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20.4347 · Mozione · 2020-11-30

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di alloggiare in centri chiusi o di controllare in maniera permanente con mezzi adeguati fino al chiarimento completo della loro pericolosità i migranti e i richiedenti l'asilo:

- la cui identità non è comprovatamente accertata o;

- che effettivamente o presumibilmente provengono da o hanno soggiornato in una regione con una forte presenza di gruppi terroristici, violenti, estremisti o di correnti radicali.

Se necessario, il Consiglio federale sottopone all'Assemblea federale un pertinente disegno di atto normativo.

Begründung

I più recenti attacchi terroristici in Europa sono stati spesso commessi da persone immigrate come presunti rifugiati. Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) valuta già oggi determinate domande d'asilo e formula raccomandazioni all'attenzione delle altre autorità federali. I richiedenti l'asilo possono tuttavia muoversi liberamente in Svizzera durante la procedura, anche nei casi in cui il SIC ritiene costituiscano un rischio per la sicurezza. Al termine delle concertazioni talvolta si constata o si suppone che determinati richiedenti hanno già lasciato la Svizzera (cfr. la risposta del Consiglio federale all'interpellanza 18.3252).

Questo lassismo nei confronti di persone radicalizzate e potenzialmente pericolose costituisce una minaccia difficilmente stimabile per la Svizzera. Il Consiglio federale è pertanto esortato ad adottare una linea più rigorosa nei confronti dei migranti che entrano illegalmente nel nostro Paese, in particolare per beneficiare della protezione della Svizzera, e che non possono essere riconsegnati direttamente. Le persone la cui pericolosità non può essere esclusa in quanto la loro identità non è stata comprovata o perché presumibilmente provengono da o hanno soggiornato in una determinata regione devono essere alloggiate in un centro chiuso o sorvegliate in maniera permanente fino al chiarimento definitivo della loro pericolosità. Il Consiglio federale deve pertanto determinare le regioni a rischio con una forte presenza di gruppi terroristici, violenti o estremisti oppure in cui sono reclutate o radicalizzate persone per questi gruppi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il possibile pericolo per la sicurezza interna o esterna della Svizzera costituisce già oggi un aspetto centrale nell'esame di tutte le domande d'asilo. Non appena un richiedente arriva in un centro federale d'asilo (CFA), la sua identità è accertata da collaboratori della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) specificamente formati e gli sono rilevate le impronte digitali, poi confrontate con i dati figuranti nell'unità centrale del sistema Eurodac e nelle banche dati di ricerca nazionali ed europee quali il sistema d'informazione Schengen (SIS). I richiedenti provenienti da regioni a rischio sono inoltre interrogati specificamente in merito alle loro convinzioni politiche, attività e affiliazioni. In presenza di indizi di un pericolo per la sicurezza interna, la SEM informa sistematicamente il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e l'Ufficio federale di polizia (fedpol), affinché possano adottare le misure necessarie.

In presenza di indizi concreti di un rischio per la sicurezza della Svizzera, in virtù della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.2) fedpol può, in stretto coordinamento con la SEM, espellere il richiedente dalla Svizzera e disporre un divieto d'entrata nei suoi confronti. Se possibile, l'autorità cantonale competente incarcera la persona fino alla sua espulsione nel quadro delle misure coercitive previste dalla legislazione in materia di stranieri.

Il 25 settembre 2020 il Parlamento ha inoltre adottato la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT), che sarà sottoposta al voto popolare in quanto il referendum è riuscito. Questa legge intende anche potenziare ulteriormente la cooperazione tra SEM e fedpol nell'ambito della lotta al terrorismo. Permetterà a fedpol di imporre ai potenziali terroristi nuove misure, impugnabili, in particolare un divieto di avere contatti, un obbligo di presentarsi e partecipare a colloqui o anche un divieto di lasciare o accedere ad aree determinate oppure di lasciare un immobile. Nel quadro di questo progetto s'intende anche integrare le disposizioni della LStrI concernenti le misure coercitive con possibilità supplementari di incarcerare gli stranieri da allontanare che mettono in pericolo la sicurezza interna o esterna della Svizzera.

Il Consiglio federale è invece contrario a privare temporaneamente della libertà o a far sorvegliare in maniera permanente tutte le persone la cui identità non è comprovatamente accertata o provenienti da regioni con presenza di gruppi potenzialmente radicali. Le domande d'asilo sono presentate perlopiù da persone che hanno dovuto lasciare il loro Paese a causa della guerra o di persecuzioni personali. Gran parte dei richiedenti l'asilo ha pertanto soggiornato in regioni in cui sono presenti anche gruppi potenzialmente radicali. Le misure richieste riguarderebbero dunque un gran numero di richiedenti l'asilo che non hanno alcun legame con questi gruppi ma anzi proprio da loro fuggono, oppure persone che comunicano la propria identità ma non possono dimostrarla in maniera certa a causa delle circostanze della fuga. Le misure sarebbero inoltre in contraddizione con il diritto nazionale e internazionale.

Accanto alle basi legali federali esistenti o previste, la chiave per la prevenzione e la lotta al terrorismo risiede anche in una forte cooperazione europea. Gli sviluppi di Schengen in corso, quali il SIS, l'interoperabilità e la trasformazione di Frontex nell'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, svolgono un ruolo centrale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.