21.1077 · Interrogazione urgente · 2021-12-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
1. Il Consiglio federale come valuta l'attuale "strategia energetica" alla luce dell'incombente minaccia di penurie di elettricità?
2. È disposto a fare tutto il possibile per evitare il verificarsi di un gap energetico?
3. Quali misure adotta per preparare la sua politica, l'economia e la popolazione ai blackout elettrici che si stanno delineando?
4. L'obiettivo prioritario della politica energetica è l'approvvigionamento del Paese con elettricità sicura, economica ed ecologica. Il Consiglio federale come intende garantire il raggiungimento di questo obiettivo a breve, medio e lungo termine?
5. Come è possibile garantire una produzione di elettricità invernale possibilmente esente da CO2, e a partire da quali fonti energetiche?
6. Il Consiglio federale come intende, nei prossimi tempi, aumentare la produzione di energia elettrica di 40 TWh?
7. Quali provvedimenti intende adottare il Collegio per prolungare il periodo di attività delle centrali nucleari?
8. Quali misure adotterebbe se, sulla base di nuove condizioni, i periodi di attività delle centrali nucleari dovessero essere più brevi del previsto?
9. Come potrebbero essere modificate o precisate le basi legali vigenti, così da rendere possibile negli anni a venire la costruzione di nuove centrali nucleari?
10. A giudizio del Collegio, quale sarà il mix elettrico nel 2050?
11. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per agevolare la costruzione di infrastrutture e le procedure di concessione nel campo delle energie rinnovabili (impianti eolici, a biogas, centrali idroelettriche)?
12. Quali provvedimenti intende adottare per rendere l'approvvigionamento elettrico il più possibile indipendente dall'estero?
13. Come garantirà che ai vettori energetici si applichino i meccanismi del libero mercato, così da non penalizzare alcuna tecnologia?
14. Che cosa fa il Collegio per garantire l'approvvigionamento elettrico sicuro, senza imporre alla popolazione e all'economia maggiori tasse, emolumenti e balzelli?
15. Pare che ultimamente il Consiglio federale abbia dato incarico di valutare la fattibilità di centrali a gas. È vero?
16. Simili centrali, che emettono un notevole quantitativo di CO2, come sono compatibili con una politica energetica federale che molesta e ricatta sempre più i comuni cittadini che utilizzano vetture a propulsione convenzionale nonché riscaldamenti a nafta e gas?
Nel frattempo anche il Consiglio federale dovrebbe aver capito che la sua strategia energetica è fallita. Non si spiega altrimenti il fatto che l'economia venga attualmente messa in guardia dalla minaccia di una penuria di elettricità e che si stiano definendo scenari atti a contrastarla. Già durante la campagna per la votazione del 2017 l'UDC aveva messo in guardia da scenari caratterizzati da un insufficiente approvvigionamento elettrico. Allora, il Consiglio federale aveva sempre contraddetto simili timori.
Uno dei principali compiti strategici del Consiglio federale è garantire l'approvvigionamento energetico sicuro del Paese. Soprattutto nei mesi invernali la Svizzera è già oggi fortemente dipendente da fonti energetiche estere, e lo sarà sempre più in futuro. È probabile che negli anni a venire i nostri fornitori all'estero non disporranno più di sufficienti quantitativi di energia elettrica nemmeno per i propri bisogni.
Ciò si verificherà in particolare in presenza di situazioni di penuria o di blackout, ovvero in caso di un crollo globale del sistema di approvvigionamento elettrico. Un tale scenario con ogni probabilità non interesserà soltanto la Svizzera; anzi, si può supporre che un blackout si verificherà in uno Stato limitrofo, con conseguenze gravi anche per il nostro Paese.
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1
La Strategia energetica 2050 è stata elaborata partendo dal presupposto che la Svizzera fosse ben integrata nel sistema energetico europeo, in particolare per quanto concerne l'energia elettrica. Inoltre va ricordato che sono stati raggiunti i valori di riferimento a breve termine definiti per il 2020 in relazione al potenziamento delle energie rinnovabili e al rafforzamento dell'efficienza energetica in Svizzera. Nel frattempo, si sono resi necessari sforzi supplementari per potenziare ulteriormente la produzione. In assenza di un accordo bilaterale nel settore dell'energia elettrica, le future importazioni di elettricità potranno essere limitate, impedendo alla Svizzera di accedere agli strumenti previsti per ottimizzare lo scambio transfrontaliero di energia elettrica nell'UE.
