Le basi legali sono sufficienti per il triage in caso di penuria di risorse nei reparti di terapia intensiva a causa della pandemia di Covid-19? Proteggere le persone con disabilità dalle discriminazioni
20.4404 · Postulato · 2020-12-03
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se le basi legali vigenti sono sufficienti per le decisioni di triage che dovrebbero essere prese negli ospedali svizzeri se la persistente pandemia di COVID-19 provocasse una penuria di risorse nei reparti di terapia intensiva, in particolare se bastano per escludere la discriminazione delle persone con disabilità.
Begründung
Le decisioni di triage in caso di penuria di risorse nei reparti di terapia intensiva limitano il diritto alla vita delle persone non curate. In base all'articolo 118 capoverso 2 lettera b della Costituzione (Cost.), durante la pandemia di COVID-19 tra i compiti della Confederazione figura anche quello di garantire che le decisioni di triage non discriminino i disabili (art. 8 cpv. 2 e 4 Cost.).
A causa della loro disabilità, molte persone dipendono dall'aiuto di terzi per gestire la quotidianità, ad esempio i ciechi o le persone in sedia a rotelle in seguito a una malattia infettiva o tumorale nel frattempo curata. Di per sé, il loro bisogno di aiuto non è determinante per la prognosi a breve termine dopo un trattamento di medicina intensiva. Se però si include il bisogno di aiuto tra i criteri per le decisioni di triage, come prevede l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) per le persone a partire dai 65 anni, la quota di persone con disabilità a cui è precluso un trattamento di medicina intensiva è superiore alla media, anche se la loro prognosi a breve termine è identica a quella delle persone non disabili a cui è dispensato un trattamento (criteri di triage dell'ASSM del 4 novembre 2020; alla nota 17 sono previste deroghe solo a favore delle persone con disabilità neonatali e post-traumatiche).
Le basi legali vigenti sono sufficienti per garantire in particolare alle persone con disabilità che la dipendenza dall'aiuto di terzi possa portare - semmai - a un rifiuto dell'ammissione al reparto di terapia intensiva esclusivamente se è rilevante ai fini della prognosi a breve termine?
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Le autorità federali e cantonali sono tenute ad adottare nei rispettivi ambiti di competenza tutte le misure ragionevolmente attuabili per assicurare a tutte le persone che ne hanno bisogno l'accesso a provvedimenti di medicina intensiva. Per adempiere a questo obbligo sono state prese diverse misure, quali l'aumento dei posti letto nei reparti di terapia intensiva, il coordinamento e l'assistenza reciproca per gestire le capacità dei reparti di terapia intensiva, la sospensione temporanea o il rinvio di interventi elettivi, il coordinamento nella messa a disposizione di materiale medico importante e, in generale, le misure di protezione contro il SARS-CoV-2. In questo modo, è stato possibile evitare il triage per i trattamenti di medicina intensiva durante la pandemia di COVID-19.
Se nonostante tutto per i trattamenti di medicina intensiva dovesse porsi la domanda del triage, il personale medico può fondarsi su prescrizioni generali-astratte derivanti dal diritto alla vita garantito dal diritto costituzionale e penale, così come dal principio dell'uguaglianza giuridica e dal divieto di discriminazione. Queste regole forniscono un quadro chiaro. Nei casi concreti il personale medico responsabile dovrebbe tuttavia sempre tenere conto della situazione specifica, che si sottrae a una regolamentazione generale-astratta esaustiva. L'esercizio della professione da parte degli operatori sanitari è inoltre soggetto alla vigilanza dei Cantoni.
I criteri - giuridicamente non vincolanti - dell'Accademia svizzera delle scienze mediche forniscono un aiuto al personale medico responsabile (v. anche la risposta all'interpellanza Feri Yvonne 20.4082 "Adottare le direttive medico-etiche secondo una procedura chiara e trasparente"). Elaborati nel corso della pandemia di COVID-19, questi criteri sono stati oggetto di una revisione sottoposta per consultazione alle organizzazioni dei disabili e all'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità per escludere in particolare la discriminazione delle persone con disabilità. I criteri precisano così esplicitamente che la scala della fragilità clinica, che costituisce un criterio per l'ammissione al reparto di terapia intensiva, non è convalidata per la valutazione della fragilità delle persone con disabilità ed è quindi irrilevante in questo contesto.
Il Consiglio federale è del parere che le regole legali summenzionate e i criteri medico-etici dell'Accademia svizzera delle scienze mediche costituiscano una base sufficiente e praticabile per qualsiasi decisione di triage nella prassi e permettano allo stesso tempo la necessaria riflessione critica su questi temi sensibili.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.