20.3950 · Postulato · 2020-09-08
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In un rapporto complementare al rapporto del 14 dicembre 2018, redatto in adempimento del postulato 12.3475, il Consiglio federale è incaricato di spiegare come la Svizzera possa garantire a lungo termine l'approvvigionamento di metalli delle terre rare necessari alla propria industria, come possa ridurre la propria dipendenza e quale politica economica estera debba perseguire a tal fine. Il rapporto deve mostrare quali misure sono previste nel campo della ricerca nell'ottica di sostituire le materie prime critiche con materie prime meno critiche. Il testo deve infine illustrare come l'economia del riciclaggio possa essere sostenuta in modo da facilitare il riutilizzo di questi materiali.
Begründung
Il Consiglio federale ritiene che la situazione sul fronte dell'approvvigionamento di terre rare sia migliorata. Il conflitto con la Cina sulle restrizioni all'esportazione nell'ambito dell'OMC sarebbe oggi risolto e la produzione di terre rare meglio suddivisa. Nel complesso i mercati globali sarebbero in grado di garantire un approvvigionamento sufficiente. L'accesso delle imprese svizzere alle terre rare non rappresenterebbe un problema, per cui il compito spetterebbe all'economia privata. Secondo il Consiglio federale non è dunque necessario intervenire.
Le terre rare sono il petrolio del 21° secolo. Più del 90 per cento di queste materie prime consumate in tutto il mondo proviene dalla Cina. In loro assenza non si possono produrre né telefonini né computer portatili né tanto meno motori elettrici. Per l'industria occidentale la Cina si è finora dimostrata una comoda fonte di approvvigionamento. La situazione, però, non è per niente migliorata. Anzi, con la guerra commerciale USA/Cina e la politica aggressiva adottata da entrambe le potenze, si è persino aggravata. Nelle sue conclusioni il Consiglio federale afferma di confidare nei meccanismi di risoluzione delle controversie dell'OMC, che però al momento non funzionano. Per l'Esecutivo l'accesso diretto a queste materie prime non sarebbe tanto importante quanto l'accesso ai prodotti preliminari. Ma anche questo non è garantito. Neppure gli accordi di libero scambio (ALS) ce lo assicurano in modo affidabile. L'ALS Svizzera/Cina viene sempre interpretato dalla Cina a proprio vantaggio. Per queste materie prime il Paese asiatico sta inoltre valutando l'ipotesi di introdurre controlli all'esportazione.
Il litio e il cobalto sono considerati fondamentali e figurano tra le materie prime più ricercate. Nessuna batteria ricaricabile può farne a meno. Oltre che negli smartphone e in molti altri dispositivi, tali batterie vengono utilizzate anche nelle auto e nelle biciclette elettriche. La batteria di un'auto elettrica contiene 1000 volte più cobalto e litio della batteria di un telefonino. L'aumento dell'elettromobilità farà lievitare la domanda di tali materie prime. Queste, però, sono scarse e vengono talvolta estratte in condizioni disumane e con gravi danni per l'ambiente.
Dal punto di vista ecologico, economico e anche politico le terre rare sono un tema fondamentale per la Svizzera. È quindi assolutamente necessaria una strategia globale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha esaminato la tematica dell'approvvigionamento di terre rare in Svizzera nell'ambito del rapporto redatto in adempimento del postulato 12.3475 Schneider-Schneiter "Metalli delle terre rare. Strategia delle risorse". Dal 2018 la situazione relativa ai 17 metalli considerati "terre rare" - che per le loro proprietà elettroniche, magnetiche, ottiche e catalitiche sono usati per fabbricare prodotti tecnologici di punta e per sviluppare tecnologie rispettose dell'ambiente - non è sostanzialmente cambiata. In adempimento della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) aggiornerà però una parte del suddetto rapporto in collaborazione con la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) e con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). La pubblicazione dei risultati è prevista per fine 2020. L'aggiornamento si concentra in particolare sulle misure nei settori della ricerca e dell'economia del riciclaggio. Con questo aggiornamento il postulato sarà ampiamente adempiuto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.