Domanda 2
Secondo la legge del 30 settembre 2016 sull'energia (LEne; RS 730.0), spetta al settore dell'energia elettrica garantire la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. La Confederazione e i Cantoni sono tenuti a definire le condizioni quadro adeguate, affinché questo compito possa essere adempiuto. Il Consiglio federale sta quindi facendo tutto ciò che è in suo potere per prevenire un eventuale gap energetico in caso di fallimento del mercato e delle misure a disposizione del settore.
Domanda 3
Bisogna distinguere tra blackout e situazioni di penuria di elettricità. I blackout possono verificarsi in caso di sovraccarico della rete e/o di grandi divergenze tra produzione e consumo sulle reti elettriche svizzere ed europee. Le situazioni di penuria di elettricità possono venirsi a creare, ad esempio, in seguito a eventi naturali (danni a parti dell'infrastruttura elettrica) o se viene meno un'importante produzione regionale di energia elettrica in Svizzera e/o in Europa per un periodo prolungato.
I compiti e gli obblighi dei gestori di rete per prevenire i blackout sono sanciti dalla legge del 23 marzo 2007 sull'approvvigionamento elettrico (LAEl; RS 734.7; in particolare gli art. 8, 9 e 20), di modo che possano essere adottate tutte le precauzioni necessarie al funzionamento sicuro della rete. Inoltre, nell'ambito del disegno di legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, con l'articolo 20a LAEl il Consiglio federale mira a migliorare ulteriormente la collaborazione tra i gestori di rete, contribuendo così a rafforzare la sicurezza della rete.
Il Consiglio federale può adottare le misure d'intervento sancite dalla legge del 17 giugno 2016 sull'approvvigionamento economico del Paese (RS 531; LAP) per fronteggiare gravi penurie di elettricità. Inoltre, le misure previste nel disegno relativo alla legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili sono idonee a contrastare problemi di approvvigionamento elettrico di breve durata (v. risposta alla domanda 4).
Domanda 4
Il 18 giugno 2021 il Consiglio federale ha adottato il summenzionato messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (FF 2021 1667). Attualmente il documento è al vaglio della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE-S). Il disegno contempla tre misure concrete per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a medio e lungo termine. Si tratta di 1) strumenti di promozione per il potenziamento rapido e coerente delle energie rinnovabili, 2) un obiettivo di potenziamento di due terawattora (TWh) di elettricità invernale entro il 2040 per raggiungere un grado di autoapprovvigionamento simile a quello attuale, 3) una riserva di energia quale garanzia per il mercato dell'elettricità, allo scopo di contrastare problemi di approvvigionamento elettrico di breve durata. Il Consiglio federale considera il sistema dell'energia elettrica nel suo insieme. Per questo motivo inizia anche dai consumatori, adottando misure supplementari volte a rafforzare l'efficienza energetica. Il disegno prevede inoltre diverse altre misure per rendere più sicure ed efficienti le reti di trasporto e trasformare in modo efficace il sistema energetico. L'apertura del mercato dell'elettricità fornisce un contributo nell'ambito della trasformazione, poiché consentirà a tutti i clienti di scegliere anche l'elettricità prodotta localmente. Non appena entrerà in vigore il disegno, tali misure specifiche potranno migliorare di conseguenza le condizioni quadro per la sicurezza dell'approvvigionamento.
Il Consiglio federale ha inoltre già invitato la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) a elaborare un "Piano per fronteggiare i picchi di carico con centrali a gas", attualmente al vaglio del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Infine, il DATEC sta analizzando su incarico del Consiglio federale ulteriori misure per migliorare l'efficienza elettrica a breve e medio termine.
