No all'allontanamento dei richiedenti l'asilo verso Paesi dove i diritti umani sono calpestati. Vietiamo gli allontanamenti verso l'Etiopia
21.309 · Iniziativa cantonale · 2021-03-30
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,
visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale;
visto l'articolo 115 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento;
visto l'articolo 156 della "loi portant règlement du Grand Conseil de la République et canton de Genève", del 13 dicembre 1985,
considerati:
- la Dichiarazione universale dei diritti umani, segnatamente gli articoli 3, 5, 7, 9, 14 e 18;
- il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, approvato dall'Assemblea federale il 13 dicembre 1991;
- l'articolo 25 capoversi 2 e 3 della Costituzione federale;
- gli articoli 1 e 18 della Costituzione della Repubblica e Cantone di Ginevra;
- gli articoli 3, 4 e 5 capoverso 1 della legge sull'asilo;
- la necessità di garantire l'applicazione dei testi fondamentali elencati vietando gli allontanamenti verso Paesi dove i diritti umani sono calpestati;
- l'esigenza di garantire la sicurezza e l'integrità delle persone allontanate verso i loro Paesi;
- la situazione particolarmente difficile in Etiopia, caratterizzata da tensioni etniche e politiche, e la costante instabilità che prevale nel Paese;
- le gravi violazioni dei diritti umani che vi vengono perpetrate, documentate da Amnesty International e dall'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR);
- il fatto che la guerra civile che ha devastato il Paese, dando luogo a un'instabilità politica permanente, svuoti nella sua essenza l'allineamento della Svizzera, nel 2018, all'Accordo di collaborazione e di riammissione fra l'Etiopia e l'Unione europea;
- il rinvio coatto, avvenuto il 27 gennaio 2021, di Tahir Tilmo, Arkisso Solomon, Teklu Feyisa e altre persone deportate in Etiopia in condizioni particolarmente inumane in violazione dei principi essenziali del rispetto e della protezione delle persone;
- il fatto che, nonostante il grave deterioramento del suo stato di salute, una di queste persone sia stata prelevata dal pronto soccorso dell'Ospedale universitario di Ginevra per essere trasferita all'aeroporto e poi messa su un volo speciale,
chiede all'Assemblea federale di:
- garantire, conformemente all'articolo 4 della legge sull'asilo, "provvisoriamente protezione a persone bisognose di protezione esposte a un pericolo generale grave, in particolare durante una guerra o una guerra civile e in situazioni di violenza generalizzata";
- vietare l'allontanamento di richiedenti l'asilo verso Paesi dove i diritti umani sono calpestati o con i quali sono stati firmati accordi di riammissione poco trasparenti;
- in particolare, sospendere immediatamente tutti i rinvii coatti e i voli speciali verso l'Etiopia;
- interpellare il Consiglio federale affinché rimetta in discussione l'allineamento della Svizzera all'Accordo di collaborazione e di riammissione firmato fra l'Etiopia e l'Unione europea, tenuto conto dell'instabilità politica in Etiopia e delle violenze perpetrate nei confronti delle popolazioni civili.
Begründung
Mentre la situazione in Etiopia è considerata a rischio da numerose organizzazioni internazionali, la Svizzera e la sua Segreteria di Stato della migrazione (SEM) hanno comunque deciso di rinviare mediante un volo speciale cittadini etiopi che hanno richiesto la protezione della Svizzera a causa delle tensioni politiche e della guerra civile che imperversano nel loro Paese.
La sera di mercoledì 27 gennaio 2021, Tahir Tilmo, Arkisso Salomon, Teklu Feyisa e altri cittadini etiopi provenienti da altri Cantoni che avevano chiesto la protezione della Svizzera sono stati espulsi in Etiopia. A Ginevra, nonostante una forte mobilitazione di cittadini e associazioni e l'intervento di avvocati, il Consiglio di Stato di Ginevra non ha fatto uso del margine di manovra di cui dispone per sospendere queste espulsioni.
Questo atteggiamento contrario al dovere di accoglienza verso qualsiasi persona richieda la protezione della Svizzera a causa di minacce alla sua integrità è inaccettabile e viola i principi fondamentali del diritto d'asilo.
Gli eventi citati hanno inoltre fatto emergere l'operato della società OSEARA, incaricata di valutare l'idoneità al trasporto delle persone espulse e di accompagnare i voli. Un elenco degli oneri potenzialmente infarcito di conflitti d'interesse che sollevano non pochi dubbi sull'intervento di questa società. A maggior ragione se si tiene conto delle testimonianze, secondo cui la società OSEARA lavora essenzialmente sulla base degli incarti ed esamina solo rarissimamente i pazienti interessati, nel caso concreto omettendo di visitare Tahir Tilmo.
In detenzione preventiva a Frambois dal mese di settembre 2020, Tilmo aveva precedentemente soggiornato in un centro d'accoglienza dell'Hospice général di Anières. Spaventato, disperato di fronte alla prospettiva di essere rimandato in Etiopia dove avrebbe potuto temere il peggio per la sua vita, ha iniziato uno sciopero della fame e della sete. È stato così ricoverato all'ospedale a causa del grave deterioramento del suo stato di salute. Dal canto loro, i suoi compagni di sfortuna sono stati condotti a bordo dell'aereo noleggiato per il volo speciale.
Questo rinvio coatto è stato altresì oggetto di una condanna unanime dei difensori dei diritti umani a Ginevra: Solidarité Tattes, la Lega svizzera dei diritti umani, 3ChêneAccueil e l'associazione Stop renvoi.
Anche nel Cantone di Vaud si assiste a una forte mobilitazione della società civile e della classe politica sulla questione dei rinvii coatti. Rammentiamo che Abdoul Mariga, 30 anni, è morto il 17 ottobre scorso a Conakry, in seguito a un rinvio coatto ordinato dalla SEM. Mentre lavorava come cuoco al CHUV, il 6 novembre 2019 le autorità federali l'hanno espulso verso la Guinea, Paese nel quale non aveva alcun legame. Questo nonostante il Cantone di Vaud e il Tribunale federale ne avessero a più riprese attestata l'integrazione.
La validità dell'estensione alla Svizzera dell'Accordo di riammissione e di collaborazione fra l'Unione europea e l'Etiopia pare particolarmente discutibile e poco trasparente. Va sottolineato che non è stato pubblicato nella Raccolta ufficiale del diritto federale. Ha quindi piuttosto le fattezze di un "accordo segreto, senza valore".