20.4643 · Interpellanza · 2020-12-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il 10 novembre 2020 i violenti combattimenti tra Armenia e Azerbaigian per il Nagorno-Karabakh si sono conclusi con l'accordo di cessate il fuoco mediato dalla Russia. Alla luce di quanto ottenuto dalla Russia e della situazione momentaneamente bloccata, è necessario che la Svizzera si ponga alcune domande e agisca. Da una parte vi è la questione di come la Svizzera, con la sua tradizione umanitaria, possa attivarsi a favore della popolazione del Nagorno-Karabakh; dall'altra, è fondamentale trarre insegnamenti per la sicurezza del nostro Paese dalla situazione nel Caucaso meridionale. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali sforzi ritiene possibili o ha già intrapreso a livello diplomatico per mediare una pace duratura nel Caucaso meridionale?
2. La popolazione armena del Nagorno-Karabakh non ha uno Stato internazionalmente riconosciuto che la possa proteggere. Attualmente viene protetta da truppe di pace russe. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito ai diritti alla vita e all'autodeterminazione della popolazione del Nagorno-Karabakh? Il Consiglio federale è disposto ad accettare uno Stato indipendente della popolazione armena del Nagorno-Karabakh, se la comunità internazionale degli Stati prendesse in considerazione questa soluzione per proteggerla?
3. L'esito del conflitto ha sconvolto gli equilibri di potere nella regione: oltre ad ampliare e consolidare il potere della Russia, ha sancito soprattutto l'incremento dell'influenza turca. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dalla situazione creatasi nel Caucaso meridionale e in relazione all'espansionismo della Turchia in generale?
4. A quali misure economiche, migratorie e di politica estera può fare ricorso il Consiglio federale, e quali misure è disposto ad adottare, per sanzionare ulteriori espansioni della Turchia e per impedire che gli sforzi della Turchia per incrementare la propria sfera di influenza conducano a una destabilizzazione della situazione della sicurezza in Europa e in Medio Oriente? In che modo il Consiglio federale coordina queste misure con quelle dell'Unione europea?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale è favorevole a una soluzione diplomatica in conformità con i principi del diritto internazionale, che garantisca una pace giusta e duratura tra l'Armenia e l'Azerbaigian. La mediazione di questo conflitto compete ai tre copresidenti del Gruppo di Minsk dell'OSCE, sostenuto dalla Svizzera nel limite delle sue possibilità. In passato, per esempio, si è messa a disposizione per incontri ad alto livello tra l'Armenia e l'Azerbaigian e offre tuttora questa possibilità.
3. Al di là degli sforzi per individuare una soluzione pacifica del conflitto, il Consiglio federale segue da vicino gli sviluppi nella regione, e in particolare le relazioni tra la NATO e la Turchia, che ne è membro.
4. La Svizzera e l'UE curano uno scambio costante su questioni regionali. Conformemente alla legge del 22 marzo 2002 sugli embarghi (LEmb; RS 946.231), il Consiglio federale può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni adottate dall'Organizzazione delle Nazioni Unite o dai principali partner commerciali della Svizzera (ossia, in pratica, dall'UE) e volte a far rispettare il diritto internazionale pubblico, in particolare i diritti umani. Al momento non vi sono decisioni direttamente collegate all'attuale situazione nel Nagorno-Karabakh.
Risposta del Consiglio federale.