20.3955 · Interpellanza · 2020-09-08
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nella guerra civile libica è molto diffuso il contrabbando di carburante da parte di gruppi criminali organizzati a livello internazionale. I contatti di questi criminali arrivano fino in Svizzera: secondo le ricerche effettuate da organizzazioni non governative, tra il 2014 e il 2015 la società di commercio di materie prime Kolmar Group AG, con sede a Zugo, ha fatto affari con un potente network, i cui membri sono ora indagati in Italia. La Svizzera, in quanto piattaforma per il commercio di materie prime, è nuovamente sospettata di aver contribuito a sanguinosi conflitti armati attraverso transazioni illegali. A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. In che modo il Consiglio federale adempie agli obblighi derivanti dalla risoluzione 2509 (2020) del Consiglio di sicurezza dell'ONU? Questa risoluzione è giuridicamente vincolante per la Svizzera ai sensi dell'articolo 103 della Carta delle Nazioni Unite e la obbliga, conformemente ai paragrafi 1-4, a contribuire alla prevenzione di esportazioni illecite di petrolio dalla Libia.
2. Secondo il paragrafo 13 della risoluzione 2509 (2020) del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la Svizzera è tenuta a fornire al Comitato per le sanzioni e al Gruppo di esperti delle Nazioni Unite le informazioni di cui dispone sulle esportazioni illegali di petrolio dalla Libia e a "cooperare pienamente" con loro. Ha avuto luogo una tale cooperazione? È previsto uno scambio di informazioni in futuro?
3. Cosa fa il Consiglio federale per garantire che le imprese con sede in Svizzera non finanzino la guerra civile in Libia attraverso il commercio illegale di petrolio libico sovvenzionato, contribuendo così ad alimentare il conflitto?
4. La Kolmar Group AG ha si è resa complice di crimini di guerra con le sue pratiche commerciali in Libia?
5. Il Consiglio federale vede la necessità di un intervento legislativo per contrastare l'inarrestabile proliferare di pratiche commerciali illegali da parte di imprese svizzere?
6. Quali misure preventive ha adottato il Consiglio federale per verificare se le imprese svizzere di materie prime si conformano agli obblighi di diligenza previsti dal diritto svizzero nonché agli impegni internazionali pertinenti?
7. Come giudica il Consiglio federale l'efficacia dei principi facoltativi di responsabilità sociale d'impresa alla luce del fatto che le pratiche di certe imprese svizzere all'estero non migliorano?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1, 2 e 3
Il 30 marzo 2011 il Consiglio federale ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Libia (RS 946.231.149.82; di seguito denominata "ordinanza"). La Svizzera attua così le sanzioni imposte alla Libia dal Consiglio di sicurezza dell'ONU nelle risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) e in quelle successive. L'ordinanza contiene inoltre gran parte delle misure aggiuntive adottate dall'UE contro la Libia. Le imprese con sede in Svizzera sono tenute a rispettare queste sanzioni.
Le misure che interessano il traffico illecito di petrolio e, in particolare, le navi designate dal Comitato per le sanzioni conformemente alla risoluzione 2146 (2014) riguardano l'accesso ai porti, i servizi di stoccaggio relativi a tali navi e determinate transazioni finanziarie relative al petrolio. Con la risoluzione 2362 (2017), queste misure sono state estese ai prodotti petroliferi raffinati. Per rispettare queste misure non è necessario che siano incluse nell'ordinanza, poiché la Svizzera non ha accesso al mare. Inoltre, non sono mai state adottate misure finanziarie contro una delle (poche) navi di cui sopra. Al momento non è stata designata nessuna nave. La risoluzione 2509 (2020), dal canto suo, non contempla nuovi obblighi per gli Stati membri.
Dal momento della sua adesione alle Nazioni Unite, la Svizzera si è sempre impegnata a collaborare pienamente con i comitati per le sanzioni e i gruppi d'esperti dell'ONU. Le autorità federali competenti intrattengono frequenti contatti con questi ultimi, anche e soprattutto con il comitato e il gruppo d'esperti responsabili per la Libia. Questi scambi riguardano tutti gli argomenti rilevanti ai fini dell'applicazione delle sanzioni.
Domanda 4
Il Consiglio federale è a conoscenza del rapporto "Libyan fuel smuggling: a Swiss trader sailing through troubled waters", pubblicato da TRIAL International e Public Eye, e della denuncia penale presentata successivamente da TRIAL International. Spetta solitamente ai tribunali competenti valutare se sotto il profilo giuridico sono stati commessi crimini di guerra.
Domande 5, 6 e 7
La Svizzera si impegna per lo sviluppo e l'attuazione di standard globali (attraverso l'OIL, l'OCSE e l'ONU), aiutando nel contempo le imprese ad adempiere alle loro responsabilità soprattutto in Paesi con strutture governative fragili come la Libia.
Il Consiglio federale si aspetta dalle imprese residenti e operanti in Svizzera che si assumano le proprie responsabilità per tutte le attività svolte - e questo in Svizzera e all'estero - e che provvedano a esaminare l'aspetto della dovuta diligenza in materia di diritti umani. A questo proposito sono particolarmente rilevanti le norme e le linee guida riconosciute a livello internazionale per una governance aziendale responsabile, come le Linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Le norme dell'OCSE sono state estese per includervi anche le procedure di dovuta diligenza in zone di conflitto e ad alto rischio come la Libia e per evitare in questo modo che le imprese contribuiscano ai conflitti, in particolare attraverso i loro acquisti di materie prime.
Per attuare le misure intese a promuovere la dovuta diligenza e a rafforzare il dialogo con il settore privato, il Consiglio federale si basa su due piani d'azione: uno sulla responsabilità delle imprese nei confronti della società e dell'ambiente e l'altro sui diritti umani.
Conformemente alle linee guida dell'OCSE, il punto di contatto nazionale svizzero funge da forum per la mediazione tra economia e società civile. A ciò si aggiungono numerose iniziative in materia di corporate governance per il settore svizzero delle materie prime riguardanti tra l'altro l'aspetto della trasparenza nei pagamenti a istituzioni governative.
Il 29 novembre 2020 il popolo svizzero sarà chiamato a esprimersi sull'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente", che verte sul rispetto dei diritti umani e sulla protezione dell'ambiente e che ha indotto il Parlamento a mettere in campo un controprogetto indiretto.
Risposta del Consiglio federale.