20.3944 · Interpellanza · 2020-09-07
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di autorizzare nuovamente, per la semina 2021, l'uso dell'insetticida gaucho, in modo da proteggere le nostre colture di barbabietole da zucchero.
È necessario autorizzare nuovamente questo controverso insetticida, poiché quest'anno le infestazioni di afidi che trasmettono il giallume virotico sono particolarmente massicce. Il raccolto di barbabietole da zucchero è minacciato e quest'anno la produzione sarà dimezzata. Anche il tenore di zucchero calerà, passando dal 19 al 13 per cento.
Qualora la barbabietola svizzera non venisse protetta applicando questo insetticida, le aziende attive nel settore dello zucchero sarebbero a rischio e il nostro Paese sarebbe costretto a importare tale materia prima coltivata all'estero utilizzando l'insetticida gaucho.
È tuttavia opportuno limitare la reintroduzione dell'insetticida a tre anni, ossia il tempo necessario affinché la ricerca agronomica trovi una nuova varietà resistente alla malattia. È bene poi sottolineare che non vi è alcun impatto sulle api, poiché la barbabietola da zucchero viene raccolta prima della fioritura.
L'utilizzo di questo insetticida è quindi nell'interesse del nostro Paese e del suo autoapprovvigionamento.
Begründung
Le colture di barbabietole da zucchero sono colpite regolarmente dal giallume virotico, un virus trasmesso dagli afidi. Quest'anno le infestazioni di afidi sono particolarmente massicce, tant'è che i produttori si aspettano un drastico calo della produzione: dalle abituali 80-90 tonnellate per ettaro a 30-40 tonnellate. Inoltre anche il tenore di zucchero diminuirà, passando dal 19 al 13 per cento, sebbene il prezzo di base della barbabietola preveda un tenore minimo pari al 16 per cento.
L'impiego del controverso insetticida gaucho andrebbe tuttavia limitato a tre anni, ossia il tempo necessario affinché la ricerca agronomica trovi una nuova varietà resistente alla malattia.
Sulle api non vi è alcun impatto poiché la barbabietola viene raccolta prima della fioritura. Inoltre, la Federazione svizzera dei coltivatori di barbabietole da zucchero s'impegna a proteggere al meglio le api: per un anno o due dopo il raccolto non seminerà una coltura la cui fioritura minaccerebbe gli insetti.
Infine va detto che la Francia ha autorizzato questo insetticida per i suoi produttori, a certe condizioni, a partire dall'anno prossimo.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole della preoccupante situazione fitosanitaria legata al giallume virotico nelle colture di barbabietole da zucchero e delle ingenti perdite di resa che ci si può attendere. Questa situazione mette in pericolo la redditività della filiera dello zucchero in Svizzera. Attualmente nel nostro Paese non è possibile produrre barbabietole da zucchero in maniera redditizia senza una protezione efficace contro i fitofagi che attaccano questa coltura, segnatamente contro gli afidi vettori del giallume virotico. In un contesto analogo, dal 2019 il Belgio e l'Austria hanno deciso di accordare autorizzazioni eccezionali per il trattamento delle sementi di barbabietole da zucchero con il "Gaucho". In Francia, il Parlamento ha approvato un progetto di legge che autorizza il trattamento delle sementi di barbabietola per i prossimi tre anni. In Germania nel 2020 sono state concesse autorizzazioni eccezionali per altri insetticidi da impiegare nella lotta contro questo afide.
Il "Gaucho" è un prodotto per il trattamento delle sementi contenente il principio attivo imidacloprid. Il suo utilizzo in pieno campo è stato vietato nel 2018 in seguito al riesame di questa sostanza. Le ragioni di tale divieto sono correlate a un rischio per gli impollinatori. L'imidacloprid agisce in maniera sistemica; è assorbito dalle piante giovani di barbabietola e le protegge dagli attacchi degli afidi. Questi non sono pertanto più in grado di trasmettere il virus del giallume. La sostanza, però, giunge anche nei fiori, esponendo gli impollinatori a questo insetticida notoriamente altamente tossico per le api. Visto che la barbabietola non fiorisce, su questa coltura gli impollinatori non possono entrare in contatto con tale sostanza. Tuttavia, a causa della persistenza dell'imidacloprid nel suolo, i residui possono venir assorbiti dalle radici delle colture successive che diventano quindi una potenziale fonte di esposizione per gli impollinatori. Delle misure di riduzione dei rischi sarebbero necessarie.
Vista la necessità di proteggere le colture di barbabietole dai danni connessi al virus del giallume, il Consiglio federale valuterà varie opzioni che consentano di potenziare i mezzi di lotta contro l'afide vettore di questa virosi. Per raggiungere tale obiettivo è necessario un programma ambizioso che comprenda segnatamente la ricerca di metodi alternativi di protezione delle barbabietole, l'esame e la scelta di varietà tolleranti, lo sviluppo di modelli di allerta che consentono d'intervenire in maniera mirata e il sostegno ai sistemi di produzione che rinunciano all'utilizzo di pesticidi. Occorre altresì potenziare in tempi brevi i mezzi di lotta diretta tramite trattamento fogliare. Questi consentiranno di lottare in modo mirato contro gli afidi nel caso in cui nel 2021 si ripresentassero condizioni meteorologiche che favoriscono lo sviluppo di tali fitofagi.
Risposta del Consiglio federale.