20.4025 · Mozione · 2020-09-21
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno di legge che permetta all'acquirente di un oggetto elettronico, in caso di difetto non imputabile all'utente e fino a cinque anni dalla vendita, di esigere dal venditore la riparazione dell'oggetto o il suo rimborso integrale. Scadenze differenti possono essere previste a seconda dei tipi di beni.
Begründung
L'obsolescenza programmata non è un mito. Tra le stampanti programmate per smettere di funzionare dopo un certo numero di utilizzi, l'impossibilità tecnica di smontare alcuni apparecchi per ripararli o ancora l'assenza di pezzi di ricambio dopo appena uno o due anni dall'acquisto, le prove della sua esistenza scandiscono la nostra vita quotidiana.
Orbene, finora la Svizzera fa una magra figura nella lotta contro queste pratiche. Sia in Francia che persino nell'Unione europea, il problema ha infatti occupato attivamente i parlamenti, i quali hanno adottato proposte che comprendono sanzioni penali, il prolungamento delle garanzie o ancora l'obbligo per i fornitori di dare accesso a pezzi di ricambio. Va da sé che la Svizzera non può starsene con le mani in mano dinanzi a un fenomeno che grava sia sui consumatori che sull'ambiente.
Pur lavorando su un rapporto concernente l'obsolescenza programmata in adempimento del postulato 18.3248, il Consiglio federale ha già analizzato la questione del ciclo di vita degli oggetti nel quadro di un rapporto in adempimento del postulato 17.3505 sull'economia circolare. La presente mozione si fonda in particolare su alcune proposte risultanti dal rapporto peritale commissionato dall'UFAM per rispondere a detto postulato*.
La soluzione qui proposta permette di indurre efficacemente i produttori a garantire il maggior ciclo di vita possibile ai prodotti da loro fabbricati. Lasciando al venditore la scelta tra il rimborso o la riparazione, il presente testo lascia liberi i produttori di scegliere il modello d'affari. In un'ottica generale, un'economia di riparazione permette di prolungare il ciclo di vita degli oggetti, favorisce una società di servizi piuttosto che di merci e sviluppa prospettive di lavoro in Svizzera.
*Infras et Rytec (2019): "Beurteilung von ausgewählten Massnahmen zur Förderung der Kreislaufwirtschaft in der Nutzungsphase" (disponibile soltanto in tedesco). Committente: Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il diritto di garanzia è già stato oggetto di molti interventi. Il postulato 18.3248 Marchand-Balet, "Obsolescenza programmata. Tutelare i consumatori svizzeri" incaricava infatti il Consiglio federale di redigere un rapporto di diritto comparato sulla situazione legale relativa ai prodotti il cui ciclo di vita è stato deliberatamente ridotto. Il 19 giugno 2020 il Consiglio federale ha adottato il rapporto sulle misure fiscali e altre misure destinate a promuovere l'economia circolare ("Mesures fiscales et autres mesures destinées à promouvoir l'économie circulaire", disponibile in francese e tedesco) in adempimento del postulato 17.3505 Vonlanthen "Sfruttare le opportunità offerte dall'economia circolare. Esaminare incentivi fiscali e altre misure". Nel rapporto ha annunciato la sua intenzione di sottoporre a un'analisi approfondita le ripercussioni economiche di varie misure attinenti al diritto di garanzia, tra cui un'opzione di riparazione o un'inversione, limitata nel tempo, dell'onere della prova. Il Consiglio federale ha pure sollevato la questione se un prolungamento del termine di garanzia per una selezione idonea di categorie di prodotti e termini sia atto a conseguire gli obiettivi dell'economia circolare e si è dichiarato disposto a esaminarla. La crescente digitalizzazione solleva nuovi interrogativi, legati in particolare alla garanzia in caso di dispositivi connessi a Internet (Internet delle cose, Internet of Things). Vista la stretta correlazione tra le diverse questioni, il Consiglio federale intende analizzare in maniera globale la modernizzazione del diritto di garanzia. I risultati dell'analisi confluiranno nel pacchetto di misure sulla preservazione delle risorse e sull'economia circolare, che il Consiglio federale ha annunciato al più tardi per la fine del 2022 nel quadro del rapporto sull'economia verde. Non è opportuno anticipare i risultati di questi lavori.
Come indicato dal Consiglio federale nei pareri relativi alle mozioni 19.4594 Streiff "Economia circolare: estendere i termini di garanzia per prolungare il ciclo di vita degli apparecchi" e 17.3178 Streiff "Aumentare la soddisfazione dei consumatori rafforzando la protezione dell'ambiente", sussistono tuttavia anche serie riserve riguardo alla richiesta di aumentare il termine di garanzia fino a cinque anni per determinate categorie di prodotti avanzata nella presente mozione. La direttiva 1999/44/CE su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo e la nuova direttiva 2019/771/UE del 20 maggio 2019 relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni, che modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e la direttiva 2009/22/CE, e che abroga la direttiva 1999/44/CE, prevedono un termine di garanzia di due anni, applicato nella maggior parte degli Stati membri dell'UE e in particolare nei Paesi limitrofi alla Svizzera. Mentre termini di garanzia più lunghi potrebbero rendere più competitivi, sul piano commerciale, i prodotti di alta qualità, la mozione implicherebbe probabilmente svantaggi per i venditori svizzeri, che nella maggior parte dei casi dovrebbero assumersi da soli le conseguenze finanziarie dell'estensione della garanzia. Il Consiglio federale non può pertanto sostenere la mozione nemmeno sul piano materiale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.