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Piano per l'uscita dai programmi internazionali per lo sviluppo di nuovi reattori nucleari per la fissione e la fusione

20.4396 · Mozione · 2020-12-02

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un piano per l'uscita dai programmi internazionali sui nuovi reattori per la fissione e la fusione nucleare. L'uscita dovrà essere graduale e concludersi allo scadere dell'associazione al 9° programma quadro europeo, insieme alla disdetta da parte svizzera della partecipazione all'agenzia Fusion for Energy.

Per portare avanti la partecipazione svizzera alle attività di ricerca di Euratom sullo smaltimento sicuro di combustibili e rifiuti radioattivi, sulle tecnologie per smantellare gli impianti nucleari e riparare i danni ambientali causati, nonché sullo sviluppo di ulteriori applicazioni non riguardanti la produzione energetica, occorre prevedere un'associazione parziale o una collaborazione a singoli progetti.

Begründung

La partecipazione ai programmi Euratom e ITER è finora costata alla Svizzera circa due miliardi di franchi, ossia una cifra di molto superiore a quanto speso per la ricerca e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Questa situazione non è compatibile con la strategia energetica svizzera, che mira all'uscita dal nucleare.

Tuttavia, il messaggio 20.052 prevede di impegnare altri 411,9 milioni di franchi per la partecipazione a Euratom e ITER nel periodo 2021-2027. Questo importo è incredibilmente più elevato di quello che deriverebbe da una spesa lineare, pari a quella attuale di circa 40 milioni di franchi all'anno, per la ricerca e lo sviluppo nel campo delle energie rinnovabili.

Euratom continua a portare avanti programmi per lo sviluppo di nuovi tipi di reattori, basati sulla fissione nucleare, molto costosi e poco concorrenziali. Come sollevato da Austria e Lussemburgo, l'Euratom aggira le regole sulle sovvenzioni statali e agisce alla stregua di un'industria della sovvenzione per reattori nucleari che altrimenti non potrebbero affermarsi sul mercato.

Ancora più problematiche risultano le promesse nel campo della fusione nucleare, in cui la ricerca è attiva dai primi anni '50. Il reattore sperimentale ITER, rudere della ricerca in materia, deve essere cancellato una buona volta dai nostri programmi. Una recente perizia di Michael Dittmar, fisico presso il Politecnico federale, conferma quanto appena esposto.

Da un punto di vista giuridico Euratom e ITER sono programmi indipendenti. Ritirarsi da questi programmi non preclude la partecipazione a Orizzonte Europa.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera, fra il 2007 e il 2019, la spesa pubblica per la ricerca energetica nel settore della ricerca nucleare - compresi i contributi svizzeri a Euratom e a ITER - è rimasta sempre stabile intorno ai 50 milioni di franchi all'anno. In questo periodo, la spesa pubblica destinata alla ricerca sull'energia rinnovabile e sull'efficacia energetica è passata da 107 a 336 milioni di franchi all'anno. Gli investimenti totali per le energie rinnovabili e l'efficacia energetica non riconducibili alla ricerca sono passati dai 16 milioni circa del 2007 ad oltre un miliardo di franchi nel 2019. Questo andamento è conforme alla Strategia energetica 2050 e le cifre sopracitate sono molto diverse da quelle presentate nella mozione.

La legge federale sull'energia (LEne; RS 730.0) non vieta né le tecnologie né la ricerca nucleare. L'uscita dal nucleare rafforza l'importanza della ricerca portata avanti con il programma Euratom in materia di radioprotezione, gestione delle scorie radioattive e smantellamento. Incentrate sulla sicurezza, le ricerche sullo sviluppo di nuovi reattori rappresentavano nel periodo 2014-2019 solamente il sei per cento dei fondi ricevuti dagli istituti svizzeri nel quadro di Euratom. Quest'ultima non finanzia alcun progetto di dimostrazione né la costruzione di nuove centrali.

Inoltre, la partecipazione svizzera alla ricerca europea sul nucleare è un requisito per l'eccellenza e il posizionamento degli istituti svizzeri nella ricerca a livello internazionale e contribuisce al mantenimento delle competenze in questo settore. Da ultimo, la partecipazione permette alla Svizzera di valutare gli sviluppi della tecnologia nucleare e quindi al Consiglio federale di fare rapporto all'Assemblea federale conformemente all'articolo 74a della legge sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1).

Il programma di ricerca di Euratom sulla fusione nucleare integra la realizzazione del reattore sperimentale ITER, attualmente in fase di assemblaggio. La messa in funzione del reattore, prevista nel 2025, costituirà una tappa fondamentale per lo sfruttamento della fusione nucleare come energia pulita e sostenibile. Inserita nella "Roadmap svizzera per le infrastrutture di ricerca", la partecipazione della Svizzera a ITER è un elemento fondamentale della ricerca elvetica nel campo della fisica e, in particolare, nel settore nucleare. L'adesione stimola anche l'innovazione negli istituti di ricerca e nelle imprese del settore nel nostro Paese. La partecipazione si basa su un accordo internazionale ratificato nel 2009 dal Parlamento svizzero ed è finanziata nel quadro della partecipazione svizzera alle misure dell'UE nel settore della ricerca e dell'innovazione.

Poiché gli obiettivi perseguiti dalla ricerca europea nel settore corrispondono in larga misura alle priorità svizzere, il Consiglio federale ritiene che sia nell'interesse della Svizzera proseguire anche nel periodo 2021-2027 la partecipazione al programma Euratom in quanto Stato associato e a ITER in quanto membro di Fusion for Energy.

L'Assemblea federale ha seguito l'Esecutivo approvando i crediti necessari. Il Consiglio federale analizzerà la partecipazione svizzera a Euratom e ITER a tempo debito. Del resto, nel 2017 il Parlamento tratterà il prossimo messaggio sul finanziamento e potrà pronunciarsi con cognizione di causa sull'eventuale uscita da Euratom e da ITER.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.