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20.4235 · Postulato · 2020-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a illustrare in un rapporto i costi complessivi del recupero del fosforo contenuto nelle acque di scarico comunali, nei fanghi degli impianti centrali di depurazione delle acque di scarico o nelle ceneri dei fanghi di depurazione. Il rapporto dovrà inoltre indicare quali sono in linea di principio i modelli di promozione dell'innovazione, di garanzie contro i rischi e di finanziamento degli investimenti e dell'esercizio adatti a questo nuovo compito.

Begründung

Secondo le prescrizioni vigenti dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR), il recupero del fosforo contenuto nelle acque di scarico sarà obbligatorio dal 1° gennaio 2026. Quando la Confederazione ha reso obbligatoria per alcuni impianti l'adozione di una fase di eliminazione delle sostanze organiche in tracce, ha introdotto a tal fine una tassa nazionale sulle acque di scarico nell'intento di finanziare gli investimenti. Tuttavia, per il progetto di recupero del fosforo attualmente in corso non sono disponibili simili strumenti di finanziamento collaudati, nonostante la situazione sia paragonabile. Infatti, i consorzi intercomunali di depurazione delle acque di scarico, le città e i Comuni devono effettuare investimenti e sostenere costi di gestione aggiuntivi che secondo il diritto vigente dovrebbero essere finanziati soltanto da coloro che pagano le tasse sulle acque di scarico. In analogia alla procedura per l'eliminazione delle sostanze organiche in tracce, è quindi utile delineare uno strumento anche per finanziare il recupero del fosforo, ad esempio una tassa in funzione del quantitativo di fosforo riciclato. Più fosforo si ricicla, meno si paga.

La situazione è aggravata dal fatto che per i metodi e per gli impianti di riciclaggio del fosforo non si dispone ancora di uno stato della tecnica consolidato e che le decisioni di investimento da prendere prossimamente comportano parecchi rischi. Pertanto, il rapporto deve anche illustrare in che modo la Confederazione partecipa al finanziamento di progetti potenzialmente di successo o, in caso contrario, se è disposta a concedere garanzie contro i rischi.

Oltretutto, è insolito che l'obbligo di recuperare il fosforo costringa i gestori degli impianti di depurazione delle acque di scarico a partecipare al mercato internazionale dei fertilizzanti.

Nel rapporto si dovrà quindi spiegare anche l'entità del rischio finanziario quando i prodotti secondari ottenuti dal fosforo degli impianti di smaltimento non sono competitivi sul mercato in termini materiali e finanziari. Il rapporto dovrà infine illustrare i vantaggi e gli svantaggi della promozione da parte della Confederazione dei prodotti ottenuti dal riciclaggio del fosforo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'intento di chiudere il ciclo del fosforo, l'articolo 15 dell'ordinanza sulla prevenzione e lo smaltimento dei rifiuti (OPSR; RS 814.600) prescrive che a partire dal 2026, ovvero dopo un periodo di transizione di dieci anni, il fosforo contenuto nelle acque di scarico comunali, nei fanghi di depurazione provenienti dagli impianti centrali di depurazione delle acque di scarico o dalle ceneri risultanti dal trattamento termico di tali fanghi di depurazione debba essere recuperato e riciclato. Nell'aiuto all'esecuzione "Rifiuti ricchi di fosforo" dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), che sarà disponibile in rete nel novembre 2020, è definito fra l'altro il tasso di recupero del riciclaggio di fosforo. La pubblicazione richiede una quota di riciclaggio minima di almeno il 50 per cento per le acque di scarico comunali e per le ceneri dei fanghi di depurazione sottoposte a trattamento termico come pure per le farine animali e ossee.

Per raggiungere questo obiettivo, l'UFAM e gli attori interessati hanno dato vita al progetto "SwissPhosphor". Il progetto coinvolge l'Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA), l'Associazione svizzera dei gestori degli impianti di trattamento dei rifiuti (ASIR), l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), l'UFAM, l'associazione dei fertilizzanti Agricura, Cemsuisse come pure alcuni servizi cantonali specializzati. Tale consesso vuole elaborare entro la fine del 2020 una base decisionale per le autorità esecutive cantonali affinché possano coordinare le loro attività ai fini dell'esecuzione dell'articolo 15 OPSR. Si tratta ad esempio di adattare il mercato svizzero alle quantità notevoli di nutrienti provenienti dagli impianti di depurazione delle acque o dagli impianti di macellazione per evitare le eccedenze di fosforo.

Al momento non è ancora possibile decidere in modo fondato sulla procedura da adottare. Le possibili soluzioni di finanziamento sono attualmente vagliate con la collaborazione di esperti esterni e degli attori interessati. Gli esperti stimano a 5 franchi il costo pro capite annuo del recupero del fosforo. Questo costo è pari a 40 milioni di franchi, mentre i proventi della vendita vengono rimborsati. Tale costo dovrà essere a carico dei produttori di acque di scarico e di rifiuti animali, quindi delle imprese e delle economie domestiche secondo il principio del "chi inquina paga". Il Consiglio federale accorda la priorità a una soluzione che prevede finanziamenti privati. Inoltre ritiene superflua la pubblicazione di un ulteriore rapporto sulla tematica al momento.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.