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20.4658 · Mozione · 2020-12-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

l Consiglio federale è incaricato di adeguare il Codice penale attuale al fine di contemplare norme specifiche che sanzionino:

1. chi si ispira,

2. chi aderisce e

3. chi collabora con movimenti jihadisti e terroristici a loro affini, prevedendo finalmente pene realmente adeguate alla gravità di questi reati e che possano nel contempo esplicare un effetto dissuasivo.

È oramai diventato assolutamente urgente definire una strategia su come gestire il rientro di jihadisti, la loro condanna e a quali aspetti dare la priorità, mettendo in primo piano la sicurezza e la protezione della nostra popolazione.

Begründung

Con la sconfitta dello Stato islamico dell'Iraq e della Siria (ISIS) centinaia di seguaci e combattenti stranieri faranno ritorno in Europa. Molti di loro sono stati catturati dai soldati curdi. Nel nord-est della Siria si stima che siano circa un migliaio i foreign fighter detenuti dai curdi, tra cui una ventina provenienti dalla Svizzera.

Da quanto trapela dai media, le sanzioni previste dal nostro ordinamento giuridico sono ridicole. Due jihadisti sono stati condannati dal Tribunale penale federale a pene detentive con la condizionale. La maggior parte degli altri non è ancora stato emesso un atto d'accusa e sono (ancora) a piede libero, e possono architettare o l'hanno già fatto, attentati nel nostro Paese.

Al momento, né le nuove misure preventive di polizia in materia di lotta contro il terrorismo, né il diritto vigente prevedono norme specifiche per sanzionare chi aderisce all'estremismo a matrice jihadista mettendo a repentaglio la sicurezza nazionale.

Del resto ancora nel 2016, il Consiglio federale dava risposta evasiva all'ip. 16.3795 del Gruppo del Centro con la conseguenza che la Svizzera non si è dotata di norme repressive specifiche contro il terrorismo. Alla luce del fatto che tutti i rapporti di intelligence pongono il fenomeno del rientro di jihadisti al vertice delle preoccupazioni nazionali, invito il Consiglio federale a licenziare un messaggio che adegui il Codice penale prevedendo specifiche norme di condanna e di pena contro chi aderisce al terrorismo jihadista.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

È stato così anche quando il Parlamento ha adottato, il 25 settembre 2020, il disegno di approvazione e trasposizione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo e del relativo Protocollo addizionale e potenziato il dispositivo penale contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Il Parlamento ha, da un lato, introdotto una nuova norma penale specifica contro il reclutamento, l'addestramento e i viaggi finalizzati a un reato terroristico (art. 260sexies del Codice penale svizzero, CP; RS 311.0). Dall'altro lato, sono state inasprite le pene per il sostegno e la partecipazione a un'organizzazione terroristica (punibili già da anni); la pena massima sarà di 20 anni di carcere (art. 260ter CP). È stata aumentata anche la pena comminata nel quadro delle organizzazioni vietate secondo l'articolo 74 della legge sulle attività informative (LAIn; RS 121). Il Consiglio federale e il Parlamento non si sono tuttavia limitati a inasprire le pene. Nel quadro del medesimo progetto, hanno potenziato la lotta alle organizzazioni terroristiche, migliorando la cooperazione internazionale tramite l'assistenza giudiziaria e ampliando le competenze dell'Ufficio svizzero di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS). Queste modifiche di legge entreranno in vigore nel corso di quest'anno. Per la lotta contro le minacce terroristiche la Confederazione può anche ricorrere a misure preventive di polizia. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) può disporre divieti d'entrata ed espulsioni nei confronti di stranieri se sussistono indizi concreti e attuali di attività terroristiche (art. 67 cpv. 4 e 68 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI; RS 142.20). Oltre a ciò, la legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT), non ancora entrata in vigore, mira a dotare le autorità di polizia di possibilità supplementari per far fronte alle minacce terroristiche. Contro potenziali terroristi si potranno adottare misure quali l'obbligo di presentarsi alle autorità, il divieto di espatrio o di avere contatti oppure il divieto di lasciare un immobile. Contro il progetto è stato lanciato il referendum. Il Consiglio federale è contrario a sanzionare chi si ispira a movimenti terroristici come chiesto dall'autore della mozione. Anche nell'ambito della lotta al terrorismo non intende introdurre una censura ideologica e minacciare di punire le convinzioni o le opinioni. Come indicato dal Consiglio federale nel suo messaggio concernente il citato disegno di diritto penale deciso dal Parlamento (FF 2018 5517), le opinioni radicali vanno combattute con strumenti diversi dal diritto penale. La legislazione adottata nei mesi scorsi ha già soddisfatto le restanti richieste avanzate nella mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.