Urgente necessità di ricerche scientifiche sull'effetto dei rimedi naturali nel rafforzamento del sistema immunitario e nel trattamento di infezioni virali
20.4287 · Mozione · 2020-10-30
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In base alle disposizioni della Costituzione federale (art. 64 Ricerca, art. 118 Protezio-ne della salute, art. 118a Medicina complementare) e alle disposizioni della legge fe-derale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (RS 420.1), il Consiglio fede-rale deve garantire:
la ricerca in vitro e in vivo sui rimedi naturali tradizionali e sui principi attivi vegetali,
- che hanno un effetto antivirale comprovato;
- che sono tradizionalmente impiegati per rafforzare il sistema immunitario e per migliorare la capacità polmonare nonché in caso di problemi cardiovascolari, e
- che sono impiegati per il trattamento degli effetti virali a lungo termine della SARS-CoV-2 come l'alterazione dell'olfatto, la stanchezza o il mal di testa.
Vanno studiati anche gli approcci della medicina integrativa (combinazione di rimedi sintetici e naturali) ai fini della prevenzione, del trattamento in fase acuta e della ridu-zione degli effetti a lungo termine del coronavirus.
Begründung
Esistono numerosi rimedi naturali con comprovati effetti antivirali che vengono utilizza-ti a scopo terapeutico da molti anni, come il cisto, la melissa, il pelargonio, la salvia, il timo, l'eucalipto, il mirto o il nasturzio. Altri preparati a base vegetale hanno effetti im-munitari o antinfiammatori.
Di fronte a una nuova minaccia virale come quella della SARS-CoV-2 i pazienti devo-no poter fare affidamento sulla ricerca sperimentale. Nel contesto della cosiddetta "evidence-based-medicine" (cioè della medicina basata sulle evidenze) la procedura "trial-and-error" è del tutto normale (classe V). Determinati farmaci omologati vengo-no talvolta utilizzati "off-label" a scopo di test per alleviare o curare le conseguenze di un contagio da COVID-19. Vengono inoltre sviluppati nuovi vaccini e farmaci, che pe-rò possono essere utilizzati solo a distanza di molto tempo.
Le critiche degli esperti in medicina sui risultati positivi in vivo ottenuti dal laboratorio di Spiez per un prodotto a base di echinacea o sulla somministrazione della vitamina D fanno supporre che ci siano grandi riserve sull'impiego dei rimedi naturali e che in questo campo la ricerca venga trascurata. Queste riserve sono infondate, perché in mancanza di risultati non si possono giudicare gli effetti che queste sostanze hanno sull'uomo.
L'elevato ricorso a farmaci complementari e fitosanitari da parte della popolazione e le poche attività di ricerca in questo campo sono in forte contrasto. La ricerca è d'interesse pubblico, ma non può essere finanziata dai titolari dell'omologazione a causa dell'esiguità del mercato e dei bassi margini di guadagno.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Le conoscenze epidemiologiche e mediche per il trattamento dei pazienti COVID-19 aumentano di giorno in giorno. Come spiegato dettagliatamente in risposta alla mozione 20.3664, spetta alle società mediche specialistiche svizzere definire insieme agli esperti le raccomandazioni per il trattamento della COVID-19. Anche gli esperti in medicina complementare possono elaborare e pubblicare raccomandazioni pertinenti.
In Svizzera la domanda di prestazioni di medicina complementare è grande, tant'è che nel 2009 questo approccio alternativo è stato iscritto in una disposizione costituzionale. Da allora la medicina complementare viene gradualmente persa in considerazione nella pratica, nell'insegnamento e nella ricerca (integrazione della medicina complementare negli obiettivi della formazione universitaria, decisione del Consiglio federale di integrare la medicina complementare nell'assicurazione di base). In diversi istituti accademici la combinazione di medicina convenzionale e medicina complementare viene praticata nei campi dell'assistenza, della ricerca e dell'insegnamento (p. es. presso l'Istituto di medicina complementare e integrativa dell'ospedale universitario di Zurigo e presso l'istituto corrispondente dell'Università di Berna). Per testare e sviluppare terapie di medicina complementare vari istituti di ricerca accademici conducono progetti di ricerca in collaborazione con cliniche e istituti universitari in Svizzera e all'estero.
Sulla base della legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI, RS 420.1) il Fondo nazionale svizzero (FNS), in quanto organo di ricerca della Confederazione, utilizza i suoi diversi strumenti per promuovere iniziative di ricerca secondo un approccio bottom-up. Ciò significa che le domande di progetto possono riguardare qualsiasi argomento scientifico, problematica o approccio metodologico. Nell'ambito del bando speciale del FNS "coronavirus" e del bando PNR 78 "COVID-19" ricercatori di tutte le discipline hanno avuto la possibilità di proporre progetti di ricerca in quest'ambito tematico. Nel caso del bando speciale "coronavirus" viene ad esempio finanziato un progetto di ricerca inteso a sviluppare sostanze antivirali partendo da molecole di zucchero naturali (data.snf.ch > covid-19 Projektregister > cyclodextrins). Tra i principali strumenti di promozione delle iniziative di ricerca menzionate dall'autrice della mozione figurano ad esempio la promozione progetti ordinaria del FNS e il programma "Investigator Initiated Clinical Trials (IICT)" concepito appositamente per svolgere studi clinici indipendentemente dall'industria.
Il FNS finanzia già oggi progetti di ricerca nel campo tematico citato (p3.snf.ch)
Il Consiglio federale ritiene che nel finanziamento della ricerca gli approcci bottom-up siano estremamente importanti e che non vi sia ragione di limitarli in base a specifici interessi di ricerca.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.