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Per quanto tempo la Svizzera potrebbe sostenere un permanente e massiccio dispiegamento dei suoi militari di milizia?

20.4291 · Interpellanza · 2020-10-30

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a fornire ragguagli sul modo in cui la Svizzera potrebbe sostenere un permanente e massiccio dispiegamento dell'esercito. Per quanto tempo l'esercito e la protezione civile possono svolgere il loro ruolo con un apporto di effettivi insufficienti? Concretamente

  • nell'attuale persistente crisi COVID-19;
  • in uno scenario di accresciute tensioni, comparabile a quello dell'esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza 19, se infrastrutture critiche a livello nazionale dovessero essere protette per mesi;
  • in caso di difesa, se, oltre alle prestazioni di protezione da fornire ulteriormente, un avversario dovesse essere dissuaso o respinto con mezzi convenzionali e ibridi.

Per i singoli militari e militi della protezione civile quale dovrebbe essere la durata dei servizi attivi, se a causa di effettivi troppo esigui fossero possibili pochi avvicendamenti?

Nei confronti delle persone soggette all'obbligo di prestare servizio non sarebbe più corretto e tollerabile per l'economia e la società, se l'onere di un permanente e massiccio dispiegamento potesse di nuovo essere ripartito tra un maggiore numero di persone?

Begründung

La COVID-19 ci ha ricordato che l'esercito e la protezione civile rappresentano l'unica riserva strategica del Paese. Negli ultimi due secoli l'esercito ha dovuto prestare servizio a più riprese per lunghi periodi con un massiccio dispiegamento di effettivi. Le esperienze di allora tuttavia non possono più essere traslate nel contesto attuale, a causa dei profondi cambiamenti avvenuti nella società (ruolo delle donne, immigrazione), nell'economia (il settore terziario comprende più persone professionalmente attive rispetto ai primi due settori e alle ultime guerre mondiali) e nella difesa (soltanto circa dieci classi d'età sono soggette all'obbligo di prestare servizio militare nei gradi di truppa).

L'USEs ha permesso di ripristinare appena in tempo un sistema di mobilitazione. È tuttavia necessario essere di nuovo consapevoli del fatto che per garantire la sostenibilità di una più vasta chiamata in servizio l'esercito dipende dai preparativi messi in atto nella società e nell'economia. Dalla sua risposta alla domanda 14.5119 si evince che il Consiglio federale ha fiducia nel fatto che un numero sufficiente di militari obbedisca ad una chiamata in servizio. Tuttavia i nostri soldati potrebbero fare affidamento sul fatto che nell'ambito dell'impiego a favore del nostro Paese non siano svantaggiati rispetto a coloro i quali possono sottrarsi a questo obbligo per motivi non sempre legittimi?

Tra gli scenari di minaccia particolarmente probabili vanno annoverati compiti di (auto)protezione, sorveglianza e di guardia dell'esercito onerosi dal punto di vista del personale e della durata (cfr. parere del Consiglio federale all'interpellanza urgente 08.3466). Soltanto una percentuale estremamente esigua della popolazione complessiva verrebbe chiamata in servizio attivo per trascorrere mesi lontano dalla famiglia e dall'attività civile. Nel contempo sarebbe a disposizione un numero altrettanto ingente di uomini e donne in età di prestare servizio, che è già stato prosciolto dall'esercito o trasferito al servizio civile. I militari in servizio attivo possono contare sulla solidarietà della società e dell'economia?

Stellungnahme des Bundesrates

L'attuale pandemia di COVID-19 mostra che le persone soggette all'obbligo di prestare servizio obbediscono a una chiamata in servizio in un periodo di crisi e che l'esercito e la protezione civile sono in grado di sostenere a titolo sussidiario le autorità civili per un lungo periodo.

