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20.4703 · Interpellanza · 2020-12-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

L'articolo 121 capoverso 1 della Costituzione federale stabilisce che "la legislazione sull'entrata, l'uscita, la dimora e il domicilio degli stranieri nonché sulla concessione dell'asilo" compete alla Confederazione. Mentre quest'ultima deve garantire l'applicazione uniforme del diritto federale, i Cantoni sono responsabili dell'esecuzione di queste disposizioni. L'articolo 41 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) stabilisce a sua volta le condizioni alle quali gli stranieri ottengono un permesso. L'articolo 1 capoverso 3 della legge sui documenti d'identità attribuisce al Consiglio federale la competenza di determinare i tipi di documenti d'identità e l'articolo 1 della pertinente ordinanza riconosce i passaporti e le carte d'identità come tipi di documenti d'identità. Nonostante queste chiare prescrizioni federali, che non lasciano alcun margine di manovra ai Cantoni e ai Comuni, il Municipio di Zurigo mantiene il progetto "City-Card". In tal modo si intende manifestamente creare una sorta di diritto parallelo e indebolire la consapevolezza dell'illegalità delle violazioni del diritto in materia di stranieri.

Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.

1. È corretto che i Comuni o i Cantoni non sono competenti per disciplinare in maniera vincolante il soggiorno dei sans-papiers rilasciando loro un permesso o una carta retti dalle loro disposizioni?

2. Come giudica il Consiglio federale il fatto che con la "City-Card" s'intenda agevolare il soggiorno dei sans-papiers disciplinandolo in un quadro di apparente legalità?

3. Le autorità di polizia sono tenute a verificare gli indizi di violazione penale del diritto in materia di stranieri, ad esempio soggiorno illegale in Svizzera, anche in caso di presentazione di una cosiddetta "City-Card"?

4. L'articolo 116 LStrI qualifica come reato la facilitazione del soggiorno illegale in Svizzera. Un poliziotto che accetta un permesso di questo tipo violerebbe dunque le disposizioni penali della LStrI?

5. Fino a dove si estendono gli obblighi di denuncia della polizia o anche di altre autorità per quanto riguarda i reati previsti dal diritto in materia di stranieri oppure l'accertamento o la presunzione di un soggiorno illegale? Anche altre autorità, ad esempio quelle sanitarie o sociali, sono tenute alla segnalazione?

6. Il Consiglio federale o le competenti autorità federali intendono intervenire presso il Municipio di Zurigo per fare chiarezza in materia e impedire che si stabilisca un diritto parallelo?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Conformemente alla Costituzione federale (Cost.; RS 101) la legislazione sull'entrata, l'uscita, la dimora e il domicilio degli stranieri nonché sulla concessione dell'asilo compete alla Confederazione (art. 121 cpv. 1 Cost.). L'esecuzione del diritto in materia di stranieri è compito dei Cantoni. Di norma gli stranieri ricevono una carta di soggiorno se le condizioni legali di rilascio sono adempiute (art. 41 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI; RS 142.20). I Comuni o i Cantoni non hanno la competenza di disciplinare in maniera vincolante secondo il proprio diritto il soggiorno dei sans-papiers accordando loro un titolo di soggiorno.

2. Nel suo rapporto del 21 dicembre 2020 in adempimento del postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers" (18.3381), il Consiglio federale ha osservato che il sistema della "city card" intende creare l'apparenza di una situazione conforme al diritto in materia di soggiorno. La normativa federale sull'ammissione e il soggiorno potrebbe in tal modo essere elusa molto più facilmente. Carte di questo tipo non rappresentano una soluzione per disciplinare il soggiorno delle persone che risiedono illegalmente in Svizzera.

3. In virtù dell'articolo 115 LStrI in combinazione con l'articolo 10 capoverso 3 del Codice penale svizzero (CP; RS 311.0) il soggiorno illegale è punibile come delitto. La polizia, in quanto autorità penale, ha l'obbligo di perseguire e denunciare i reati (art. 7 cpv. 1 e 302 cpv. 1 del Codice di procedura penale, CPP; RS 312.0). In linea di principio, la polizia deve rilevare lo status di soggiorno se sussiste un sospetto sufficiente di violazione della legge sugli stranieri o se il controllo dello status di soggiorno è per altri motivi necessario all'adempimento dei compiti di polizia. In tal caso, il fatto di presentare una "city card" non permette di accertare né l'identità né la legalità del soggiorno di una persona.

4. Gli agenti di polizia possono essere perseguiti per favoreggiamento (art. 305 CP) e incitazione al soggiorno illegale (art. 116 LStrI) se, in presenza di un sospetto sufficiente di violazione della legge sugli stranieri, si basano soltanto sulla "city card" senza verificare l'esistenza di un permesso di soggiorno. Sono perseguiti penalmente anche i superiori che impartiscono agli agenti istruzioni in tal senso.

5. Se non sono esse stesse competenti per il perseguimento, le autorità penali sono tenute a denunciare alle autorità competenti i reati che hanno constatato o che sono stati loro segnalati nell'ambito della loro attività ufficiale. La portata dell'obbligo di denuncia delle altre autorità è disciplinata dal diritto federale e cantonale (art. 302 CPP). Gli impiegati della Confederazione sono tenuti a denunciare alle autorità di perseguimento penale, ai loro superiori o al Controllo federale delle finanze i crimini e i delitti perseguibili d'ufficio che constatano o sono loro segnalati nell'esercizio della loro funzione (art. 22a della legge sul personale federale; RS 172.220.1). A livello cantonale, esistono diverse norme che disciplinano l'obbligo delle autorità di denunciare i reati.

6. Nel rapporto in adempimento del postulato 18.3381, il Consiglio federale respinge le "city card" quale possibile soluzione per la regolamentazione del soggiorno delle persone che risiedono illegalmente in Svizzera. Ciò corrisponde alla risposta fornita dal Consiglio di Stato del Cantone di Zurigo (Regierungsrat) a un'interpellanza del Gran Consiglio (Kantonsrat; KR-Nr. 440/2020). Il Municipio della città di Zurigo (Stadtrat) ha potuto prenderne atto.

Risposta del Consiglio federale.