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20.4154 · Mozione · 2020-09-24

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In considerazione del crescente riscaldamento globale e della minaccia alla biodiversità, il Consiglio federale è invitato a presentare al più presto al Parlamento una proposta che tenga conto, per tutte le questioni relative ai deflussi minimi, oltre che del potenziale di 37 TWh/a di energia idroelettrica finora considerato, anche del potenziale di 67 TWh/a di energia fotovoltaica, confermato dal Consiglio federale nell'aprile 2019.

Begründung

Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), i corsi d'acqua e i laghi sono in uno stato degradato e la biodiversità è minacciata. Quasi la metà dei tipi di habitat e la diversità genetica delle specie selvatiche sono a rischio. A causa del crescente riscaldamento globale, in estate la situazione è molto critica per numerosi corpi idrici. Quanta minore è la portata dei fiumi, tanto maggiore è l'innalzamento della temperatura delle loro acque. Il mandato costituzionale del 1975 che impone la "garanzia di adeguati deflussi minimi" non può più essere ulteriormente violato a causa dell'approvvigionamento elettrico. Attualmente lvizzera dispone un potenziale totale di produzione elettrica indigena pari a 104 TWh/a (37+67), e non di soli 33 TWh/a come al momento dell'entrata in vigore della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc). Di conseguenza, vi sono ancor meno ragioni per mettere in discussione i deflussi minimi e le perdite di circa 2 TWh/a ipotizzate dall'UFAM per il completo adempimento dell'articolo 76 capoverso 3 della Costituzione, dato che la Svizzera dispone ora di un potenziale di produzione 30 volte maggiore di quello stimato prima del 2019. I circa 15 800 km di corsi d'acqua con tratti con deflussi residuali parzialmente o interamente in secca devono, per ragioni di protezione delle acque e della biodiversità, essere risanati senza limitazioni e, ove possibile, sostituiti con centrali di pompaggio-turbinaggio. Questo anche nell'interesse della conservazione del paesaggio e del turismo sostenibile, soprattutto nelle regioni di montagna.

Nessuna concorrenza sleale: i tetti e le facciate di PMI, di abitazioni in locazione (cooperative) e di case di proprietà genereranno i 67 TWh/a aggiuntivi. È inaccettabile che alcune "pecore nere" eludano la Costituzione e il risultato del referendum del 21 maggio 2017 sulla legge sull'energia, non tenendo conto dei 67 TWh/a di elettricità solare o non dando loro pari considerazione legale in occasione del risanamento di centrali elettriche. Con deflussi minimi insufficienti, si discriminano soprattutto le PMI, le famiglie e i proprietari di immobili. Questo porta a una concorrenza sleale. Ciò viola anche l'articolo 5 capoverso 2 della Costituzione e la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 136 I 87 consid.3.2).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Per raggiungere gli obiettivi climatici, in particolare quello di un saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero, ribadito dal Consiglio federale il 2 settembre 2020 nella sua proposta, messa in consultazione, per un controprogetto diretto all'iniziativa per i ghiacciai, è necessario tanto produrre energia solare quanto mantenere e potenziare la produzione di energia idroelettrica. Queste due forme di energia sono tra loro complementari e si completano perfettamente a vicenda. Infatti, mentre la produzione di energia solare dipende fortemente dalle condizioni meteorologiche e in estate è molto più elevata, le centrali idroelettriche producono sia carico di base sia energia elettrica di punta e, grazie ai bacini di accumulazione, permettono di trasferire in inverno una parte della produzione estiva. La produzione idroelettrica è quindi estremamente importante per la sicurezza dell'approvvigionamento. Inoltre, lo sfruttamento del potenziale fotovoltaico dipende molto dai futuri prezzi di mercato e dal quadro giuridico.

All'articolo 2 della legge del 30 settembre 2016 sull'energia (LEne; RS 730.0) viene indicato un valore di riferimento per l'incremento della produzione idroelettrica entro il 2035, che è pari a 37,4 TWh. Tale valore include già le perdite di produzione derivanti dall'attuazione delle disposizioni della legge del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20) riguardanti i deflussi residuali. Tasse sui deflussi residuali superiori a quelle previste dalle attuali disposizioni di legge penalizzerebbero anche la produzione invernale, tanto importante per garantire l'approvvigionamento elettrico.

La LPAc stabilisce come definire deflussi residuali adeguati. Tali prescrizioni valgono sia per le nuove centrali idroelettriche sia per quelle esistenti e per le quali sono stati rinnovati i diritti di sfruttamento (concessioni). I deflussi residuali minimi vengono stabiliti sulla base di criteri ecologici per la conservazione della biodiversità. Un loro innalzamento è possibile qualora esso risulti opportuno dalla ponderazione degli interessi di cui all'articolo 33 LPAc. Nell'ambito di tale ponderazione deve essere considerata anche l'importanza per l'approvvigionamento energetico.

Nella prassi le attuali prescrizioni della LPAc si sono dimostrate valide. Non occorrono quindi altre disposizioni di legge per la fissazione di deflussi residuali adeguati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.