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Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai co-sti). Iniziativa popolare e controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sull’assicurazione malattie)

21.067 · Oggetto del Consiglio federale · 2021-11-10

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 10 novembre 2021 concernente l’iniziativa popolare «Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai co-sti)» e il controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sull’assicurazione malattie)

Ausgangslage

Entrambe le Camere concordano sulla necessità di un intervento per contrastare i crescenti costi sanitari e l’onere sempre più insostenibile per la popolazione a causa dei premi delle casse malati. L’iniziativa popolare – che chiede di introdurre un freno ai costi sanitari e di collegare l’andamento di tali costi all’evoluzione dell’economia nazionale e dei salari – è stata tuttavia respinta. Secondo la maggioranza dei membri delle due Camere l’iniziativa non tiene conto di aspetti come l’invecchiamento della popolazione, i progressi medico-tecnici nonché il fatto che l’evoluzione salariale dipende direttamente dall’andamento congiunturale. Vi è il pericolo che, a seconda delle modalità di attuazione, una simile norma in materia di costi porti a un razionamento delle prestazioni. L’iniziativa è stata sostenuta unicamente dall’Alleanza del centro.

Le due Camere hanno proposto modifiche al controprogetto indiretto presentato dal Consiglio federale a livello di legge. Il controprogetto prevede essenzialmente l’introduzione di obiettivi in materia di costi e di qualità nel sistema sanitario. Il Consiglio federale deve stabilire ogni quattro anni obiettivi per le prestazioni tramite modifica della legge federale sull’assicurazione malattie. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, questa non prevede tuttavia alcuna norma specifica. Al Consiglio federale devono inoltre essere conferite ulteriori competenze per quanto riguarda le tariffe per i trattamenti ospedalieri. È stata inoltre stralciata dal progetto la proposta iniziale avanzata dal Consiglio nazionale di introdurre condizioni particolari applicabili ai laboratori per quanto riguarda la libertà contrattuale. Secondo tale proposta le analisi di laboratorio sarebbero state rimunerate soltanto in presenza di un contratto tra la cassa malati e il laboratorio privato.

Il 10 marzo 2020 il PPD Svizzera (oggi Alleanza del centro) ha depositato l’iniziativa popolare «Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi)» corredata di circa 119 000 firme. L’iniziativa chiede di introdurre misure efficaci per disciplinare l’assunzione dei costi da parte dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) affinché tali costi evolvano conformemente all’economia nazionale e ai salari medi. Propone pertanto di introdurre un freno ai costi.

In linea di massima, il Consiglio federale sostiene la richiesta dell’iniziativa di ridurre l’incremento dei costi nell’AOMS e l’onere che grava sugli assicurati. Tuttavia, il meccanismo proposto che prevede di collegare tali costi all’evoluzione dei salari è troppo rigido. Non si tiene infatti conto di fattori come l’invecchiamento della società, il progresso della tecnica medica e il fatto che l’evoluzione salariale dipende direttamente dall’andamento congiunturale. Vi è il pericolo che questa regola in materia di spese, a seconda della sua attuazione, porti a un razionamento delle prestazioni.

Il Consiglio federale respinge l’iniziativa e propone al Parlamento in un controprogetto indiretto di prevedere la definizione di obiettivi di crescita massima dei costi nell’AOMS. Confederazione e Cantoni dovranno stabilire ogni anno qual è l’obiettivo da raggiungere in termini di crescita massima dei costi per i singoli settori dell’AOMS, coinvolgendo gli attori responsabili della politica della sanità. Se gli obiettivi sono superati, i partner tariffali, i Cantoni e la Confederazione sono tenuti a verificare, nel proprio ambito di competenza, se occorrono misure correttive. Queste misure possono riguardare, per esempio, l’adeguamento di tariffe o l’autorizzazione di fornitori di prestazioni.

