Lexipedia

21.3046 · Mozione · 2021-03-02

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Come permesso dall'articolo 14 paragrafo 2 ALC, il Consiglio federale è incaricato di proporre al Comitato misto misure volte a ridurre l'immigrazione dai Paesi dell'UE e a proteggere la popolazione residente permanente, tra le quali l'introduzione della priorità dei lavoratori residenti.

Begründung

Mentre l'economia svizzera è messa fortemente sotto pressione dalla crisi economica legata al coronavirus e la disoccupazione registra un'impennata, la pressione migratoria non è diminuita. Al contrario, nel 2020 la Svizzera ha registrato un saldo migratorio record dalla crisi migratoria del 2015.

Questo aumento è dovuto principalmente alla libera circolazione delle persone. Nel 2020 il saldo migratorio relativo all'UE/AELS/UK è infatti aumentato del 25 per cento rispetto all'anno precedente. Questa percentuale sale addirittura al 38 per cento se si considerano i cittadini dell'UE-17.

L'articolo 14 ALC prevede la possibilità di introdurre misure di salvaguardia in caso di "gravi difficoltà di ordine economico o sociale". Attualmente viviamo un periodo caratterizzato da difficoltà che, evidentemente, possono essere qualificate in tal modo. Le suddette misure possono essere adottate entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.

Tutte le misure utili devono essere vagliate, compresa l'introduzione di contingenti e di provvedimenti nel settore delle prestazioni sociali.

In particolare, il Consiglio federale deve esigere l'applicazione della priorità dei lavoratori residenti. Secondo uno studio commissionato dalla Conferenza dei governi cantonali, questa priorità può infatti essere applicata in maniera valida nel quadro dell'articolo 14 ALC e non viola gli impegni internazionali della Svizzera. Può segnatamente essere applicata a livello federale in settori particolarmente toccati o a livello cantonale in tutti i settori.

Un'applicazione generale nei Cantoni più toccati e nazionale nei settori in questione è fondamentale. Infatti, è inaccettabile che migliaia di permessi di lavoro siano accordati a lavoratori europei in settori che registrano una disoccupazione record.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole delle ripercussioni della pandemia sulla situazione economica in Svizzera. Dall'inizio della crisi cerca di adottare una strategia equilibrata che tenga conto delle esigenze della sanità pubblica e dell'economia nonché degli obblighi internazionali della Svizzera. Negli ultimi mesi ha adottato varie misure per fronteggiare le attuali conseguenze della pandemia. A titolo di esempio, al fine di impedire la perdita di posti di lavoro in Svizzera ha esteso il diritto all'indennità per lavoro ridotto e prorogato ancora una volta la relativa procedura sommaria. Di recente ha pure proposto al Parlamento altre misure tese a potenziare il programma per i casi di rigore.

Nel quadro della lotta contro la diffusione del coronavirus, il Consiglio federale accorda pertanto grande importanza alla preservazione dei posti di lavoro in Svizzera e alla mitigazione delle conseguenze economiche per le imprese, i loro impiegati e gli indipendenti in Svizzera. A questo titolo, esamina costantemente l'opportunità di misure supplementari.

Nel 2020 l'immigrazione nella popolazione residente permanente straniera è diminuita in Svizzera del 2,6 per cento rispetto all'anno precedente. Nel contempo anche l'emigrazione di questa popolazione è diminuita del 12,1 per cento a causa della pandemia, delle difficoltà di spostamento e del clima di incertezza generale. L'incremento rispetto all'anno precedente del saldo migratorio della popolazione residente permanente straniera è pertanto dovuto a questo importante calo dell'emigrazione. La popolazione residente straniera non permanente ha invece registrato un saldo migratorio nettamente negativo di circa 14 000 persone. L'esperienza mostra che a lungo termine esiste una correlazione stretta tra l'immigrazione di manodopera proveniente dall'UE/AELS e l'evoluzione congiunturale dell'economia in Svizzera e all'estero.

Nel contempo, il mantenimento della libera circolazione delle persone favorisce la ripresa economica in Svizzera e contribuisce alla sopravvivenza delle imprese, il che consentirà di preservare posti di lavoro per la manodopera residente. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Grazie all'Accordo di libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), il personale necessario resta disponibile, anche in tempi di pandemia, in particolare nel settore sanitario.

Mettere a profitto il potenziale offerto dai lavoratori residenti in Svizzera resta un obiettivo prioritario. Occorre infatti che i datori di lavoro svizzeri impieghino in maniera ottimale la manodopera residente. A tale proposito, l'obbligo di annunciare i posti vacanti, in vigore dal 1° luglio 2018, permette alle persone in cerca di un impiego iscritte presso un ufficio regionale di collocamento di beneficiare di cinque giorni lavorativi di vantaggio in materia di informazione e quindi di candidatura. In seguito all'aumento della disoccupazione registrato da marzo 2020, dal successivo gennaio i generi di professioni soggetti all'obbligo di annuncio sono nettamente più numerosi. Parallelamente, a marzo 2019 il Consiglio federale ha adottato una serie di misure volte a incentivare il potenziale di manodopera residente. Si tratta in particolare di potenziare la competitività dei lavoratori di una certa età e di permettere ai disoccupati difficilmente collocabili di reinserirsi nel mercato del lavoro.

Per questo motivo il Consiglio federale non considera opportuno proporre al Comitato misto Svizzera-UE misure volte a ridurre l'immigrazione in provenienza dall'UE. Un'iniziativa in tal senso andrebbe contro gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale e frenerebbe la crescita indispensabile alla normalizzazione della situazione economica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.