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20.4680 · Interpellanza · 2020-12-18

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Per anni sono state condotte numerose campagne, nel mondo e in Svizzera, per la liberazione del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, prima incarcerata e poi posta agli arresti domiciliari dalla dittatura militare.

Eletta prima ministra nel 2015 e rieletta nel novembre 2020, il bilancio di ASSK in materia di libertà democratiche è molto deludente. Anche se il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (NLD) aveva promesso di fare della liberazione di tutti i prigionieri politici il suo primo obiettivo, a oggi ce sono ancora più di 584 dietro le sbarre, di cui 548 in attesa di processo. Inoltre tutte le leggi repressive sono ancora in vigore.

La questione dei prigionieri politici è quasi completamente scomparsa dall'agenda politica nazionale e internazionale. Nonostante l'influenza dei militari, che resta ancora forte nel Myanmar, il Governo civile guidato da San Suu Kyi dispone dell'autorità necessaria per rilasciarli, ma la prima ministra ha scelto di non farne ricorso. Il suo predecessore U Thein Sein aveva fatto largo uso di questo potere per sedurre il suo elettorato liberando diverse centinaia di prigionieri nel 2011 e nel 2012.

La schiacciante maggioranza di cui la NLD dispone in Parlamento le consentirebbe, senza difficoltà, di abolire le leggi repressive e di licenziarne altre che favoriscano la libertà d'espressione e la tutela dei diritti umani.

Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

- considerato che la Svizzera intrattiene relazioni con le autorità del Myanmar, in particolare attraverso l'organizzazione di corsi di formazione sull'esercizio della democrazia per i e le rappresentanti della società civile,

- che nel 2017 una delegazione di militari birmani è stata ricevuta in Svizzera per studiare il federalismo,

- intende il Consiglio federale interpellare il Governo di Aung San Suu Kyi sul problema dei prigionieri politici e dei diritti democratici nel Paese?

- Le chiederà quali sono gli argomenti che adduce per accantonare questo dossier, sebbene lei stessa sia stata una prigioniera politica e abbia, per giunta, promesso al suo elettorato di prendersi cura delle sorti di queste persone?

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera ha sostenuto il Myanmar nel suo processo di transizione democratica ed economica e nella sua politica di pace. Ha discusso periodicamente delle questioni relative ai diritti umani con le autorità del Myanmar e ha appoggiato le risoluzioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite riguardanti la situazione nel Paese asiatico.

Dopo il colpo di Stato da parte dei militari birmani avvenuto il 1° febbraio 2021, che ha portato all'arresto della signora Aung San Suu Kyi, del presidente Win Myint e di molti membri del Governo civile, la situazione in Myanmar è cambiata radicalmente e le questioni sollevate dall'interpellanza non sono più attuali.

Risposta del Consiglio federale.