Il controprogetto indiretto del Consiglio federale tiene conto delle richieste dell’iniziativa e inoltre indica come e con quali misure sia possibile raggiungere gli obiettivi stabiliti senza razionare le prestazioni necessarie dal punto di vista medico.

(Fonte: messaggio e comunicato stampa del Consiglio federale del 10.11.2021)

Verhandlungen

Nel corso del lungo dibattito in Consiglio nazionale sull’iniziativa popolare e sul controprogetto indiretto è emerso un consenso generale sulla necessità di un intervento per frenare la crescita incontrollata dei costi sanitari e alleggerire la popolazione dall’onere sempre più gravoso rappresentato dai premi delle casse malati. A nome della Commissione, Thomas de Courten (V, BL) ha spiegato che, in sintesi, sarebbe rischioso introdurre un freno ai costi che non tenga conto né dei progressi medico-tecnici né dell’invecchiamento della popolazione. Anche molti altri oratori ritengono che un meccanismo rigido del freno ai costi sia impraticabile per far fronte ai problemi del sistema sanitario e all’aumento dei costi. Jörg Mäder (GL, ZH) ha definito l’iniziativa una vana speranza e non un piano adeguato e concreto. L’iniziativa ha ricevuto unicamente il sostegno dei rappresentanti del Gruppo del Centro. Ruth Humbel (M-E, AG) ha rimarcato il potenziale di risparmio pari a 6 miliardi di franchi, insito per esempio in un migliore coordinamento delle prestazioni sanitarie e nell’adozione di misure per impedire prestazioni non necessarie nonché le prescrizioni mediche inutili. A suo avviso l’iniziativa indica la strada giusta per frenare l’enorme spreco di risorse nel settore sanitario. Gerhard Pfister (M-E, ZG) ha parlato di un vero e proprio «cartello» in atto nel mercato miliardario della salute. È giunto il momento di fermare questo «meccanismo perpetuo di falsi incentivi». Il Consiglio nazionale ha aderito alla proposta della propria Commissione e ha raccomandato con 156 voti contro 28 di respingere l’iniziativa popolare.

Contrariamente a quanto proponeva Céline Amaudruz (V, GE), il Consiglio nazionale ha deciso con 119 voti contro 43 di entrare in materia sul controprogetto indiretto modificato dalla Commissione rispetto al disegno del Consiglio federale. Il relatore della Commissione Thomas de Courten (V, BL) ha aggiunto che la maggioranza della Commissione non è favorevole a stabilire una percentuale massima dell’aumento dei costi, così come invece proposto dal Consiglio federale. La Commissione ha respinto anche una variante semplificata dell’obiettivo di costo. La maggioranza dei membri della Commissione teme che ciò potrebbe compromettere la qualità dell’assistenza sanitaria. La Commissione ha invece proposto una serie di misure concrete, in particolare per quanto riguarda le tariffe e le analisi di laboratorio. Una minoranza dei membri della Commissione, rappresentata da Lorenz Hess (M-E, BE) e Flavia Wasserfallen (S, BE), ha chiesto dal canto suo che il Consiglio federale, dopo aver sentito tutti gli attori coinvolti, stabilisca ogni quattro anni obiettivi di costo e di qualità applicabili alle prestazioni. Diversamente da quanto proposto dal Consiglio federale, ritiene tuttavia che non occorra precisare nella legge le conseguenze di un eventuale superamento degli obiettivi di costo. Secondo Lorenz Hess, tale complemento dimostrerebbe che il Consiglio nazionale è seriamente intenzionato a ridurre i costi. Gli obiettivi di costo e di qualità non vanno intesi come preventivi globali, ma senza il complemento in questione il controprogetto indiretto sarebbe tutto fumo e niente arrosto. Il Gruppo dell’UDC, il Gruppo liberale radicale e il Gruppo verde liberale hanno respinto una corrispondente disposizione legale. Regine Sauter (RL, ZH) teme che l’introduzione di obiettivi di costo serva unicamente a stabilire limiti quantitativi e ad adottare tetti massimi. Inoltre, le competenze della Confederazione risulterebbero ulteriormente ampliate, mentre la sovranità dei Cantoni sarebbe intaccata e il partenariato tariffale compromesso. Il Consiglio nazionale ha sostenuto con 94 voti contro 91 la proposta della minoranza della Commissione e ha deciso di sancire nella legge gli obiettivi in materia di costi e di qualità. Ha inoltre deliberato, su proposta della Commissione, di frenare l’aumento dei costi nell’AOMS tramite l’adozione di diverse misure concrete per quanto riguarda le tariffe e le analisi di laboratorio. Ad esempio prevedendo l’obbligo a carico del Consiglio federale di ridurre senza indugio le rimunerazioni troppo elevate, non adeguate e non conformi ai principi di economia aziendale previste nella struttura tariffale Tarmed per le prestazioni mediche ambulatoriali e stabilendo la possibilità per le autorità che approvano le tariffe di ridurle anche per determinati specialisti o di migliorare la situazione dei fornitori di prestazioni mediche di base in determinate regioni.

