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20.4676 · Mozione · 2020-12-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale un disegno di legge che preveda l'imposizione dell'economia digitale, nel caso in cui in negoziati in seno all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) non portino a un risultato entro giugno 2021. Le disposizioni devono riguardare in particolare i giganti dell'informatica (Google, Amazon, Facebook e Apple, noti come "GAFA"), che grazie alle loro strutture multinazionali e ad accordi fiscali evitano il pagamento delle imposte.La legislazione svizzera deve coordinarsi con gli Stati limitrofi e i membri dell'UE.

Begründung

Da maggio 2019 l'"Inclusive Framework on BEPS" lavora nell'ambito dell'OCSE a un progetto ad ampio raggio sull'imposizione dell'economia digitalizzata. Inizialmente era previsto che i negoziati portassero a un risultato quest'anno,mentre ora l'organizzazione punta a raggiungere un accordo al più tardi entro la metà del 2021.

A fine novembre 2020 la Francia è passata dalle parole ai fatti: il Parlamento ha approvato l'imposta digitale e sono state inviate le prime decisioni di tassazione alle grandi imprese concernenti i pagamenti anticipati per il 2020. Il senato francese aveva già approvato l'introduzione di un'imposta digitale nazionale nel luglio 2019L'imposta concerne le multinazionali attive su Internet come i GAFA, che devono pagare il tre per cento di imposte tra l'altro sui ricavi realizzati con la pubblicità online. Sono quindi interessati i gruppi societari che con le loro attività digitali conseguono una cifra d'affari annua di almeno 750 milioni di euro a livello mondiale e superiore a 25 milioni di euro in Francia. In questo modo dovrebbe essere garantito che le imprese digitali siano sottoposte a un'imposizione più equa. In attesa dei lavori dell'OCSE, la Francia aveva sospeso i pagamenti anticipati fino alla fine del 2020. Tuttavia, l'OCSE ha annunciato a ottobre che i lavori sono stati prolungati di ulteriori sei mesi fino a metà 2021.

La Svizzera dovrebbe preparare un disegno di legge analogo e conforme all'azione dei Paesi limitrofi e dell'UE da attuare nel caso in cui l'OCSE non giungesse a un accordo entro giugno 2021. Un compromesso tra la Germania e la Francia prevede che il progetto di un'imposta digitale a livello europeo venga ripreso se non si giungerà a un accordo su un'imposta di questo genere a livello mondiale entro la fine del 2020. Questo è stato il motivo che ha spinto la Francia ad agire. Anche la Spagna ha deciso di introdurre un'imposta digitale nel 2021, l'Italia la sta mettendo a punto e altri Paesi europei ne discutono. dibattiti in seno all'UE riprenderanno presto.Il ministro francese delle finanze ha già chiesto di trovare una soluzione europea all'inizio del 2021. La Svizzera farebbe bene a mettersi al lavoro se non vuole rimanere indietro e diventare suo malgrado un luogo privilegiato per eludere le regole poste in vigore dagli altri Stati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si impegna a favore di una soluzione per l'imposizione dell'economia digitalizzata nell'ambito dell'OCSE. Questo garantirà una procedura coordinata e il consenso internazionale. Il progetto dell'OCSE prevede anche adeguamenti relativi alle convenzioni per evitare la doppia imposizione, in modo da evitare un'imposizione fiscale doppia o eccessiva. Il Consiglio federale rifiuta le azioni unilaterali in considerazione dell'attrattiva della piazza economica svizzera. Le imprese interessate si troverebbero di fronte a un onere fiscale più elevato e a maggiori costi di compliance. Un'imposta digitale nazionale potrebbe anche comportare contromisure. Questo comprometterebbe l'attrattiva della piazza economica svizzera, contraddistinta da un'economia nazionale di piccole dimensioni, aperta e orientata all'esportazione.

Il calendario attuale dell'OCSE prevede un accordo tecnico e politico entro la metà del 2021. Nel mese di maggio del 2019, il Consiglio federale ha già incaricato il Dipartimento federale delle finanze di esaminare eventuali adeguamenti del diritto nazionale e di presentargli in tempo utile una proposta sull'ulteriore modo di procedere. L'Esecutivo sta anche monitorando gli sviluppi nell'UE e valuterà la conseguente necessità di intervento per la Svizzera in tempo utile.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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