21.1084 · Interrogazione · 2021-12-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
La BNS dovrebbe rivestire un ruolo attivo all'interno del settore finanziario svizzero, al fine di assicurare agli attori svizzeri ed esteri il finanziamento necessario alla transizione energetica.
Tenuto conto degli impegni presi dalla Svizzera in occasione delle Conferenze dell'ONU sul clima di Parigi e Glasgow (rispettivamente COP21 e COP26), quali misure strutturali saranno adottate per sviare i flussi finanziari delle società petrolifere e delle attività a forte impatto ambientale, visto che la BNS e la FINMA sono istituzioni statali equipaggiate per far fronte a questi impegni?
Poiché la piazza finanziaria svizzera causa emissioni di gas serra superiori di 20 volte all'insieme del Paese, questa è una responsabilità nazionale urgente e cruciale.
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente alla Costituzione federale (art. 99 Cost.), in quanto banca centrale indipendente, la BNS conduce la politica monetaria nell'interesse generale del Paese. L'articolo 5 della legge sulla Banca nazionale precisa questo compito statuendo che la BNS garantisce la stabilità dei prezzi e che a tale scopo tiene conto dell'evoluzione congiunturale.
Nel quadro del suo mandato, la BNS si occupa di aspetti legati al clima, all'ambiente e alla sostenibilità, nella misura in cui questi influiscono sulla stabilità dei prezzi e su quella finanziaria o comportano rischi finanziari per la stessa Banca nazionale. La BNS, così come la FINMA, fanno parte della rete "Network for Greening the Financial System" (NGFS), che riunisce banche centrali e autorità di vigilanza e si impegna a favore di un sistema finanziario sostenibile. Come spiegato nella risposta all'interpellanza Widmer (21.3336), le raccomandazioni della NGFS rappresentano linee guida applicabili a banche centrali e autorità di vigilanza per la gestione, nell'ambito dei loro mandati e delle loro priorità, dei rischi ambientali e climatici nel settore finanziario.
A seguito della Conferenza dell'ONU di Glasgow sul clima (COP26), la BNS ha illustrato come tiene conto concretamente degli aspetti inerenti al clima (vedi comunicato stampa del 3 novembre 2021). In primo luogo, la BNS considera gli aspetti climatici nei suoi modelli macroeconomici e nelle analisi di politica monetaria per poter valutare meglio i potenziali effetti del cambiamento climatico su variabili macroeconomiche chiave (raccomandazione III della NGFS). In secondo luogo, sta integrando i rischi climatici nel monitoraggio della stabilità finanziaria (raccomandazione I della NGFS). A tal fine, in relazione alla quantificazione dei rischi climatici, la BNS sta attualmente realizzando un progetto pilota insieme alla FINMA volto a misurare, nelle grandi banche, i rischi di transizione legati al clima. In terzo luogo, nel quadro di una strategia di investimento orientata a un'ampia copertura del mercato, la BNS investe da molti anni in obbligazioni verdi ("green bond") e già nel 2013 ha introdotto una politica di esclusione basata sui principi ESG (raccomandazione II della NGFS). Dal dicembre 2020 la politica di esclusione della BNS comprende anche le imprese il cui modello di business si basa principalmente sull'estrazione di carbone. Anche nel 2022, i tre settori di attività menzionati continuano a essere importanti per la BNS.
Se si estendesse il suo mandato, che dunque, oltre alla politica monetaria, includerebbe anche determinati obiettivi climatici, ci si allontanerebbe dall'attuale approccio ai compiti, al ruolo e agli strumenti della BNS e sarebbe necessario procedere a una modifica di legge.
Risposta del Consiglio federale.