Nella votazione sul complesso il Consiglio nazionale ha approvato il controprogetto con 104 voti contro 74 e 5 astensioni.

Il Consiglio degli Stati ha trattato dapprima il controprogetto indiretto all’iniziativa popolare. Una minoranza della Commissione, composta da membri dell’UDC e del PLR, non voleva entrare in materia sul progetto. Secondo Germann Hannes (V, SH) il controprogetto indiretto sovraccarica l’attuale sistema della LAMal con ulteriori interventi di pianificazione economica e una gestione dei costi altamente complessa e burocratica. A suo avviso il progetto è inoltre in contrasto con pacchetti già adottati per contenere i costi sanitari. Con 23 voti contro 19, il Consiglio degli Stati ha deciso di entrare in materia sul controprogetto indiretto. Per quanto concerne gli obiettivi in materia di costi e di qualità, la Camera alta ha seguito con 24 voti contro 16 la raccomandazione della propria Commissione di aderire alla decisione del Consiglio nazionale. Il portavoce della Commissione Erich Ettlin (M-E, OW) ha osservato che attualmente mancano riflessioni sistematiche su quale sia il livello adeguato di crescita dei costi nei singoli settori dell’AOMS. A suo parere tali obiettivi permetterebbero di aumentare la trasparenza e di rafforzare il partenariato tariffale. Una minoranza, composta da rappresentanti del PLR e dell’UDC, ha sostenuto invano che i pazienti potrebbero invece risentire dell’introduzione di tali obiettivi di costo perché l’assistenza sanitaria loro fornita potrebbe risultarne compromessa. I sostenitori in seno al Consiglio degli Stati (PS, I Verdi e Alleanza del centro) e il consigliere federale Alain Berset hanno contestato tale argomentazione in quanto non è stato previsto alcun meccanismo automatico che impedisca di erogare prestazioni non appena un obiettivo di costo è superato.

Sono emerse divergenze con il Consiglio nazionale riguardo alle autorità preposte all’adeguamento delle tariffe obsolete nel settore ambulatoriale e ospedaliero e alle loro competenze, tanto che il Consiglio degli Stati ha stralciato le nuove competenze del Consiglio federale e dei Cantoni introdotte nel disegno dal Consiglio nazionale. Per quanto riguarda i laboratori, il Consiglio degli Stati ha aderito alla raccomandazione della propria Commissione e ha respinto senza alcuna obiezione la proposta del Consiglio nazionale di introdurre un cambiamento di sistema per quanto riguarda la libertà contrattuale. L’erogazione delle cure risulterebbe compromessa nel caso in cui la cassa malati coprisse i costi delle analisi soltanto in presenza di un contratto con i laboratori privati che eseguono tali analisi, ha dichiarato il portavoce della Commissione Erich Ettlin (M-E, OW). È emersa un’ulteriore divergenza per quanto concerne il tema della valutazione dell’efficacia, dell’appropriatezza e dell’economicità delle prestazioni già prevista dal diritto vigente. Contrariamente al Consiglio nazionale, la Camera alta non ritiene appropriato incaricare terzi indipendenti dall’amministrazione di eseguire tale valutazione. Nella votazione sul complesso, il Consiglio degli Stati ha approvato il controprogetto indiretto con 23 voti contro 17.

