20.4402 · Interpellanza · 2020-12-02
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Mediante ordinanza (RS 818.101.27), il 2 luglio 2020 il Consiglio federale ha introdotto, con effetto dal 6 luglio 2020, una quarantena tuttora in vigore per le persone in entrata in Svizzera provenienti da "regioni con rischio elevato di contagio".
Sin dall'inizio rientravano in questo elenco le regioni in cui il numero dei nuovi contagi per 100 000 persone era superiore a 60 negli ultimi 14 giorni (art. 3 cpv. 1 lett. a). Al momento dell'introduzione del provvedimento la Svizzera presentava un valore inferiore a 10.
Il 12 settembre 2020 il nostro Paese ha però superato il suo stesso valore soglia. Da allora decine di migliaia di viaggiatori hanno dovuto mettersi in quarantena nonostante provenissero da una regione con un'incidenza più bassa rispetto alla Svizzera.
Si è tuttavia dovuto attendere un mese e mezzo, cioè fino al 28 ottobre 2020, prima che il Consiglio federale fissasse questo valore in relazione alla Svizzera (incidenza svizzera + 60) a partire dal 29 ottobre 2020.
Il Consiglio federale si è inoltre astenuto dall'ordinare l'applicazione della modifica con effetto retroattivo e, di conseguenza, circa 12 000 persone sono dovute restare fino a 10 giorni in quarantena senza motivo.
Infine, stando a quanto riportato dai media, l'efficacia generale della quarantena per i viaggiatori in entrata in Svizzera sarebbe estremamente bassa, ma l'UFSP vorrebbe mantenerla per ragioni "politiche".
Alla luce di queste considerazioni chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. È d'accordo che una quarantena basata unicamente sul numero di contagi per una regione con un'incidenza inferiore alla Svizzera è sproporzionata (art. 5 cpv. 2 Cost.), se non addirittura arbitraria (art. 9 Cost.)?
2. Perché non ha definito sin dall'inizio un valore soglia relativo (p. es. Svizzera + X)?
3. Perché dopo il superamento della soglia da parte della Svizzera è trascorso ben un mese e mezzo prima che il Consiglio federale definisse un valore soglia relativo?
4. Perché quando, il 28 ottobre 2020, è finalmente avvenuto il cambio di rotta il Consiglio federale non ha permesso a chi era già in quarantena di interromperla, ma ha lasciato 12 000 persone ingiustamente in quarantena?
5. Come valuta in generale l'efficacia e l'efficienza della quarantena per i viaggiatori che entrano in Svizzera?
6. Quali strumenti più mirati (p. es. indicatori più precisi per le regioni a rischio, "test and release" ecc.) esamina in luogo del sistema vigente?
Stellungnahme des Bundesrates
1. - 3. Nel mese di luglio non vi era alcun motivo di fissare un valore soglia relativo poiché l'incidenza in Svizzera era a un livello molto basso. Anche in Europa si è proceduto in modo analogo. Il Consiglio federale ha costantemente monitorato l'evoluzione epidemiologica. Quando ha cominciato a delinearsi un costante aumento del numero di infezioni e l'incidenza a 14 giorni si attestava costantemente al di sopra di 60, il 28 ottobre 2020 il Consiglio federale ha reagito al mutamento delle circostanze. Riguardo all'adeguamento delle regole di quarantena, era importante osservare la situazione e l'evoluzione epidemiologica in Svizzera e negli Stati limitrofi su un periodo più lungo per poter prendere una decisione definitiva basata sull'evidenza. Sono state del resto esaminate diverse varianti, tra cui l'innalzamento del valore soglia, ma anche l'abolizione della quarantena per le persone in entrata.
4. Come il Consiglio federale ha già spiegato nella sua risposta alla domanda Schläpfer 20.5839 "COVID-19. Obbligo di quarantena per le persone che entrano in Svizzera da regioni riabilitate senza base scientifica", per l'obbligo di quarantena è determinante la situazione giuridica al momento dell'entrata in Svizzera. Per ragioni di coerenza, si è dunque attenuto a questo principio anche all'atto di modificare le condizioni previste dall'ordinanza.
5. Sulla base delle conoscenze acquisite dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, il Consiglio federale ritiene che la quarantena per le persone in entrata sia uno dei provvedimenti in grado di ritardare l'importazione del coronavirus e delle sue nuove varianti potenzialmente pericolose.
6. Il Consiglio federale verifica costantemente i provvedimenti emanati, inclusa la quarantena per le persone in entrata in Svizzera, di cui, nelle sue sedute del 27 gennaio e del 17 gennaio 2021, ha deciso di adeguare il disciplinamento nel senso di una strategia di test e revoca.
Dopo il loro rientro in Svizzera, i viaggiatori in provenienza da Stati e regioni con rischio elevato di contagio devono presentare un test PCR con risultato negativo e mettersi subito in quarantena per 10 giorni. Tra questi Stati e regioni rientrano anche quelli in cui sono state osservate nuove varianti potenzialmente pericolose del Sars-CoV-2. La quarantena è revocata sotto la propria responsabilità, se la persona dal settimo giorno dall'entrata in Svizzera si è sottoposta a un test antigenico rapido o a un test PCR con risultato negativo. Fino al termine ordinario della quarantena, la persona interessata deve continuare a indossare una mascherina facciale e tenersi a una distanza di 1,5 metri dalle altre persone, salvo che si trovi nella propria abitazione o nel proprio alloggio. Anche chi giunge in aereo in provenienza da Paesi che non rientrano nelle regioni a rischio, alla sua entrata in Svizzera deve presentare un test PCR con risultato negativo.
Per assicurare un tracciamento dei contatti rapido e senza lacune è stata inoltre ampliata la registrazione dei dati di contatto. Finora, all'entrata in Svizzera, venivano registrati solo i dati di contatto di persone in provenienza da Stati con rischio elevato di contagio. Dall'8 febbraio , salvo alcune eccezioni, dovranno essere registrati i dati di contatto di tutte le persone che entrano in Svizzera in aereo, in battello, in bus o in treno. Inoltre, tutti i dati di contatto saranno registrati mediante un modulo di entrata elettronico.
Risposta del Consiglio federale.