20.4232 · Mozione · 2020-09-25
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre l'obbligo di dichiarare la provenienza dei prodotti a base di cocco nella cui produzione sono state impiegate scimmie. Il codice utilizzato per garantirne la rintracciabilità deve essere integrato in modo che il consumatore possa sapere con chiarezza se per la produzione sono stati maltrattati animali.
Begründung
Come riportato dal "Tagesspiegel" del 10 luglio 2020 e da altri media, la raccolta delle noci di cocco in Thailandia è un tema di grande rilevanza per la protezione degli animali. Le giovani scimmie sono incatenate, addestrate con la forza e costrette a raccogliere noci di cocco da cui si ricavano latte, olio e altri prodotti a base di questo frutto. Molte scimmie vengono strappate alle loro famiglie in tenera età e, per di più, illegalmente. Gli animali vengono legati o incatenati con duri collari di metallo che provocano dolori e ferite per tutto il tempo in cui possono essere sfruttati dall'industria del cocco nella raccolta dei frutti.
Ciò non avviene in tutte le piantagioni. In altre aree di coltivazione come il Brasile, la Colombia e le Hawaii, per la raccolta vengono utilizzati metodi non crudeli nei confronti degli animali. La raccolta delle noci avviene, ad esempio, con ascensori idraulici su trattori, sistemi a fune e a piattaforma o scale; in alcune zone di coltura, inoltre, si punta in alternativa su specie nane della palma da cocco. In Germania alcuni commercianti al dettaglio hanno già reagito a questa situazione eliminando dal loro assortimento prodotti come Aroy-D e Chaokoh. In Svizzera questi prodotti sono ancora in vendita, senza che i consumatori sappiano che per la loro produzione si utilizzano metodi crudeli nei confronti degli animali. Il governo di Bangkok ha annunciato che, in futuro, la rintracciabilità dei prodotti a base di cocco sarà garantita con un codice attestante la provenienza delle noci da piantagioni che non impiegano scimmie. Tuttavia, poiché un codice non è sufficiente per la trasparenza, si rende necessaria una dichiarazione chiara, come già avviene per altri prodotti come le uova di galline allevate in gabbia.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La dichiarazione obbligatoria dei metodi di produzione delle derrate alimentari è già stata oggetto di diversi interventi parlamentari. Consapevole dell'importanza di un'informazione trasparente per i consumatori, l'11 settembre 2020 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto in adempimento del postulato 17.3967 "Dichiarazione obbligatoria dei metodi di produzione delle derrate alimentari" depositato il 13 ottobre 2017 dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati. Il rapporto stabilisce una serie di criteri di base che devono essere soddisfatti per poter introdurre una dichiarazione obbligatoria.
Innanzitutto è necessario verificare se esistono standard chiari e riconosciuti a livello internazionale sulla base dei quali sia possibile definire i comportamenti deprecati e quindi giustificare l'obbligo di dichiarazione. Nella presente mozione, l'utilizzo delle scimmie per la raccolta delle noci di cocco è considerato un maltrattamento. Tuttavia, sebbene dal punto di vista svizzero i metodi menzionati nella motivazione siano assimilabili al maltrattamento, è pur vero che la definizione di maltrattamento varia da Paese a Paese e non vi è consenso su un disciplinamento internazionale dell'impiego degli animali per la raccolta o la produzione di derrate alimentari. Un obbligo di dichiarazione, inoltre, dovrebbe rispettare i requisiti di non discriminazione previsti dal diritto dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Infine, l'applicazione e il controllo delle dichiarazioni obbligatorie devono essere concepiti in modo credibile. L'obbligo di dichiarare che le noci di cocco sono state raccolte con l'aiuto delle scimmie solleverebbe la questione della rintracciabilità e della verifica dei metodi di produzione da parte delle autorità cantonali, che non sarebbero in grado di accertarli alla frontiera e dovrebbero allestire un apparato di controllo molto macchinoso anche all'estero.
Le osservazioni precedenti dimostrano che una dichiarazione obbligatoria non è il mezzo più appropriato per raggiungere la trasparenza auspicata. Questo vale a maggior ragione per i prodotti trasformati. Inoltre, l'uso di mezzi di controllo molto onerosi per garantire l'attuazione della dichiarazione sarebbe sproporzionato.
Tuttavia, le legislazioni in materia di derrate alimentari e di agricoltura offrono la possibilità di fare volontariamente riferimento a metodi di produzione specifici. Il fatto che un prodotto a base di noci di cocco sia stato ottenuto senza far ricorso alle scimmie potrebbe dunque essere citato come dichiarazione volontaria. Anche le dichiarazioni volontarie devono comunque essere verificate dagli organi di controllo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.