contro la violenza basata sul genere.

Il 9 febbraio 2020, approvando chiaramente l'estensione della norma penale conto la discriminazione razziale la popolazione ha dimostrato di non voler tollerare l'ostilità nei confronti delle persone LGBTQ. Per contrastarla efficacemente, tuttavia, la norma penale non basta. Sono necessarie altre misure a vari livelli, come per la lotta al razzismo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole dell'aumento dei crimini d'odio e della violenza (nei confronti delle persone LGBTQ), in particolare anche in Internet. La protezione e il sostegno a tutte le persone toccate dalla violenza sono essenziali per la convivenza sociale.

Anche il Consiglio federale ritiene che, con il risultato della votazione del 9 febbraio 2020 sull'estensione dell'articolo 261bis del Codice penale, la popolazione svizzera abbia dato un chiaro segnale della propria contrarietà attiva a qualsiasi discriminazione basata sull'orientamento o l'identità sessuale. Gli strumenti di diritto penale vanno tuttavia integrati con adeguati provvedimenti di sensibilizzazione, prevenzione, intervento e monitoraggio. Conformemente al federalismo e alla sussidiarietà del sistema svizzero, questi provvedimenti vanno ragionevolmente adottati soprattutto a livello comunale e cantonale, affinché, grazie alla prossimità alla realtà di riferimento, possano essere della massima efficacia.

Prima di procedere, con la collaborazione degli attori interessati, all'elaborazione di un piano di azione, il Consiglio federale ritiene necessario chiarire le competenze.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.