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20.4661 · Interpellanza · 2020-12-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Prove scientifiche evidenziano da anni il notevole impatto che gli apporti eccessivi di azoto e fosforo hanno sulla biodiversità, sulla qualità delle acque e dell'aria, sui boschi, sul clima e sulla salute umana. In numerosi siti (ambienti acquatici, boschi, prati, paludi, ecc.) si riscontrano quantità eccessive di azoto e fosforo che mettono a repentaglio sia i siti stessi (diminuzione della biodiversità, maggiore suscettibilità al riscaldamento climatico, acidificazione dei suoli, ecc.) sia i servizi ecosistemici che forniscono. A ciò si aggiungono le emissioni di azoto atmosferico che sono nocive per la salute umana e concorrono al riscaldamento climatico. L'ultimo "factsheet" dell'Accademia svizzera di scienze naturali (SCNAT) ribadisce l'urgenza di agire in questo ambito (apporti eccessivi di azoto e fosforo nuocciono alla biodiversità, ai boschi e alle acque, vol. 15, n. 8, 2020).

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

1. Il Consiglio federale condivide le preoccupanti considerazioni contenute nel "factsheet" della SCNAT?

2. Quali misure prevede di attuare il Consiglio federale e con quali tempistiche per ridurre drasticamente gli apporti di azoto e fosforo della Svizzera?

3. Il Consiglio federale intende abolire o riformare le sovvenzioni che favoriscono direttamente e indirettamente le emissioni di azoto o fosforo? Se sì, in che modo?

4. Come prevede concretamente il Consiglio federale di preservare i siti ricchi di biodiversità dagli apporti eccessivi di azoto o fosforo?

5. Come prospetta concretamente il Consiglio federale di ridurre la produzione di proteine animali e di aumentare la produzione di proteine vegetali in Svizzera?

6. Come intende concretamente il Consiglio federale ridurre l'uso e l'importazione di alimenti concentrati per animali nonché di concimi azotati e fosforici nell'agricoltura?

7. Come prevede concretamente il Consiglio federale di diffondere buone tecniche e misure organizzative per ridurre gli apporti di azoto e fosforo nell'agricoltura?

8. Quali indicatori e obiettivi misurabili e vincolanti prevede il Consiglio federale per migliorare la sua politica di riduzione degli apporti di azoto e fosforo?

Begründung

Da tempo ormai i limiti a livello mondiale relativi alla perdita di biodiversità e ai carichi di azoto e fosforo sono ampiamente superati. Dal profilo ambientale vi è quindi una necessità impellente di ridurre drasticamente i nostri apporti di azoto e fosforo, le cui principali fonti sono l'agricoltura (in particolare l'allevamento intensivo) e il traffico su strada (per l'azoto). La sfida è importante anche in Svizzera, dove gli apporti eccessivi di azoto e fosforo nuocciono considerevolmente all'ambiente e alla biodiversità nonché incidono sulla salute della popolazione. A ciò si aggiunge che, stando al "factsheet" della SCNAT precedentemente menzionato, "praticamente nessun obiettivo di riduzione definito dal Consiglio federale in questo ambito è stato conseguito".

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale concorda con la SCNAT sulla necessità d'intervento in relazione ai carichi di azoto e fosforo nell'ambiente. Nel suo Messaggio del 12 febbraio 2020 concernente l'evoluzione della politica agricola a partire dal 2022 (PA22+) (FF 2020 3567), ha proposto uno schema vincolante di riduzione delle perdite di azoto e fosforo (riduzione del 10 % entro il 2025 e del 20 % entro il 2030 rispetto alla media degli anni 2014-2016). Le organizzazioni di categoria interessate sono quindi tenute ad adottare le misure necessarie e, dal 2023, a riferire periodicamente alla Confederazione quanto intrapreso e i risultati ottenuti. Qualora l'evoluzione delle perdite di sostanze nutritive tra il 2014-2016 e rispettivamente il 2023 e il 2028 dovesse evidenziare che, nonostante le misure adottate, gli obiettivi intermedi non saranno probabilmente raggiunti rispettivamente nel 2025 e nel 2030, il Consiglio federale dovrà prendere le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi conformemente alla legge sull'agricoltura (LAgr; RS 910.1), in modo da garantire la riduzione del 20 per cento entro il 2030.