Domande 5, 6 e 10
Il Consiglio federale si basa sulle Prospettive energetiche 2050+ (PE 2050+) per definire la propria linea politica in materia energetica. Le PE 2050+ analizzano e mostrano uno sviluppo del sistema energetico che è compatibile con il raggiungimento dell'obiettivo climatico a lungo termine delle emissioni nette di gas serra pari a zero nel 2050 e al tempo stesso garantisce un approvvigionamento energetico sicuro e rispettoso dell'ambiente. Nello scenario "ZERO base", che il Consiglio federale utilizza per la determinazione degli obiettivi e il dimensionamento delle misure della prevista legge federale summenzionata, il consumo nazionale passa dai circa 60 TWh attuali a circa 67 TWh nel 2035 e a circa 76 TWh fino al 2050 e ciò a causa della maggiore elettrificazione nonostante un consumo di energia elettrica più efficiente. Le PE 2050+ prevedono per il 2050 un mix elettrico composto in massima parte da fonti rinnovabili e un bilancio annuo delle importazioni equilibrato che nei mesi invernali tocca punte fino a 16 TWh. La forza idrica e le nuove energie rinnovabili detengono entrambe metà quota del mix di produzione (v. https://www.bfe.admin.ch/bfe/it/home/politica/prospettive-energetiche-2050-plus.html).
Nel messaggio relativo alla legge summenzionata, il Consiglio federale spiega in dettaglio quali misure intende proporre nel periodo fino al 2035 e al 2040 per assicurare il necessario incremento di una produzione esente da CO2. Con gli strumenti di promozione proposti (contributi d'investimento) si intende aumentare a 17 TWh la produzione dalle nuove fonti rinnovabili. La quota maggiore dell'incremento è prevista nell'ambito del fotovoltaico con circa 14 TWh. Alle nuove energie rinnovabili si aggiunge la forza idrica, con 37,4 TWh nel 2035. Inoltre il Consiglio federale propone uno strumento (v. risposta alla domanda 4) finalizzato in modo specifico ad incrementare l'energia idroelettrica prodotta dalle centrali ad accumulazione e quindi un approvvigionamento energetico sicuro in inverno. Se entro il 2030 dovesse emergere che l'obiettivo di incremento di 2 TWh entro il 2040 non può essere raggiunto, il Consiglio federale prevede gare pubbliche finalizzate a creare capacità incentrate sulle tecnologie che possono essere ampliate rapidamente, come ad esempio una centrale a gas a ciclo combinato neutrale sotto il profilo climatico. Del resto, basandosi sull'iniziativa parlamentare 19.443, il Parlamento ha già adottato o anticipato alcune misure della proposta del Consiglio federale volta a potenziare le energie rinnovabili. Secondo il parere di quest'ultimo, è importante che le rimanenti misure possano essere realizzate in tempi rapidi.
Domanda 7
Tutte le centrali nucleari svizzere dispongono di una licenza d'esercizio di durata illimitata e possono restare attive fintanto che sono sicure. Le centrali nucleari sono sorvegliate dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Poiché i periodi di attività non sono limitati, non è nemmeno possibile una loro proroga. La durata di esercizio di una centrale nucleare è in primo luogo una decisione aziendale, che dipende tra le altre cose dall'utilità a lungo termine degli investimenti nelle misure di sicurezza.
Domanda 8
Il Consiglio federale non prevede periodi di attività per le centrali nucleari. Nel fare le sue considerazioni (ad es. nelle PE 2050+), la Confederazione si basa su 50-60 anni di durata di vita. Le misure proposte dal Consiglio federale nel disegno relativo alla legge summenzionata permettono un potenziamento a medio e lungo termine della sicurezza dell'approvvigionamento. Lo spegnimento di tutte le centrali nucleari nel corso degli attuali anni 20 dovrebbe essere controbilanciato da ulteriori importazioni. In base al monitoraggio della Strategia energetica 2050, il Consiglio federale potrebbe sottoporre eventualmente altre misure al Parlamento.
Domanda 9
La legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (RS 732.1) dovrebbe essere adeguata di conseguenza.
