20.4124 · Mozione · 2020-09-24
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Con la presente mozione si chiede al Consiglio federale di:
- Attivarsi per il mantenimento della convenzione di Dublino, ovviamente senza costi aggiuntivi per la Svizzera;
- Sospendere l'applicazione di Schengen e reintrodurre controlli sistematici sul confine;
- Nel caso in cui l'UE abbandonasse effettivamente il sistema Dublino, disdire la partecipazione della Svizzera all'accordo di Schengen.
Begründung
La Commissione UE ha di recente comunicato la propria intenzione di abbandonare il sistema di Dublino. Detto sistema, come noto, prevede che a farsi carico di un asilante sia il paese firmatario dove egli ha depositato la prima domanda d'asilo. Ciò rende possibile i rinvii-Dublino verso tale paese.
Il sistema è - evidentemente, data la nostra posizione geografica - vantaggioso per la Svizzera, che può così effettuare i rinvii-Dublino, molti dei quali verso l'Italia.
L'esigenza di mantenere i rinvii-Dublino emerge con prepotenza dopo che il "nuovo" governo italiano non eletto ha deciso di riaprire i porti della Penisola all'immigrazione clandestina, provocando un'impennata degli sbarchi. Con l'aggravante che ora i migranti economici portano anche il rischio di diffusione del coronavirus.
Nel giugno 2005 il popolo svizzero accettò in votazione il pacchetto "Schengen-Dublino". Determinante per l'accettazione fu proprio l'aspetto legato ai rinvii-Dublino. Senza questa componente, l'adesione della Svizzera allo spazio Schengen non sarebbe mai stata approvata in votazione popolare.
L'annunciata decadenza della convenzione di Dublino modifica radicalmente lo scenario e rende pertanto insostenibile l'applicazione in Svizzera dell'accordo di Schengen.
Antrag des Bundesrates
Il Tribunale federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Senza l'associazione a Dublino, la Svizzera dovrebbe esaminare nel merito ogni domanda d'asilo presentata nel nostro Paese, il che, secondo un rapporto del Consiglio federale (febbraio 2018), comporterebbe costi per svariate centinaia di milioni di franchi all'anno. Inoltre, i trasferimenti dei richiedenti l'asilo respinti sarebbero possibili soltanto sulla base di accordi di riammissione. Visto che la probabilità di essere trasferiti verso un Paese terzo sicuro sarebbe ridotta, la Svizzera diventerebbe più attraente per i richiedenti l'asilo.
È vero che senza Schengen la Svizzera sarebbe libera di organizzare a piacimento il suo regime di controllo alle frontiere. Ciò richiederebbe tuttavia un investimento di risorse molto più importante rispetto ad oggi. Inoltre, l'efficacia dei controlli alle frontiere non deve essere sopravvalutata rispetto agli altri strumenti di sicurezza interna. Non va dimenticato che nemmeno prima dell'introduzione di Schengen venivano effettuati controlli sistematici alle frontiere. Soltanto il tre per cento circa delle persone che varcava il confine era sottoposto a controlli approfonditi.
Sul piano europeo, si prevede di adeguare Dublino alle sfide postesi questi ultimi anni all'Europa nel settore della migrazione. Il 23 settembre 2020 la Commissione europea (COM) ha pubblicato il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo (PMA). Gli obiettivi principali di questo documento sono sgravare i Paesi alle frontiere esterne conformemente al principio della responsabilità condivisa, introdurre procedure d'asilo e di ritorno rapide alle frontiere esterne, rendere più efficienti le procedure Dublino e garantire una protezione efficace delle frontiere esterne. Ciò corrisponde anche alla richiesta avanzata nella mozione 20.3143 della CIP-N "Accogliere profughi dalla Grecia e riformare l'Accordo di Dublino" del 22 aprile 2020, che chiede al Consiglio federale di adoperarsi in maniera decisa a livello europeo a favore di un sistema Dublino resistente alle crisi, fondato su una ripartizione solidale ed equa delle responsabilità.
Il PMA prevede tra le altre cose di sostituire il regolamento Dublino con un nuovo regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione. Continueranno a essere applicabili i criteri attuali di determinazione della responsabilità, compreso quello della prima entrata. Queste disposizioni costituiscono uno sviluppo dell'acquis di Dublino e dovrebbero essere recepite dalla Svizzera dopo essere state adottate dalle istituzioni europee.
Il pacchetto legislativo "migrazione e asilo" deve ora essere discusso in seno alle istituzioni UE, poi eventualmente adottato. Il Consiglio federale segue attentamente queste discussioni.
Il Tribunale federale propone di respingere la mozione.