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Voto a distanza per i membri del Consiglio nazionale impossibilitati a presenziare a causa della crisi di Covid-19

20.483 · Iniziativa parlamentare · 2020-11-20

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 20.11.2020

La Commissione ha preso conoscenza del fatto che la CIP del Consiglio degli Stati si è espressa di misura contro la proposta di consentire ai membri dell'Assemblea federale interessati dal COVID-19 di votare da casa. Per venire incontro alla Commissione del Consiglio degli Stati essa ha pertanto deciso, con 9 voti contro 8 e 7 astensioni, di lasciar cadere la sua iniziativa originale 20.475 e di rimpiazzarla con una nuova iniziativa parlamentare intesa ad autorizzare le votazioni a distanza soltanto per il Consiglio nazionale (20.483 Voto a distanza per membri del Consiglio nazionale impossibilitati a presenziare a causa della crisi di COVID-19). Qualora ricevesse luce verde dalla Commissione del Consiglio degli Stati per l'elaborazione delle corrispondenti basi legali, la Commissione si prodigherebbe per sottoporre alle Camere federali un relativo progetto affinché sia adottato ancor prima della fine della sessione invernale ed entri in vigore almeno negli ultimi giorni della sessione invernale.

Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale del 01.12.2020

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) sottopone alla propria Camera un progetto concernente una revisione urgente della legge sul Parlamento per permettere ai consiglieri nazionali in quarantena o in isolamento a causa del COVID-19 di votare da casa.

Dopo aver ottenuto il via libera da parte della Commissione omologa del Consiglio degli Stati (CIP-S) il primo giorno della sessione, la CIP-N ha elaborato un progetto per l'attuazione della sua iniziativa parlamentare 20.483 Voto a distanza per i membri del Consiglio nazionale impossibilitati a presenziare a causa della crisi di COVID-19. In occasione della sua seduta odierna, la CIP-N ha adottato il progetto all'indirizzo della propria Camera con 18 voti contro 7. In assenza di una chiara base costituzionale per una partecipazione non in presenza alle sedute dell'Assemblea federale, la modifica è attuata mediante una legge federale urgente priva di base costituzionale conformemente all'articolo 165 capoverso 3 della Costituzione federale.

La Commissione ritiene che questo approccio sia giustificato dato che è volto a garantire la rappresentatività delle decisioni del Consiglio nazionale anche se all'interno di un gruppo diversi membri non possono essere fisicamente presenti alla seduta a causa del COVID-19.

Se sarà approvato da entrambe le Camere senza dover passare per una procedura di appianamento delle divergenze, il progetto potrebbe entrare in vigore ed essere applicato già nella terza settimana della sessione invernale.

Una minoranza della Commissione respinge il progetto. A suo avviso il principio della presenza fisica alle sedute delle Camere non deve essere abrogato mediante una procedura avventata e frettolosa.

Parere del Consiglio federale del 4 dicembre 2020

Il Consiglio federale ritiene che spetti in primo luogo al Parlamento decidere come organizzare e condurre le proprie sessioni. Non essendo direttamente interessato dalla nuova regolamentazione, nel suo parere si impone di mantenere un certo riser-bo.

In questo caso specifico una modifica con effetto limitato nel tempo della LParl intende permettere anche ai membri del Consiglio nazionale che non possono pre-senziare alle sessioni plenarie della propria Camera a causa del COVID-19 di espri-mere il proprio voto, votando a distanza. Il Consiglio federale apprezza il fatto che il Parlamento adotti misure per mantenere la sua capacità di funzionamento. Fatta astrazione da questa considerazione, si astiene dal formulare un parere.

Wortlaut

Occorre emanare una legge federale urgente che istituisca la possibilità della partecipazione al voto a distanza per i membri del Consiglio nazionale che, a causa dell'epidemia di COVID-19, sono impossibilitati a prendere parte alle sedute del Consiglio nazionale.

