20.4487 · Interpellanza · 2020-12-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Fino all'inizio del nuovo millennio, l'autonomia della Svizzera in materia di produzione di energia elettrica è stata esemplare, grazie ai due pilastri del nucleare e dell'energia idroelettrica. La Strategia energetica 2050 mira ad abbandonare gradualmente l'energia nucleare e a potenziare altri vettori energetici, quali tra l'altro l'energia idroelettrica e l'energia solare. Per stoccare l'energia solare eccedente, occorre potenziare notevolmente, e il prima possibile, le centrali idroelettriche. Alla luce di tale situazione iniziale, si pongono le seguenti domande:
1. Il Consiglio federale condivide la descrizione della situazione di cui sopra?
2. Qual è stato l'andamento annuale delle importazioni di energia elettrica dal 2000 ad oggi?
3. Da dove proviene l'elettricità importata in Svizzera e da quali fonti è stata generata?
4. Il Consiglio federale come valuta il fatto che nel nostro Paese, da una parte, sono state spente le centrali nucleari, ma che, dall'altra, non è noto se l'energia elettrica importata provenga anche da centrali nucleari, la cui manutenzione è forse meno accurata che in Svizzera?
5. Il Consiglio federale come valuta la crescente dipendenza dall'estero della Svizzera per quanto concerne il fabbisogno di energia elettrica?
6. In che modo i Paesi esteri potranno in futuro fare pressione sulla Svizzera, se il nostro Paese perderà sempre più la sua autonomia elettrica?
7. Se gli obiettivi fissati nella Strategia energetica 2050 saranno raggiunti, in futuro l'incremento delle centrali solari darà luogo, soprattutto in estate, a enormi quantità di energia elettrica eccedente, che sarà opportuno stoccare nei bacini di accumulazione. Che cosa intende fare il Consiglio federale per soddisfare al più presto questo obiettivo?
8. Il Consiglio federale non dovrebbe ora accordare la priorità all'ulteriore potenziamento dell'energia idroelettrica per migliorare le capacità di stoccaggio?
9. Secondo l'ultima sentenza del Tribunale federale, il Consiglio federale come intende adeguare le condizioni quadro giuridiche per promuovere il potenziamento dell'energia idroelettrica? Con quali partner intende procedere?
10. Di quale entità sono gli aumenti delle capacità di stoccaggio delle centrali idroelettriche previsti entro il 2030, il 2040 e il 2050?
Begründung
Ogni anno, la Svizzera dipende sempre di più dall'estero per il suo approvvigionamento di energia elettrica, vedendo così ridotta la sua sovranità. Devono quindi essere create in tempi brevi capacità che permettano di stoccare in modo efficiente l'energia solare eccedente nelle centrali ad accumulazione.
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1, 7 e 8:
Il Consiglio federale condivide solo parzialmente questo punto di vista. Già da decenni, la Svizzera produce nei mesi estivi più elettricità di quella che consuma, mentre nei mesi invernali l'elettricità viene importata dall'estero perché la produzione indigena non è sufficiente per coprire il consumo nazionale. La Strategia energetica 2050 prevede un ulteriore potenziamento delle energie rinnovabili. Il fotovoltaico e la forza idrica svolgono un ruolo importante in tal senso. Con la prevista legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, tutte le energie rinnovabili saranno ulteriormente sostenute e saranno meglio integrate nel mercato dell'energia elettrica. Inoltre, si tratterà di sostenere finanziariamente il potenziamento delle capacità di produzione a zero emissioni di CO2 collegate alla rete elettrica svizzera e disponibili in modo sicuro soprattutto in inverno (in particolare attraverso le centrali ad accumulazione). In questo modo si dovrebbe garantire l'autosufficienza elettrica anche dopo l'abbandono del nucleare, in caso di situazioni di penuria a livello europeo. Altri pilastri centrali della Strategia energetica sono il miglioramento dell'efficienza energetica e lo sviluppo delle reti, che contribuiscono anche al buon approvvigionamento elettrico della Svizzera.
Domanda 2:
La statistica dell'elettricità dell'Ufficio federale dell'energia (consultabile alla pagina www.ufe.admin.ch > Approvvigionamento > Statistiche e geodati) mostra le importazioni e le esportazioni di elettricità e i loro bilanci (pag. 34; fig. 19). Dal 2000, in sei anni la Svizzera ha importato più elettricità di quanta ne abbia esportata (2005, 2006, 2010, 2011, 2016, 2017). Considerando solo il semestre invernale, dal 2000 le importazioni sono aumentate in media di ben 0,2 TWh per inverno. Il fabbisogno di importazione medio nel semestre invernale è stato di oltre 3 TWh dal 2000, e di poco più di 4 TWh dal 2010.
