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21.1089 · Interrogazione · 2021-12-16

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

La crisi sanitaria ha dimostrato che nel caso di un'epidemia o di una pandemia può essere necessario introdurre un obbligo vaccinale generale per tutelare la salute pubblica. La vigente legge sulle epidemie (LEp), però, non lo prevede. Come esposto dal Consiglio federale nella sua risposta alla domanda 21.8052, i Cantoni, e in secondo luogo il Consiglio federale, possono disporre un obbligo vaccinale in virtù della LEp per i gruppi di popolazione a rischio, per le persone particolarmente esposte e per quelle che esercitano determinate attività. Tuttavia, a seconda del tipo di malattia trasmissibile, un obbligo del genere non sarebbe sufficiente a prevenirla e combatterla.

A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Ritiene che la disposizione della LEp sull'obbligo vaccinale sia adeguata e sufficiente? O prevede di modificarla?

2. Sarebbe possibile introdurre un obbligo vaccinale per le persone di età superiore ai 65 anni in virtù della LEp?

3. Dispone dei dati necessari per promulgare obblighi vaccinali mirati contro la COVID-19?

4. Come verrebbe attuato un obbligo vaccinale nella pratica?

5. Nella sua sentenza dell'8 aprile 2021, nel quadro del ricorso 47621/13, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha stabilito che, in linea di principio, è possibile imporre un obbligo vaccinale se questo è nell'interesse della tutela della salute collettiva e se è proporzionato allo scopo perseguito. Qual è l'importanza della sentenza per un eventuale obbligo vaccinale contro la COVID-19?

6. Ritiene che le prescrizioni adottate e previste da diversi membri e dalla Commissione dell'UE per l'introduzione di un obbligo vaccinale contro la COVID-19 siano efficaci e proporzionali allo scopo?

7. Quali misure prevede di adottare per fare in modo che la popolazione acquisisca maggiori informazioni sulle vaccinazioni?

8. Quali obblighi vaccinali sono stati emanati dal Consiglio federale e dai Cantoni dal 1848 a questa parte? Il Consiglio federale come valuta il loro successo?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ritiene opportuno e sostanzialmente sufficiente il disciplinamento dell'obbligo di vaccinazione nella legge sulle epidemie (LEp; RS 818.10), democraticamente approvato in votazione popolare nel 2013. Per questo motivo non è necessario modificare le disposizioni di legge vigenti.

2. Dal punto di vista giuridico, un obbligo di vaccinazione per le persone di età superiore ai 65 anni basato sulla LEp non sarebbe escluso a priori. Una misura di questo tipo appare tuttavia sussidiaria. Secondo il messaggio, un obbligo è considerato un'opzione strategica qualora l'obiettivo non potesse essere raggiunto con altri provvedimenti. Si dovrebbe esaminare in modo approfondito se questa misura sia proporzionata per le persone di età superiore ai 65 anni.

3. Il Consiglio federale dispone di dati in merito all'incidenza della malattia, alle ospedalizzazioni con e senza ricovero in terapia intensiva, ai decessi in relazione alla COVID-19, nonché in merito alla copertura vaccinale contro la COVID-19. Sulla base di tali dati è possibile determinare il carico di malattia nelle varie fasce d'età, ma non per diverse categorie professionali. Dai sondaggi condotti tra la popolazione (in particolare Corona Monitor della SRG SSR) si hanno dati relativi al tasso di vaccinazione per settore di attività. Sulla base dei gradi di copertura vaccinale è possibile stimare il potenziale dei provvedimenti di vaccinazione obbligatoria.

4. Pur contemplando la possibilità di dichiarare obbligatoria una vaccinazione, la LEp non prevede nessuna sanzione in caso di mancata osservanza. Le disposizioni penali di cui alla LEp non prevedono multe. Si pone la questione di fondo di come andrebbe attuato un obbligo di vaccinazione. In Svizzera, per esempio, non c'è un registro in cui siano inseriti i nomi delle persone vaccinate. L'identificazione e l'accertamento delle persone vaccinate e di quelle non vaccinate sarebbero pertanto possibili soltanto con grandi difficoltà e in modo limitato. Un obbligo di vaccinazione potrebbe quindi essere effettivamente attuato solo tramite la verifica dello stato vaccinale caso per caso e mediante l'eventuale imposizione di un appuntamento per la vaccinazione. Le autorità esecutive dovrebbero accertare individualmente lo stato vaccinale di tutti gli abitanti e, per quelli non vaccinati, fissare un appuntamento per la somministrazione del vaccino, pena una sanzione per chi vi si sottrae. L'attuazione mediante coercizione fisica è in ogni caso esclusa.

5. Dalla sentenza pronunciata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo l'8 aprile 2021 in un caso riguardante la Repubblica Ceca in cui veniva messo in discussione l'obbligo legale generalizzato di vaccinare i bambini contro nove malattie conosciute in ambito medico, come anche da sentenze analoghe del Tribunale federale emerge che un obbligo di vaccinazione può perseguire un obiettivo legittimo ed essere proporzionato. La proporzionalità, tuttavia, deve sempre essere esaminata in relazione alla specifica malattia trasmissibile, al livello di protezione garantito dal vaccino e al gruppo di persone interessato.

6. Il Consiglio federale prende atto dei provvedimenti adottati da altri Stati e segue con attenzione le esperienze maturate all'estero, in particolare negli Stati limitrofi, per quanto riguarda l'introduzione di misure di vaccinazione obbligatoria.

7. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) pubblica e diffonde informazioni esaurienti in merito al tipo e all'efficacia, nonché ai benefici e ai rischi dei vaccini anti-COVID-19 disponibili in Svizzera. Numerose informazioni costantemente aggiornate sono a disposizione degli specialisti e di tutta la popolazione sui siti web della Confederazione.

8. In passato numerosi Cantoni avevano decretato obblighi relativi a determinate vaccinazioni, in particolare quella contro il vaiolo. Attualmente due Cantoni prevedono un obbligo di vaccinazione contro la difterite. Il Cantone di Neuchâtel non applica più questo obbligo di vaccinazione e il Cantone di Ginevra lo applica solo parzialmente. Il Consiglio federale ha dichiarato obbligatoria in Svizzera la vaccinazione contro il vaiolo una prima volta nel 1923 e una seconda volta dal 1940 al 1948.

È difficile stabilire se l'obbligo di vaccinazione come tale contribuisca a debellare le malattie o in che misura altri fattori abbiano portato a una copertura vaccinale sufficiente. In ogni caso, è grazie alla vaccinazione se il vaiolo, la poliomielite e la difterite sono state debellate.

Risposta del Consiglio federale.

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