Questa legge deve fondarsi sui seguenti elementi:

  • ai membri del Consiglio nazionale, che a causa dell'epidemia di COVID-19 sono impossibilitati a prendere parte a una seduta perché risultati positivi al test o perché una decisione o direttiva di un'autorità (isolamento o quarantena) impedisce loro di partecipare alle sedute del Consiglio, dev'essere consentito di partecipare a distanza alle votazioni del Consiglio.
  • La legge si applica unicamente al Consiglio nazionale.
  • È valida per un anno al massimo dalla sua entrata in vigore.
  • I Servizi del Parlamento provvedono, sotto la direzione dell'Ufficio del Consiglio nazionale, ad allestire un sistema di voto a distanza in grado di garantire che il consigliere nazionale voti personalmente.
  • Un consigliere nazionale che, per le ragioni summenzionate, è impossibilitato a partecipare alle sedute e desidera votare a distanza, deve annunciare la sua assenza entro le ore 18 della vigilia della seduta alla segreteria del Consiglio nazionale.
  • La votazione a distanza deve svolgersi simultaneamente a quella nella sala in cui il Consiglio nazionale è riunito.
  • Qualora, a causa di un problema tecnico verificatosi nel momento della votazione, un consigliere nazionale non possa partecipare alla votazione, la votazione non viene ripetuta.
  • I consiglieri nazionali assenti non possono partecipare a elezioni o votazioni con voto segreto.

Begründung

Visto l'evolversi dell'epidemia di COVID-19, potrebbe accadere che un numero elevato di parlamentari sia impossibilitato a esercitare il diritto di voto in Parlamento a causa di un ordine di quarantena o di isolamento. Il ritiro in isolamento o quarantena sarebbe dovuto a un'imposizione legale (motivo amministrativo) e non necessariamente a un impedimento personale momentaneo legato allo stato di salute (forza maggiore).

Non è ammissibile che ordini amministrativi disposti nei confronti di consiglieri nazionali comportino una distorsione nella ripartizione dei voti o possano impedire il raggiungimento della maggioranza assoluta (necessaria per il freno alle spese e il freno all'indebitamento). Occorre pertanto elaborare una soluzione temporanea affinché anche i consiglieri nazionali in isolamento o quarantena possano votare. Come noto, i dibattiti possono essere seguiti via video; i Servizi del Parlamento hanno già valutato la possibilità di trasmetterli in diretta per gli interessati al posto della trasmissione in differita via streaming su www.parlamento.ch. I consiglieri nazionali interessati potranno in tal modo prendere conoscenza di eventuali nuove domande sottoposte a votazione (in particolare mozioni d'ordine) e seguire il dibattito.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2020

CN: covid, consiglieri nazionali potranno votare a distanza

I consiglieri nazionali potranno verosimilmente votare da casa se impossibilitati a recarsi a Palazzo federale a causa di una quarantena o un isolamento imposta da un'autorità. È quanto prevede una revisione urgente della Legge sul Parlamento approvata oggi dalla Camera del popolo con 123 voti contro 62 e 5 astenuti.

Questa legge si applica unicamente alle quarantene e isolamenti legate al nuovo coronavirus. Non riguarda altri impedimenti, come altre malattie. Ciò si giustifica dal fatto che in tutti questi altri casi non esiste un divieto formale di recarsi a Palazzo, ha spiegato Damien Cottier (PLR/NE) a nome della commissione.

La legge sul Parlamento prevede all'articolo 10 che "i parlamentari sono tenuti a partecipare alle sedute delle Camere e delle Commissioni". L'articolo 20 fornisce inoltre garanzie agli eletti di partecipazione alle sessioni. Attualmente esiste quindi un conflitto di interesse tra la legge e gli ordini di restare al domicilio che può decretare un medico cantonale.

La revisione proposta permette di correggere questa contraddizione. Per Cottier questo approccio è giustificato dato che è volto a garantire la rappresentatività delle decisioni del Consiglio nazionale anche se all'interno di un gruppo diversi membri non possono essere fisicamente presenti alla seduta a causa del Covid-19.

Per elaborare tale revisione di legge, visto che non esiste una chiara base costituzionale per una partecipazione non in presenza alle sedute dell'Assemblea federale, la commissione all'origine del disegno di legge ha dovuto appellarsi all'articolo 165 della Costituzione federale sulla legislazione d'urgenza.

Questa prevede che le leggi dichiarate urgenti e prive di base costituzionale decadono un anno dopo la loro adozione da parte dell'Assemblea federale. Questo è il caso anche di questa modifica legislativa, ha precisato Cottier.

Se la legge sarà approvata da entrambe le Camere senza dover passare per una procedura di appianamento delle divergenze, questa potrebbe entrare in vigore ed essere applicata già nella terza settimana della sessione invernale in corso.

