20.4050 · Interpellanza · 2020-09-22
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
"Il settore primario comprende l'agricoltura ma anche la silvicoltura e la piscicoltura". Così riporta un articolo della PA22+. L'associazione svizzera dei piscicoltori non figura tra gli organismi consultati in relazione a questa futura politica agricola.
Begründung
In Svizzera l'acquacoltura è attualmente in pieno sviluppo, ma non è riconosciuta come attività agricola. Alcuni agricoltori hanno già optato per una diversificazione dedicandosi all'allevamento di pesci, ma senza le strutture e le regole applicate ai professionisti. Dal profilo della protezione delle acque e della pianificazione del territorio questa produzione è parificata all'industria.
Per uno sviluppo coordinato dell'acquacoltura in Svizzera (allevamento di trote, pesce persico, lucioperca, salmoni, storioni, gamberetti, ecc.) il suo status non dovrebbe essere chiarito a livello federale anziché sottostare alla discrezionalità dei singoli Cantoni dove le competenze in materia sono limitate?
Il Consiglio federale chiarirà la situazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si è già pronunciato su questo tema nel suo parere sulla mozione Aebi 15.4176. Oltre all'agricoltura, anche la silvicoltura e la piscicoltura rientrano nel settore primario. Tuttavia, secondo il messaggio sulla Politica agricola 2002, la pesca professionale e la piscicoltura non sono incluse nell'agricoltura (FF 1996 IV 1, pag. 66). Di conseguenza, i pesci non sono considerati animali da reddito agricoli giusta l'articolo 3 capoverso 1 della legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1). I pescatori e i piscicoltori possono però beneficiare di determinate misure, ad esempio nell'ambito della promozione della qualità e dello smercio o dei miglioramenti strutturali (cfr. art. 3 cpv. 3 LAgr).
Nel quadro della Politica agricola a partire dal 2022 non sono previste modifiche relative a questa classificazione della pesca professionale e della piscicoltura, in particolare perché tale produzione è indipendente dal suolo. Il Consiglio federale prevede invece di estendere le attuali opportunità di promozione basate sulla legislazione agricola alla ricerca e alla consulenza nel settore della piscicoltura e di applicarle anche ad altre categorie di animali. Ai prodotti d'acquacoltura (pesci, crostacei e molluschi), alle alghe, agli insetti e ad altri organismi viventi (tra cui le lenticchie d'acqua) è possibile applicare, ad esempio, misure di promozione della qualità e dello smercio, il sostegno alla ricerca e alla consulenza e provvedimenti nell'ambito dei miglioramenti strutturali.
La Politica agricola a partire dal 2022 non apporta invece cambiamenti per quanto concerne il fatto che tale produzione non fa parte dell'agricoltura e che gli animali interessati non sono animali da reddito agricoli.
Nella zona commerciale e industriale è possibile costruire impianti di produzione ittica in qualsiasi momento. L'equiparazione di pesci, crostacei e molluschi agli animali da reddito agricoli avrebbe ampie ripercussioni. Siccome gli impianti di piscicoltura funzionano in maniera completamente indipendente dal suolo, non possono essere realizzati in zona agricola. Un'eccezione è costituita dalla produzione di acquacolture in edifici rurali esistenti e non più utilizzati. Ciò è possibile grazie alla revisione della legge sulla pianificazione del territorio. Il messaggio del Consiglio federale del 31 ottobre 2018 concernente la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio prevede che la produzione di pesci, insetti e organismi analoghi che servono da base per alimenti e foraggio possa essere autorizzata in edifici e impianti esistenti di un'azienda agricola. Attualmente è possibile allevare pesci in edifici esistenti di un'azienda agricola soltanto se il reddito supplementare risultante da tale attività è necessario per garantire l'ulteriore esistenza dell'azienda agricola. L'esecuzione della legislazione sulla pianificazione del territorio spetta ai Cantoni.
Il 20 dicembre 2019 il Consiglio nazionale ha deciso di non entrare in materia del progetto di revisione della legge sulla pianificazione del territorio. Il 15 ottobre 2020 la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati è entrata all'unanimità in materia sul progetto concernente la seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio.
Risposta del Consiglio federale.