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Promuovere il coordinamento e ridurre le sovraccapacità definendo al massimo sei regioni di assistenza sanitaria

20.4093 · Mozione · 2020-09-23

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di implementare, in collaborazione con i Cantoni, un sistema sanitario con al massimo sei regioni di assistenza sanitaria.

Begründung

L'attuale situazione, con 26 sistemi sanitari cantonali in un Paese piccolo come la Svizzera, causa costi elevati. Date le ridotte dimensioni del nostro territorio e le numerose degenze ospedaliere extracantonali, una pianificazione ospedaliera sovraregionale dei Cantoni sarebbe più efficace ed economica.

Attualmente, i Cantoni pianificano per lo più in modo autonomo, e il potenziale di coordinamento è lungi dall'essere sfruttato appieno. Ne conseguono costose sovraccapacità nel settore stazionario. Una pianificazione ospedaliera in regioni sovracantonali più grandi permetterebbe di ridurle. Suddividendo il sistema sanitario svizzero in al massimo sei regioni di assistenza sanitaria si potrebbero risparmiare diverse centinaia di milioni di franchi all'anno.

La popolazione si attende dal Consiglio federale che adotti misure efficaci per garantire che i costi sanitari rimangano finanziabili.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 23 maggio 2018 il Consiglio federale si era espresso sulla mozione del Gruppo verde liberale 18.3294 "Promuovere il coordinamento e ridurre le sovracapacità con al massimo sei regioni di assistenza sanitaria", che avanzava la stessa richiesta, proponendo di respingerla.

Il rapporto degli esperti del 24 agosto 2017 sulle misure di contenimento dei costi per sgravare l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie ha rilevato che attualmente i Cantoni pianificano prevalentemente per conto proprio e che le capacità del settore stazionario potrebbero essere ridotte con elenchi ospedalieri regionali più estesi e di portata sovracantonale. Dati l'esigua estensione territoriale della Svizzera e i numerosi ricoveri ospedalieri extracantonali, sarebbe più efficiente una pianificazione ospedaliera regionale, per esempio in sei regioni di assistenza sanitaria.

Secondo la Costituzione federale (Cost.; RS 101), i Cantoni sono responsabili dell'assistenza sanitaria: l'obbligo di pianificazione nel settore stazionario previsto dalla legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) è una concretizzazione della pertinente disposizione costituzionale. Nell'ambito di questi compiti i Cantoni possono pianificare congiuntamente e la legge li obbliga già oggi a coordinare le loro pianificazioni. Nel settore della medicina altamente specializzata è per altro già prevista una pianificazione nazionale (art. 39 LAMal). Inoltre, su domanda dei Cantoni interessati, la Confederazione può dichiarare di obbligatorietà generale i trattati intercantonali conclusi nel settore della medicina di punta e delle cliniche speciali o obbligare determinati Cantoni a parteciparvi (art. 48a Cost.). Per i settori al di fuori della medicina altamente specializzata va osservato che il bisogno di coordinamento non ha la stessa importanza e portata geografica per tutti i gruppi di prestazioni. I Cantoni possono e devono sfruttare il loro margine di manovra in materia di coordinamento in base alla situazione e alla prestazione. Nessuno meglio di loro può infatti analizzare i flussi di pazienti e valutare e sfruttare il potenziale di un coordinamento sovracantonale per gruppo di prestazioni o quello dell'introduzione di regioni di assistenza. Per questi motivi il Consiglio federale ribadisce il rigetto della mozione.

Tuttavia ritiene anche che si possano ulteriormente migliorare l'economicità e la qualità delle prestazioni ospedaliere mediante un maggior coordinamento delle pianificazioni cantonali, e in questo senso comprende la richiesta della mozione. Il 12 febbraio 2020 ha posto in consultazione una modifica dell'ordinanza sull'assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102) concernente l'adeguamento dei criteri di pianificazione, che prevede proprio un completamento del vigente obbligo di coordinamento intercantonale delle pianificazioni. I risultati della consultazione sono in fase di valutazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.