Nel quadro dell’appianamento delle divergenze, il Consiglio nazionale ha aderito alla proposta della propria Commissione e ha tacitamente mantenuto la propria decisione di conferire al Consiglio federale ulteriori competenze sussidiarie nell’adeguamento delle tariffe nel settore ospedaliero. Con 99 voti contro 90 e 2 astensioni, la Camera bassa ha invece aderito alla decisione del Consiglio degli Stati di non accordare al Consiglio federale la facoltà di intervenire nel sistema tariffale Tarmed nel settore ambulatoriale. Anche la proposta di introduzione della libertà contrattuale per quanto riguarda i laboratori è stata abbandonata. Il Consiglio nazionale ha stralciato con 107 voti contro 78 e 4 astensioni l’articolo in questione dal controprogetto contrariamente alla proposta della propria Commissione, allineandosi così con il Consigli degli Stati. Senza controproposte, il Consiglio nazionale ha infine ribadito la propria decisione di affidare a terzi indipendenti la valutazione dell’efficacia, dell’appropriatezza e dell’economicità di una prestazione.

Nel corso delle discussioni relative alle restanti divergenze, il Consiglio degli Stati ha sostenuto con 27 voti contro 13 la proposta individuale di Peter Hegglin (M-E, ZG) di aderire alla decisione del Consiglio nazionale, secondo cui il Consiglio federale può, a determinate condizioni, apportare adeguamenti nelle strutture tariffarie nel settore ospedaliero. Sussisteva ancora una divergenza concernente la valutazione delle prestazioni. Sebbene il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati fossero sostanzialmente unanimi sul fatto che le prestazioni non debbano più essere rimunerate dall’AOMS se da una valutazione adeguatamente documentata emerge che tali prestazioni non sono o non sono più efficaci, appropriate o economiche, il Consiglio degli Stati ha tuttavia reiterato, senza controproposte, che a effettuare tali valutazioni non debbano essere terzi indipendenti dall’amministrazione.

In seno al Consiglio degli Stati, l’iniziativa popolare per l’introduzione di un freno ai costi nel settore sanitario è stata sostenuta unicamente dai rappresentanti dell’Alleanza del centro. La maggioranza della Camera alta ha sostenuto che non è opportuno introdurre un meccanismo che collega in modo rigido l’evoluzione dei costi sanitari alla crescita salariale ed economica. A suo avviso, inoltre, l’iniziativa non propone alcuna misura concreta di gestione dei costi. Josef Dittli (RL, UR) ritiene che l’iniziativa non porti a nulla sottolineando che il controprogetto indiretto indichi invece la giusta via. Peter Hegglin (M-E, ZG) ha rammentato l’elevato onere dei premi che grava sulle famiglie. A suo parere l’iniziativa è un mezzo per aumentare la pressione per l’adozione di misure concrete di risparmio dei costi nel settore sanitario, motivo per cui occorrerebbe raccomandarne l’accettazione. Il Consiglio degli Stati ha aderito alla proposta della propria Commissione e ha deciso con 29 voti contro 14 di raccomandare la reiezione dell’iniziativa popolare.

Per quanto riguarda la divergenza restante, il Consiglio nazionale ha aderito alla decisione della Camera alta secondo cui la valutazione dell’efficacia, dell’appropriatezza e dell’economicità delle prestazioni non debba essere effettuata da terzi indipendenti dall’amministrazione.

