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20.3854 · Interpellanza · 2020-06-19

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

I crediti COVID-19, uno strumento approntato in tempi record, hanno permesso a moltissime ditte di ottenere liquidità senza lungaggini burocratiche. Il Consiglio federale come pensa di utilizzare questo strumento per contrastare un possibile stallo degli investimenti da parte delle imprese e promuovere così il cambiamento strutturale verso un'economia sostenibile e resistente alle crisi?

Begründung

Nei prossimi mesi il Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo prevede uno stallo degli investimenti. Questo complica la normalizzazione delle dinamiche economiche. Pertanto il KOF chiede di prolungare il programma dei crediti COVID-19, di autorizzare investimenti nei settori ricerca e sviluppo o equipaggiamento, di ridurre la quota dei crediti garantiti dalla Confederazione e di coinvolgere le banche nella valutazione che precede la concessione dei crediti.

Anche se fossero autorizzati investimenti, per logica bisognerebbe prevedere una proroga del termine di rimborso. Di conseguenza, per evitare di tenere in vita attività economiche non sostenibili, la concessione dei crediti dovrebbe essere vincolata a obiettivi di sostenibilità.

Stellungnahme des Bundesrates

L'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 è stata emanata con l'obiettivo di sopperire alle esigenze di liquidità a breve termine delle piccole e medie imprese. L'impostazione del sistema consente a quest'ultime di assicurare la liquidità contraendo rapidamente e semplicemente crediti agevolati da rimborsare, in linea di principio, entro cinque anni. Affinché la concessione dei crediti avvenga in modo rapido e semplice, il regime delle fideiussioni COVID si basa sul principio dell'autodichiarazione, il credito massimo è determinato sotto forma di importo forfettario in funzione della cifra d'affari, i contratti di credito sono standardizzati e le pratiche vengono eseguite tramite canali esistenti (banche e organizzazioni riconosciute dalla Confederazione che concedono fideiussioni). Il regime delle fideiussioni COVID non può dunque fungere da strumento di promozione per investimenti in ambito climatico ed energetico: anche con un'impostazione alternativa e mirata non potrebbe infatti essere convertito in uno strumento simile senza porre grosse difficoltà. L'attuazione di obiettivi così concreti richiederebbe la verifica del diritto ai sussidi in ogni singolo caso.

Vi è altresì il rischio che si verifichino effetti di trascinamento e che si creino strumenti simili a quelli già esistenti della Confederazione. I progetti di ricerca e d'innovazione scientifici, ad esempio, possono essere già oggi sostenuti dal Fondo nazionale svizzero, da Innosuisse e dal politecnico di Zurigo. Dal 2021, il nuovo programma di promozione SWEET dell'Ufficio federale dell'energia fornirà un supporto mirato alle innovazioni necessarie per l'attuazione della Strategia energetica 2050 e per il raggiungimento degli obiettivi climatici della Svizzera. Nel settore ambientale, il fondo per le tecnologie concede prestiti alle imprese che sviluppano impianti e procedure volti a ridurre le emissioni di gas serra. Inoltre, nel quadro della revisione della legge sul CO2 (17.071) il Parlamento prevede di creare un fondo per il clima con una dotazione adeguata e di estendere ulteriormente la promozione degli investimenti a favore della protezione del clima.

Oltretutto, affinché la regolamentazione serva a promuovere gli investimenti nella svolta energetica, sarebbe necessario sviluppare un nuovo sistema e disciplinarlo a livello di legge. L'attuazione richiederebbe altresì un nuovo credito d'impegno, poiché nella sessione straordinaria di inizio maggio 2020 il Parlamento ha autorizzato il credito d'impegno di 40 miliardi di franchi solo per sopperire alle esigenze di liquidità delle imprese a breve termine.

Per le ragioni esposte il Consiglio federale non ritiene necessario né appropriato convertire i crediti COVID in uno strumento volto a promuovere gli investimenti che contribuiscono alla svolta energetica.

Risposta del Consiglio federale.