Non è possibile fornire una risposta di carattere generale alla domanda sulla durata durante cui l'esercito e la protezione civile sono in grado di svolgere i propri compiti nei diversi scenari. Secondo l'attuale profilo prestazionale dell'esercito gli impieghi devono essere possibili per settimane o mesi a seconda del compito. La prontezza è finalizzata in tal senso e l'esercito dispone di un effettivo regolamentare di 100 000 militari. Per raggiungere tale soglia in caso di mobilitazione, nell'esercito devono essere effettivamente incorporate 140 000 persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare. Al momento attuale tale condizione è soddisfatta.

Secondo l'articolo 70 capoverso 1 della Legge militare (LM; RS 510.10) il Consiglio federale decide sull'effettivo di militari che vengono chiamati in un servizio d'appoggio e sulla durata dello stesso. L'Assemblea federale deve approvare l'impiego, se dura più di tre settimane o se la chiamata in servizio concerne più di 2000 militari (art. 70 cpv. 2 LM). I militi della protezione civile vengono chiamati in servizio dai Cantoni. Secondo l'articolo 46 capoverso 1 lettera a della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC; RS 520.1) allo scopo di aumentare le capacità dei Cantoni il Consiglio federale può chiamare in servizio i militi nel caso di catastrofi e situazioni d'emergenza che colpiscono diversi Cantoni o l'intera Svizzera.

L'impiego dura fino a quando la minaccia o il pericolo è ridotto in modo che le autorità civili non necessitino più dell'appoggio dell'esercito o della protezione civile. È possibile aumentare la capacità di resistenza dell'esercito, licenziando e avvicendando le formazioni impiegate dopo un determinato periodo. È anche possibile concedere congedi ai militari, se prestano servizio in una formazione, che è impiegata da lungo tempo.

Le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare, che hanno assolto il totale obbligatorio dei giorni di servizio d'istruzione, non devono più svolgere i corsi di ripetizione. Rimangono tuttavia incorporati, finché non hanno assolto l'obbligo di prestare servizio militare e possono essere chiamati in servizio per impieghi di servizio d'appoggio e di servizio attivo. Sono quindi stati chiamati in servizio per svolgere l'impiego volto a fronteggiare la pandemia di COVID-19 anche militari, che hanno assolto il totale obbligatorio dei giorni di servizio d'istruzione. Per quanto riguarda i militi della protezione civile il cui obbligo di prestare servizio di protezione civile giunge a conclusione durante un intervento in caso di catastrofe o una situazione d'emergenza, la durata di tale obbligo è prolungata sino alla fine dell'intervento (art. 31 cpv. 6 LPPC).

La LM e la LPPC consentono in caso di necessità di aumentare entro un termine relativamente breve gli effettivi dell'esercito e della protezione civile. Secondo l'articolo 13 capoverso 2 lettera b LM il Consiglio federale può quindi aumentare l'obbligo di prestare servizio militare di cinque anni al massimo. Per quanto riguarda la protezione civile secondo l'articolo 31 capoversi 7 e 8 o l'articolo 32 LPPC, a seconda della situazione il Governo può prolungare l'obbligo di prestare servizio di protezione civile. Con l'ulteriore apporto di persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare e servizio di protezione civile, è possibile, tra l'altro, garantire avvicendamenti per aumentare la capacità di resistenza. Anche le persone tenute a prestare servizio civile possono essere obbligate a prestare servizio in caso di catastrofe o situazione d'emergenza. Il servizio civile straordinario può essere predisposto anche oltre la durata del servizio civile ordinario (art. 9 cpv. d ed e LSC).

Al momento attuale e in un prossimo futuro le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare incorporate nell'esercito sono sufficienti. Alla fine del decennio tuttavia la situazione degli effettivi presumibilmente peggiorerà. Per quanto riguarda la protezione civile l'apporto di effettivi è già ora problematico. Per questo motivo il 28 giugno 2017 il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di analizzare la situazione relativa all'apporto di effettivi dell'esercito e della protezione civile in collaborazione con il DEFR. Questo rapporto dovrà essere disponibile nell'estate 2021.

Risposta del Consiglio federale.

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