Nella votazione finale il decreto federale concernente l’iniziativa popolare «Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi)» con il quale si raccomanda di respingere l’iniziativa, è stato approvato dal Consiglio nazionale con 110 voti contro 31 e 55 astensioni e dal Consiglio degli Stati con 20 voti contro 14 e 10 astensioni. In seno al Consiglio nazionale, hanno votato a favore della raccomandazione di reiezione i Gruppi dell’UDC, del PLR e dei PVL. PS e I Verdi si sono astenuti a maggioranza. Anche in seno al Consiglio degli Stati le astensioni sono state principalmente quelle del PS e de I Verdi.

Il controprogetto indiretto «Legge federale sull’assicurazione malattie (Misure di contenimento dei costi ‑ Definizione di obiettivi in materia di costi e di qualità)» è stato approvato dal Consiglio nazionale con 163 voti a favore, nessuno contrario e 33 astensioni (in particolare dal Gruppo dei Verdi) e dal Consiglio degli Stati con 39 voti a favore, uno contrario e quattro astensioni.

L'iniziativa popolare è stata respinta nella votazione popolare del 9 giugno 2024 dal 62,8 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (15 Cantoni che dispongono di un voto e 6 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).

Cfr. anche oggetto 21.063: «Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi)». Iniziativa popolare e il controprogetto indiretto (Modifica della legge sull’assicurazione malattie)

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Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 01.06.2022

Sanità, "no" a iniziativa freno costi, "sì" a controprogetto

L'iniziativa popolare dell'Alleanza del Centro "Per premi più bassi - Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi)" va bocciata. È quanto chiede il Consiglio nazionale con 156 voti a 28, che propone però un controprogetto indiretto.

Per la maggioranza - tutti i partiti ad eccezione del Centro - l'iniziativa - che vuole fare in modo che le spese evolvano in modo corrispondente all'economia nazionale e ai salari medi, e che i premi rimangano finanziariamente sostenibili - è troppo vaga: fissa obiettivi senza spiegare come raggiungerli.

Ieri il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VS) ha detto che "la proposta può condurre a due situazioni contraddittorie: o diventa una tigre di carta, o causerà l'introduzione di un budget complessivo, il che significa, come avvenuto in altri Paesi, una limitazione delle cure a fine anno e un rinvio degli interventi medici necessari nel bilancio dell'anno successivo".

Non è vero che l'iniziativa chiede un razionamento delle cure, aveva replicato Christian Lohr (Centro/TG). La proposta vuole solo obbligare i partner a trovare misure di riduzione dei costi. "Non possiamo semplicemente sederci e aspettare che il problema si risolva da solo".

L'obiettivo di frenare la spirale dei costi della salute è però condiviso da tutti. Per questo motivo la Camera del popolo, con 104 voti contro 74 e 5 astenuti, ha approvato in data odierna un controprogetto indiretto, elaborato sotto forma di revisione della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Questo conterrà degli obiettivi a livello di costi e qualità. Gli attori responsabili della politica sanitaria saranno poi chiamati ad adottare le misure correttive in caso di superamento dell'obiettivo di costo.

Oggi la camera doveva definire gli ultimi punti del controprogetto. Ha in particolare deciso - con 105 voti contro 74 (UDC e PLR) - che il Consiglio federale dovrà ridurre immediatamente le indennità in eccesso nell'obsoleta struttura tariffale Tarmed nel settore delle cure mediche ambulatoriali. Con 105 voti contro 73 ha stabilito anche che le rimunerazioni non adeguate e non conformi ai principi di economia aziendale andranno riviste.

Altra novità: qualora una convenzione tariffale non dovesse soddisfare i criteri di economicità e appropriatezza e i partner tariffali non si saranno accordati entro un anno su un adeguamento, l'autorità potrà intervenire. "Un'operazione agli occhi che richiedeva due ore 20 anni fa e pochi minuti al giorno d'oggi ha ancora lo stesso costo", ha sostenuto Roduit giustificando la necessità di intervenire.