Domanda 3:
L'elettricità viene importata fisicamente in primo luogo da Germania, Francia e Austria. Le tecnologie di produzione dell'elettricità possono essere determinate in termini di importazioni fisiche attraverso il mix di produzione dei Paesi limitrofi o in termini contabili attraverso le garanzie di origine (GO) nell'etichettatura dell'elettricità. Nel 2019, circa il 24 per cento dell'elettricità venduta in Svizzera è stata prodotta all'estero conformemente all'etichetta dell'elettricità. La maggior parte di essa proviene dalla forza idrica (circa tre quarti) e, in secondo luogo, da fonti non omologabili (circa un quinto). Le restanti energie rinnovabili (tranne quella idroelettrica), l'energia nucleare e i vettori energetici fossili rappresentano una piccola quota.
Domanda 4:
Sono gli Stati sovrani a decidere in merito all'esercizio delle centrali nucleari, in considerazione dei pertinenti requisiti di sicurezza. Non c'è motivo di supporre che le centrali nucleari francesi o tedesche abbiano un rischio operativo più elevato delle centrali svizzere. Nel 2011, la Germania ha deciso di abbandonare gradualmente l'energia nucleare entro al più tardi il 2022, e anche la Francia prevede di ridurre a medio termine la quota di energia nucleare nella produzione di energia elettrica.
Domanda 5:
Innanzitutto occorre sottolineare che la dipendenza della Svizzera dall'estero per quanto concerne il settore energetico nel suo complesso è ancor oggi molto elevata a causa dell'importazione di vettori energetici fossili. Nel settore elettrico, la Svizzera è un importatore netto, soprattutto in inverno. Con la sua Strategia energetica 2050 e l'obiettivo di un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2050, il Consiglio federale intende ridurre significativamente l'attuale considerevole dipendenza dai combustibili e dai carburanti fossili e pertanto la sua dipendenza dall'estero. Si può partire dal presupposto che, dopo l'abbandono dell'energia nucleare e a seconda della durata di vita delle centrali nucleari, il fabbisogno di importazione di elettricità nel semestre invernale aumenterà fino a un massimo di 15 TWh, a causa della crescente elettrificazione nei settori della mobilità e dell'energia termica. Il fabbisogno di importazione è maggiore o minore a seconda della velocità di espansione delle energie rinnovabili. A lungo termine, il saldo delle importazioni nel semestre invernale scenderà di nuovo a causa dell'ulteriore potenziamento delle energie rinnovabili a livello nazionale e dell'aumento dell'efficienza energetica. L'incremento della produzione propria può comportare un aumento della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico; tuttavia, l'integrazione nel commercio europeo di energia elettrica continua a rimanere importante.
Domanda 6:
L'accesso svantaggiato della Svizzera al mercato europeo dell'energia elettrica ha una motivazione giuridica, ovvero la mancanza di un accordo sull'energia elettrica con l'UE. Non vi è alcuna relazione tra la mancanza di tale accordo e la bilancia commerciale svizzera dell'elettricità.
Domanda 9:
Il Consiglio federale è consapevole del conflitto di obiettivi tra il potenziamento delle energie rinnovabili e la protezione dei siti interessati. Attualmente il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) sta esaminando il conflitto tra protezione e utilizzazione e sta cercando soluzioni consensuali, nel quadro di una tavola rotonda dedicata alla forza idrica, insieme alle organizzazioni ambientaliste, i Cantoni e il settore elettrico.
Domanda 10:
I valori indicativi per l'incremento della produzione di energia elettrica a partire della forza idrica prevedono l'obiettivo di 37,4 TWh per il 2035 e di 38,6 TWh per il 2050. I valori indicativi si applicano alla produzione di energia elettrica a partire dalla forza idrica nel suo complesso e non distinguono tra le centrali ad accumulazione e quelle ad acqua fluente. Con la suddetta revisione di legge, per la produzione di energia elettrica specificamente in inverno, il Consiglio federale punta a un aumento di 2 TWh entro il 2040.
Risposta del Consiglio federale.