Con la PA22+ il Consiglio federale ha proposto un pacchetto di misure coordinate tra loro volte a sostenere le organizzazioni di categoria in vista del raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

- Nella legge sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20), la quantità massima di concime di fattoria consentita per la distribuzione è ridotta dall'equivalente di 3 a 2.5 unità di bestiame grosso-letame (UBGL), ovvero da 315 a 263 kg N per ettaro di superficie utile.

- Coloro che commercializzano sostanze nutritive (concimi minerali, alimenti per animali) sono tenuti a documentare in forma digitale le loro forniture alle aziende agricole (obbligo di trasparenza).

- Le misure volte a ridurre le perdite di ammoniaca sono promosse tramite i contributi per i sistemi di produzione.Vengono altresì introdotte prescrizioni più severe concernenti il foraggiamento dei suini quale presupposto per l'adempimento della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER). Mediante la prescrizione di un valore limite per la proteina grezza si crea un sistema d'incentivi in base al quale gli agricoltori possono ottimizzare il foraggiamento dei suini e ridurre il tenore in proteine degli alimenti con conseguente emissione di un quantitativo minore di ammoniaca.

- Nell'ambito del pacchetto di misure in alternativa all'iniziativa sull'acqua potabile si propone inoltre di ridurre il quantitativo massimo di azoto e fosforo che può essere distribuito sulle superfici in Suisse-Bilanz (stralcio della tolleranza del 10 % max.).

Nel quadro della PA22+ è previsto un trasferimento di 300 milioni di franchi dai contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento e da quelli per il paesaggio rurale ai contributi per i sistemi di produzione allo scopo di sostenere meglio le prestazioni a favore dell'ambiente e del benessere degli animali. In particolare le aziende che dispongono prevalentemente di terreni inerbiti e animali da reddito che consumano foraggio grezzo nella regione di pianura e in quella collinare probabilmente riceveranno meno pagamenti diretti.

Quelle che dispongono prevalentemente di colture campicole o colture speciali, invece, ne riceveranno di più rispetto a oggi. Nella PA22+ non è tuttavia previsto alcun trasferimento di fondi tra zone.

Il 12 febbraio 2020 il Consiglio federale ha altresì deciso di introdurre nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.2) l'obbligo di stoccaggio e spandimento di liquami a basse emissioni (p.es. utilizzo di tubi flessibili) con effetto dal 1° gennaio 2022.

Con l'ordinanza sui miglioramenti strutturali (OMSt; RS 913.1), nell'ambito del pacchetto di ordinanze 2020, era già stata creata la possibilità di promuovere dal 2021 ulteriori provvedimenti edilizi e installazioni nel settore delle costruzioni volti a ridurre le emissioni di ammoniaca. A questi si aggiungono ora gli impianti per l'acidificazione del liquame, gli impianti di depurazione dell'aria di scarico dall'ammoniaca e la copertura delle fosse per il liquame esistenti. Dal 2021, oltre al consueto contributo della Confederazione e del Cantone può essere concesso, come supplemento, un contributo federale a tempo determinato.

Il Consiglio federale parte dal presupposto che con questo pacchetto di misure sarà possibile accrescere l'efficienza dell'impiego dei foraggi concentrati, del fosforo e dell'azoto e quindi, indirettamente, ridurne le importazioni. In questo contesto è importante menzionare l'estensione dell'obbligo di trasparenza ai concimi minerali e agli alimenti per animali che consentirà di ottenere la massima trasparenza sull'impiego di azoto e fosforo nonché, al tempo stesso, una semplificazione amministrativa per gli agricoltori e a livello di esecuzione. Ciò è molto importante, poiché un'esecuzione coerente sul piano cantonale del diritto ambientale e di quello agricolo svolge un ruolo considerevole nell'ottica di ridurre l'impatto negativo degli allevamenti intensivi.

Risposta del Consiglio federale.