L'autorità potrebbe così, ad esempio, ridurre le tariffe per alcuni specialisti o promuovere i medici di base in alcune regioni. Il Consiglio federale non voleva questa disposizione: "dobbiamo mantenere una struttura tariffaria uniforme", ha sostenuto il ministro della sanità Alain Berset, aggiungendo come i criteri di tariffali non siano precisati.

Altre misure riguardano le tariffe e le analisi di laboratorio. Le casse malati dovranno rimborsare le analisi soltanto ai laboratori con i quali hanno concluso un contratto (principio della libertà contrattuale). I rimborsi dovrebbero essere inferiori alle tariffe stabilite dall'autorità competente. Sono esclusi da tale norma i laboratori degli studi medici.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.03.2023

Iniziativa freno costi sanitari, approvato controprogetto

Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato stamane per 23 voti a 17 (UDC e PLR) il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare dell'Alleanza del Centro "Per premi più bassi - Freno ai costi nel settore sanitario può cominciare". Il dossier ritorna alla Camera del popolo per le divergenze.

Come evocato, il controprogetto è già stato accolto nel giugno 2022 dal Consiglio nazionale che ha tra l'altro bocciato l'iniziativa del Centro. Su questa proposta di modifica costituzionale, i "senatori" si pronunceranno solo in un secondo momento.

Prima di entrare nei particolari del controprogetto, la Camera dei cantoni ha respinto una richiesta di non entrata nel merito difesa da alcuni esponenti PLR e UDC per 23 voti a 19. Stando al plenum, il controprogetto rappresenta una soluzione migliore rispetto all'iniziativa; quest'ultima - che vuole fare in modo che le spese evolvano in modo corrispondente all'economia nazionale e ai salari medi, e che i premi rimangano finanziariamente sostenibili - è troppo vaga: fissa obiettivi senza spiegare come raggiungerli.

Nel dibattito di apertura, diversi "senatori" favorevoli al controprogetto hanno insistito sulla necessità di agire per porre un freno all'aumento dei costi sanitari e dei premi malattia. "Urge fare qualcosa - ha affermato Peter Hegglin (Centro/ZG) - aggiungendo che nel 2023 le famiglie devono far fronte a una incremento dei premi medio di ben il 6,6%".

Ad ogni modo, Hegglin ha voluto rassicurare: "non si tratta di razionalizzare l'assistenza medica, bensì di introdurre un po' più di trasparenza nella gestione dei costi". L'onere annuale generato dall'assistenza sanitaria obbligatoria supera i 30 miliardi di franchi, somma che sale a 80 miliardi se si considera il settore della salute nella sua globalità.

Ma per Hannes Germann (UDC/SH), il controprogetto non fa che rendere il sistema attuale ancor più complesso di quanto non sia già e, peggio ancora, introduce una sorta di dittatura dei costi. In sintesi, secondo il "senatore" democentrista, il controprogetto non farà che generare ulteriore burocrazia in un momento in cui la Svizzera soffre già di una carenza di personale sanitario.

Rispetto all'iniziativa, il controprogetto propone una serie di misure mirate il cui fulcro è rappresentato dall'introduzione di obiettivi di contenimento dei costi per le prestazioni. Il Consiglio federale dovrà effettuare questo esercizio ogni quattro anni e dovrà consultare gli assicuratori, gli assicurati, i cantoni e i fornitori. Al voto, i "senatori" hanno adottato questa modifica legislativa con 24 voti a 16. La destra - UDC e PLR - teme che un simile cambiamento porti a un peggioramento della qualità delle cure, soprattutto per i pazienti più vulnerabili.

Il "ministro" della sanità Alain Berset si è voluto rassicurante: "non si tratta di un tetto, ma di definire un orientamento generale per avere una stima più precisa dell'evoluzione dei costi", ha affermato in aula, ammettendo che questi obiettivi potrebbero anche non essere raggiunti.

