Promuovere l’economia circolare con l'imposta sul valore aggiunto. Applicare l'aliquota d'imposta ridotta sui servizi di riparazione
20.4553 · Mozione · 2020-12-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a modificare la legge del 12 giugno 2009 sull'IVA (LIVA) al fine di abbassare l'aliquota d'imposta sui servizi di riparazione al 2,5 per cento.
Begründung
Per promuovere la transizione ecologica ed energetica nella nostra società nonché lo sviluppo dell'economia circolare, è necessario sostenere le attività economiche che perseguono il modello della circolarità e l'assoluto rispetto delle risorse disponibili. Come spiega l'Ufficio federale di statistica nella sua pagina web "L'impronta ecologica della Svizzera", se tutti vivessero come la popolazione svizzera sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per soddisfare il fabbisogno mondiale. I beni e i servizi che contribuiscono a ridurre il nostro impatto sull'ambiente dovrebbero quindi beneficiare di un trattamento di favore rispetto a quelli che provocano l'esaurimento delle risorse e il degrado ambientale. Ciò consentirebbe di rispettare i principi dell'economia circolare.
Un incentivo in questa direzione consiste nell'introdurre un'aliquota d'imposta ridotta sui servizi di riparazione, analogamente a molti Paesi europei.
Nel rapporto del 19 giugno 2020 sulle misure della Confederazione per una Svizzera in grado di preservare le risorse e capace di futuro, il Consiglio federale stima infatti che un abbassamento dell'aliquota d'imposta dal 7,7 al 2,5 per cento sui servizi di riparazione applicato a tutti i settori e a tutte le categorie di prodotti, ad eccezione del settore automobilistico, permetterebbe di ridurre l'impatto ambientale della Svizzera di 10 000 di tonnellate di CO2, ovvero di 20 miliardi di punti di impatto ambientale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La tassazione dei servizi di riparazione all'aliquota d'imposta ridotta del 2,5 per cento anziché all'aliquota d'imposta normale del 7,7 per cento corrisponderebbe semplicemente a una diminuzione di circa il 4,8 per cento della prestazione lavorativa offerta (IVA compresa). Negli Stati dell'UE che prevedono una norma particolare per i servizi di riparazione, questa agevolazione è molto più consistente perché la differenza tra l'aliquota normale e quella ridotta è maggiore. Anche se la riduzione fiscale dovesse andare integralmente a beneficio dei consumatori, ci si attende che in Svizzera l'aumento della richiesta di tali servizi che ne risulterebbe sarebbe scarso e pertanto l'impatto ecologico sarebbe minimo. Se l'abbassamento delle imposte venisse utilizzato per migliorare i margini dei fornitori di servizi, gli impatti ecologici sarebbero addirittura inesistenti. Oltretutto, non raggiungendo la cifra d'affari di 100 000 franchi all'anno, numerose piccole imprese di servizi di riparazione non sarebbero nemmeno più assoggettate all'IVA, ragion per cui l'efficacia della misura sarebbe ancora più bassa.
Assoggettare i servizi di riparazione all'aliquota ridotta comporterebbe grandi problemi di delimitazione in numerosi ambiti. (1) Sarebbe innanzitutto necessario distinguere tra servizi di riparazione, lavori di servizio e lavori di manutenzione. (2) Se, come nell'UE, fosse tassata all'aliquota ridotta soltanto la prestazione lavorativa, escludendo i pezzi di ricambio, sarebbe necessario applicare due aliquote diverse per ogni mandato. (3) L'aliquota ridotta varrebbe anche per ristrutturazioni di appartamenti? Come andrebbero delimitate? Una nuova mano di pittura è sempre considerata una riparazione o lo è soltanto quando il colore si stacca dalla parete? Come si valuta la sostituzione di una cucina esistente e ancora ben funzionante? (4) Le imprese dovrebbero applicare aliquote diverse per prestazioni simili. Un falegname ad esempio dovrebbe fatturare un nuovo armadio all'aliquota del 7,7 per cento, mentre per riparare e ritoccarne uno vecchio dovrebbe fare il calcolo all'aliquota del 2,5 per cento. Se poi durante la riparazione deve sostituire un cassetto - in caso di trattamento differenziato dei pezzi di ricambio - dovrebbe indicare separatamente il valore del legno utilizzato e tassarlo all'aliquota del 7,7 per cento. Questi problemi di delimitazione causerebbero incertezza a livello giuridico presso i contribuenti e il rischio di riscossioni a posteriori nel quadro di controlli fiscali aumenterebbe. Anche l'attività di controllo dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) risulterebbe piu gravosa.
La mozione determinerebbe minori entrate dall'IVA, la cui portata dipenderebbe dall'impostazione della regolamentazione. Con un'interpretazione in senso stretto risulterebbero minori entrate annue stimate approssimativamente in alcune decine di milioni di franchi. Con un'interpretazione in senso lato, le minori entrate stimate ammonterebbero invece approssimativamente ad alcune centinaia di milioni di franchi.
Nel suo rapporto del 19 giugno 2020 in adempimento del postulato Vonlanthen 17.3505, il Consiglio federale ha rinunciato a perseguire ulteriormente questa misura a causa dell'esiguo impatto ecologico e delle particolarità della legislazione svizzera in materia di IVA. Il Governo conferma tale valutazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.