Domanda 11
Attualmente il DATEC sta elaborando un disegno di legge per accelerare le procedure di autorizzazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile. ll disegno si basa sui risultati dello studio "Transizione energetica - semplificare la pianificazione dei progetti di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili" dei rinomati giuristi Heinz Aemisegger e Arnold Marti. La relativa procedura di consultazione sarà avviata all'inizio del 2022. Allo stesso tempo, si stanno esplorando le possibilità di ridurre, tramite ordinanza, anche gli ostacoli all'autorizzazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Domanda 12
Massimizzare l'indipendenza dell'approvvigionamento elettrico dall'estero non sarebbe né particolarmente efficace in termini di sicurezza dell'approvvigionamento né efficiente dal punto di vista economico. Con la prevista legge federale summenzionata, il Consiglio federale intende piuttosto rafforzare specificamente l'autosufficienza dell'approvvigionamento elettrico svizzero. In questo modo, lo scambio con i mercati elettrici limitrofi è assicurato nel miglior modo possibile nel quadro di accordi tecnici con i gestori delle reti di trasporto, ampliando al contempo la capacità di produzione nazionale. Assicurare il mercato dell'energia elettrica con la riserva di energia pianificata fornisce un'ulteriore sicurezza.
Domanda 13
Laddove opportuno, il Consiglio federale propone soluzioni tecnologiche specifiche, ad esempio nel caso delle gare pubbliche in relazione ai contributi d'investimento per i grandi impianti fotovoltaici o nell'ambito dell'incremento della produzione invernale principalmente attraverso gli impianti idroelettrici ad accumulazione. Se al più tardi entro il 2030 dovesse risultare evidente che l'obiettivo di potenziamento di 2 TWh entro il 2040 non può essere raggiunto con i grandi impianti idroelettrici, o se dovessero delinearsi problemi già prima del 2030, allora saranno indette gare pubbliche aperte ad altre tecnologie per assicurare capacità aggiuntive.
Domanda 14
L'incremento della produzione a partire da energie rinnovabili prevista dal Consiglio federale è finanziata tramite il mercato e il supplemento rete di 2,3 ct./ kWh già riscosso attualmente.
Per l'incremento specifico della capacità di produzione invernale di 2 TWh entro il 2040, è previsto un ulteriore supplemento invernale sull'elettricità consumata. Secondo la proposta del Consiglio federale, il supplemento invernale dovrebbe ammontare a un massimo di 0,2 ct./kWh. Se il Parlamento, nonostante eventuali misure aggiuntive efficaci a medio termine (efficienza energetica, centrali a gas per far fronte ai picchi di carico), volesse incrementare le capacità di produzione invernale oltre i 2 TWh entro il 2040, sorgerebbero costi supplementari.
Domanda 15
Il Consiglio federale promuove la pianificazione di misure preventive ed esaminerà in modo approfondito le misure per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e la stabilità della rete e, se necessario, attribuirà i relativi mandati supplementari. Il Collegio ha già invitato la ElCom a elaborare un piano per fronteggiare i picchi di carico con centrali a gas, attualmente al vaglio presso il DATEC. Il Dipartimento sta inoltre analizzando il potenziale di efficienza elettrica entro il 2025 all'attenzione del Consiglio federale.
Domanda 16
Per il Consiglio federale, la costruzione di centrali termoelettriche a combustibili fossili è un'opzione solo se è essenziale per la sicurezza dell'approvvigionamento. Attualmente il Consiglio federale sta verificando se la costruzione di tali centrali come tecnologia di transizione sia opportuna o necessaria per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento a medio termine, visto l'attuale potenziamento delle energie rinnovabili. Queste centrali sarebbero disponibili fuori mercato solo come riserva e produrrebbero soltanto in situazioni straordinarie di emergenza. Tuttavia, il loro funzionamento in un certo senso è in conflitto con gli obiettivi di politica climatica del Consiglio federale. Le centrali a gas sono state pertanto incluse nel sistema svizzero di scambio delle quote di emissioni dal 1° gennaio 2020. In linea di principio, i gestori non ricevono quote di emissioni gratuite per la produzione di elettricità, ma devono comprarle all'asta.
Risposta del Consiglio federale.