Per quanto riguarda il resto della controprogetto, tra i due rami del parlamento sussistono ancora differenze in merito alle tariffe nei settori ambulatoriale e ospedaliero. I "senatori" concordano col Nazionale sul principio delle tariffe differenziate per determinate specialità mediche o gruppi di fornitori, qualora le strutture tariffarie non siano più adeguate. Tuttavia, la disposizione è stata leggermente rielaborata.

Inoltre, il Consiglio federale non dovrà correggere immediatamente certi eccessi nella remunerazione delle prestazioni incluse nell'attuale tariffario Tarmed, giudicato ormai obsoleto. Il plenum non vuole una "lex Tarmed", ma si attende che i partner tariffali si mettano finalmente d'accordo.

Gli Stati si sono poi discostati tacitamente dal Nazionale anche per quanto riguarda le analisi di laboratorio. La Camera del popolo vorrebbe modificare il sistema affinché la cassa malati si assuma i costi delle analisi soltanto a condizione di avere stipulato un contratto con il laboratorio privato che le esegue. Ma per i "senatori", un simile cambiamento metterebbe a rischio l'approvvigionamento.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 31.05.2023

Sanità, no libertà contrattuale per analisi di laboratorio

I costi del settore sanitario - in crescita da anni - vanno arginati. È quanto si propone il Consiglio nazionale che oggi ha affrontato, per la seconda volta, il controprogetto all'iniziativa del Centro per il contenimento dei costi, stralciando tuttavia la libertà contrattuale per le analisi di laboratorio che avrebbe dovuto innalzare la concorrenza nel settore. Il dossier ritorna agli Stati per alcune divergenze minori

Tra i due rami del parlamento rimane per esempio una differenza su quali autorità debbano decidere in merito all'adeguamento delle tariffe - ormai considerate inadatte - praticate nel settore ambulatoriale e stazionario. Per il Nazionale, al Consiglio federale andrebbero attribuite ulteriori competenze sussidiarie nel settore ospedaliero. Il Consiglio degli Stati vuole eliminare questo passaggio.

Il Consiglio nazionale ha poi stralciato la proposta di introdurre nel progetto la libertà contrattuale per i laboratori, adeguandosi così agli Stati. La Camera del popolo ha poi ribadito che terzi indipendenti dovrebbero esaminare l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità delle prestazioni mediche. Al pari del Consiglio degli Stati, il Nazionale vuole inserire in un paragrafo il principio che le prestazioni non saranno più rimborsate se l'esame dovesse dimostrare che questi criteri non sono più soddisfatti.

Nel corso dei dibattiti precedenti, i due rami del parlamento si erano già detti d'accordo con l'introduzione nella legge di obiettivi di costo e qualità. Tale aspetto rappresenta il "cuore" del controprogetto indiretto all'iniziativa.

L'iniziativa popolare "Per premi più bassi - freno ai costi nel sistema sanitario" chiede che a governo, parlamento e cantoni di intervenire qualora i costi sanitari dovessero crescere in maniera eccessiva rispetto all'evoluzione dei salari. Ciò è il caso se la crescita dei costi per assicurato fosse superiore di un quinto rispetto all'andamento delle retribuzioni nominali.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.09.2023

CSt: iniziativa Centro su contenimento costi va bocciata
L'iniziativa del Centro per il contenimento dei costi va bocciata a vantaggio del controprogetto indiretto del parlamento in fase di elaborazione. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati per 29 voti a 14.

Il Consiglio nazionale aveva già espresso il proprio voto negativo alla proposta del Centro nel giugno 2022. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

L'iniziativa popolare dell'Alleanza del Centro "Per premi più bassi - Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi)" chiede a governo, parlamento e cantoni di intervenire qualora i costi sanitari dovessero crescere in maniera eccessiva rispetto all'evoluzione dei salari. Ciò è il caso se la crescita dei costi per assicurato fosse superiore di un quinto rispetto all'andamento delle retribuzioni nominali.