Una minoranza ha respinto il progetto ritenendo che il principio della presenza fisica alle sedute delle Camere non debba essere abrogato mediante una procedura avventata e frettolosa. Per Gregor Rutz (UDC/ZH) non va adottata una legge anticostituzionale.

La proposta, ha proseguito lo zurighese, è contraria alla logica dei lavori parlamentari: "se il lavoro parlamentare si limitasse a una procedura di voto basterebbe riempire un formulario". Ci sarebbe inoltre una disparità di trattamento con i parlamentari che non possono recarsi a Palazzo perché, ad esempio, si sono rotti una gamba, ha aggiunto, invano, Rutz.

Da notare che, inizialmente, il progetto voleva concedere anche ai "senatori" la possibilità di votare da casa se in quarantena o in isolamento. La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati si è però opposta. Visto che si tratta di una modifica legislativa, la Camera del popolo dovrà comunque formalmente approvare la riforma.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.12.2020

CSt: covid, consiglieri nazionali potranno votare a distanza

I consiglieri nazionali potranno votare da casa in futuro se impossibilitati a recarsi a Palazzo federale a causa di una quarantena o un isolamento imposta da un'autorità. Dopo il Consiglio nazionale lunedì, oggi anche quello degli Stati ha approvato - con 27 voti contro 13 e 4 astenuti - la pertinente revisione urgente della Legge sul Parlamento.

Questa legge, che non concerne i "senatori", si applica unicamente alle quarantene e isolamenti legate al nuovo coronavirus. Non riguarda altri impedimenti, come altre malattie, ha spiegato Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione.

I consiglieri nazionali potranno partecipare alle votazioni con il loro PC tramite un portale sicuro. Non potranno invece partecipare alle discussioni, depositare interventi parlamentari o emendamenti, ha precisato Caroni. I deputati che seguito i dibattiti da casa non sono inoltre considerati nel calcolo del quorum.

Oggi se un parlamentare è convocato per il servizio militare o civile, o è oggetto di una sanzione giudiziaria ha comunque il diritto di partecipare alla sessione. Non può invece, ed è l'unico caso, se un medico cantonale ordina una quarantena o un isolamento, ha detto Christian Levrat (PS/FR) citando il suo caso personale. La revisione proposta permette di correggere questa contraddizione.

Per Caroni questo approccio è giustificato anche perché consente di garantire la rappresentatività delle decisioni del Consiglio nazionale anche se all'interno di un gruppo diversi membri non possono essere fisicamente presenti alla seduta a causa del Covid-19.

Per elaborare tale revisione di legge, visto che non esiste una chiara base costituzionale per una partecipazione non in presenza alle sedute dell'Assemblea federale, la commissione all'origine del disegno di legge ha dovuto appellarsi all'articolo 165 della Costituzione federale sulla legislazione d'urgenza.

Questa prevede che le leggi dichiarate urgenti e prive di base costituzionale decadono un anno dopo la loro adozione da parte dell'Assemblea federale. Questo è il caso anche di questa modifica legislativa.

Una minoranza ha denunciato il carattere arbitrario della proposta: ci sarebbe una disparità di trattamento con i parlamentari che non possono recarsi a Palazzo per altri motivi, ha sottolineato Daniel Fässler (PPD/AI). I malati di Covid-19 possono votare, ma non le donne in congedo maternità, è una decisione difficile da giustificare, ha aggiunto Lisa Mazzone (Verdi/GE).

Al voto l'appenzellese ha dunque respinto la proposta. La ginevrina l'ha invece sostenta giustificando il suo "sì" con la volontà di non contestare una riforma voluta dal Nazionale per il Nazionale.

Da notare che, inizialmente, il progetto voleva concedere anche ai "senatori" la possibilità di votare da casa se in quarantena o in isolamento. La Commissione delle istituzioni politiche degli Stati si è però opposta, ha ricordato Caroni.

L'oggetto è poi tornato al Nazionale per la votazione sulla clausola d'urgenza, approvata nel pomeriggio con 130 voti contro 36 e 4 astenuti. Gli Stati si esprimeranno domani. La revisione potrebbe già essere applicata nella terza - e ultima - settimana della sessione invernale in corso.

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