20.4697 · Mozione · 2020-12-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per limitare la distribuzione di giornali gratuiti soltanto alle cassette delle lettere degli abitanti che desiderano riceverli. A tal fine, esaminerà sia la possibilità di considerare i giornali gratuiti come pubblicità non indirizzata e quindi di autorizzarne la distribuzione solo a quegli abitanti che non hanno contrassegnato la propria cassetta delle lettere con la dicitura "Nessuna pubblicità", sia la possibilità di garantire ad ogni abitante il diritto di apporre sulla propria cassetta delle lettere una scritta che indichi di non voler ricevere giornali gratuiti.
Begründung
Nella sua risposta alla mozione 20.3113 della consigliera nazionale Katja Christ, che chiedeva di adeguare la legislazione per passare a un sistema opt-in per la pubblicità non indirizzata, il Consiglio federale ha sottolineato che i cittadini potevano già esercitare il loro diritto di rifiutare la pubblicità non indirizzata apponendo un adesivo con la scritta "Niente pubblicità" sulla cassetta delle lettere. Il Consiglio federale ha pertanto ritenuto che il sistema attuale fosse sufficientemente efficace.
Tuttavia, la risposta è tuttora insufficiente per proteggere efficacemente gli abitanti, perché di fronte alla generalizzazione dell'adesivo "Niente pubblicità" sulle cassette delle lettere, gli inserzionisti hanno cercato e trovato altri vettori per raggiungere le economie domestiche restie.
Uno di questi è di utilizzare i giornali gratuiti distribuiti in tutte le cassette delle lettere, aggiungendovi inserti esclusivamente pubblicitari. Poiché il modello commerciale dei giornali gratuiti si basa in larga misura sugli introiti pubblicitari, questo tipo di collaborazione è ovviamente accolto a braccia aperte dai giornali interessati.
Per gli inserzionisti questa strategia funziona perfettamente, poiché oggigiorno gran parte della popolazione non ha modo di rifiutare il recapito di giornali gratuiti nella propria cassetta delle lettere. Infatti, anche se esiste la possibilità di apporre altri adesivi (generalmente specifici per ogni giornale), è ancora troppo spesso proibita dalle amministrazioni immobiliari.
Oltre a essere problematica per la libertà e il diritto dei cittadini di non voler ricevere pubblicità nella propria cassetta delle lettere, la distribuzione di giornali gratuiti indesiderati, così come quella della pubblicità non indirizzata, genera costi notevoli per la società. I giornali gratuiti indesiderati vengono spesso buttati via senza essere stati letti o neppure aperti. Ne conseguono costi ambientali legati alla quantità di carta utilizzata, alla stampa e al trasporto di questi giornali. Ma anche costi finanziari per le città e i comuni incaricati della raccolta della carta, tanto più che il valore della tonnellata di carta raccolta sul mercato sta crollando.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
I giornali gratuiti sono invii non indirizzati e pertanto non appartengono ai servizi postali regolamentati dalla legislazione sulle poste. In determinate circostanze, l'invio di giornali gratuiti rientra nel campo di applicazione della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241). Se ricevono giornali gratuiti non desiderati, i destinatari possono presentare un reclamo per violazione dell'articolo 2 LCSl presso la Commissione svizzera per la lealtà. Questa verifica se l'inosservanza di un adesivo comporta un metodo di pubblicità di tipo sleale e aggressivo ai sensi dell'articolo 2 LCSl. Ciò accade se la pubblicità non indirizzata viene consegnata nonostante un adesivo apposto sulla cassetta delle lettere rivendichi esplicitamente il diritto di rifiutarne il recapito.
Per valutare se un invio è considerato un giornale o un prodotto pubblicitario, la Commissione svizzera per la lealtà si basa sulla classificazione della società di ricerca per i mezzi pubblicitari WEMF e sulle direttive della Posta. Per essere considerato in quanto giornale, l'invio deve avere un contenuto editoriale di almeno il 15 per cento e non deve servire a scopi prevalentemente commerciali o a pubblicizzare prodotti o servizi. In passato, la Commissione per la lealtà ha accolto reclami in cui i criteri per un giornale non erano soddisfatti. Se, secondo la valutazione della suddetta Commissione, il giornale gratuito non è considerato pubblicità e sulla cassetta delle lettere è indicato di non voler ricevere né pubblicità né tali giornali, ciò può implicare una pratica d'affari sleale ai sensi dell'articolo 2 LCSl.
Il Consiglio federale ritiene che gli elementi figuranti nella LCSl e gli strumenti esistenti a contrastare un'eventuale violazione siano sufficienti per tutelarsi dal recapito illecito di pubblicità. Oltre a presentare un reclamo alla Commissione per la lealtà (in caso di pubblicità sleale), i destinatari possono anche ricorrere ai tribunali cantonali ordinari.
Oggigiorno la maggior parte della popolazione svizzera appone adesivi "Niente pubblicità", "Nessun giornale gratuito" o simili sulla propria cassetta delle lettere. Eventuali problemi derivanti dalle norme edilizie locali non possono essere risolti adattando la legge federale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.