Ma per la maggioranza del plenum, l'iniziativa - che vuole fare in modo che le spese evolvano in modo corrispondente all'economia nazionale e ai salari medi, e che i premi rimangano finanziariamente sostenibili - è troppo vaga: fissa obiettivi senza spiegare come raggiungerli.

Il controprogetto

Per questo i due rami del parlamento preferiscono all'iniziativa un controprogetto indiretto sotto forma di modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). Questo contiene obiettivi a livello di costi e qualità. Gli attori responsabili della politica sanitaria definirebbero poi le misure correttive da adottare in caso di superamento dell'obiettivo di costo.

Il Consiglio federale dovrà poi ridurre immediatamente le indennità in eccesso nell'obsoleta struttura tariffale Tarmed nel settore delle cure mediche ambulatoriali. Altra novità: qualora una convenzione tariffale non dovesse soddisfare i criteri di economicità e appropriatezza e i partner tariffali non si saranno accordati entro un anno su un adeguamento, l'autorità potrà intervenire. Altre misure riguardano le tariffe e le analisi di laboratorio.

Oggi, in particolare, gli Stati hanno eliminato alcune divergenze col Nazionale in merito al controprogetto. In particolare, per 27 voti a 13 si sono adeguati alla camera del popolo decidendo, in merito all'adeguamento delle tariffe nel settore ambulatoriale e stazionario, di attribuire al Consiglio federale ulteriori competenze sussidiarie nel settore ospedaliero quando i partner tariffali e i cantoni non riescono a mettersi d'accordo sul contenimento dei costi.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 14.09.2023

Sanità, controprogetto "freno ai costi" praticamente pronto
Appianando oggi l'ultima divergenza formale che ancora l'opponeva agli Stati, il Consiglio nazionale ha praticamente dato il via libera al controprogetto indiretto all'iniziativa del Centro "per un freno ai costi" nel settore sanitario. La raccomandazione di voto - negativa - alla proposta di modifica costituzionale è già stata decisa nelle scorse sedute.

Nel corso dei dibattiti precedenti, i due rami del Parlamento si erano anche già detti d'accordo con l'introduzione nella legge di obiettivi di costo e qualità, vero "cuore" del controprogetto indiretto all'iniziativa. Gli attori responsabili della politica sanitaria definirebbero poi le misure correttive da adottare in caso di superamento dell'obiettivo di costo.

Il Consiglio federale dovrà poi ridurre immediatamente le indennità in eccesso nell'obsoleta struttura tariffale Tarmed nel settore delle cure mediche ambulatoriali. Altra novità: qualora una convenzione tariffale non dovesse soddisfare i criteri di economicità e appropriatezza e i partner tariffali non si saranno accordati entro un anno su un adeguamento, l'autorità potrà intervenire. Altre misure riguardano le tariffe e le analisi di laboratorio.

L'ultimo punto che ancora opponeva le due Camere riguardava il rimborso delle prestazioni. Queste ultime non dovrebbero più essere pagate dall'assicurazione obbligatoria qualora una valutazione basata su elementi oggettivi e concreti abbia dimostrato che non rispettano i criteri dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità. Governo e Consiglio nazionale volevano affidare la valutazione a terzi indipendenti. Gli Stati si sono sempre opposti; e oggi, con 109 voti contro 77 contrari, il Nazionale ha ceduto.

Il dossier torna un'ultima volta agli Stati: il Nazionale, con il consenso della competente commissione della Camera dei cantoni, ha infatti deciso di modificare il titolo della legge per far sì che rispecchi meglio il suo contenuto. L'approvazione dei "senatori" è comunque poco più di una formalità.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 21.09.2023

Il Consiglio degli Stati ha eliminato un'ultima divergenza formale col Nazionale sul controprogetto indiretto all'iniziativa del Centro "per un freno ai costi" nel settore sanitario. La raccomandazione di voto - negativa - alla proposta di modifica costituzionale è già stata decisa nelle scorse sedute.

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