21.310 · Iniziativa cantonale · 2021-04-27
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il Parlamento federale e le autorità federali sono invitati a provvedere affinché persone provenienti dalle isole greche siano accolte in Svizzera e possa in tal modo essere loro garantita una procedura d'asilo ordinaria. Il Parlamento federale deve inoltre incaricare il Consiglio federale di occupare tutti i posti disponibili nei centri federali d'asilo e nei centri cantonali per richiedenti l'asilo. Il Consiglio federale deve infine esortare altri Stati europei a imitarlo.
Begründung
In seguito all'apertura del confine greco-turco ai profughi, la situazione sulle isole greche, in particolare a Lesbo e Samos, è degenerata. Fino a 80 000 persone si dirigerebbero verso la frontiera esterna dell'UE in Grecia. Finora l'UE ha reagito esclusivamente potenziando l'effettivo del personale Frontex. La guardia costiera greca apre il fuoco su persone che cercano di raggiungere la costa su imbarcazioni. La probabilità che i Paesi europei concordino in tempo ragionevole una soluzione per ripartire tra loro i rifugiati è praticamente nulla. Il sistema di Dublino è fallito e lo Stato greco non è in grado di smaltire le domande d'asilo in tempi ragionevoli. Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria assoluta e indegna della storia del Continente europeo. Insieme ad altri Stati volenterosi la Svizzera deve agire per garantire alle persone in fuga il diritto all'asilo. Il nostro Paese dispone dei mezzi finanziari e dell'infrastruttura necessaria per accogliere più persone. Con la presente iniziativa il Cantone di Basilea Città può dimostrare che sostiene questa richiesta e che sarebbe disposto a fornire il proprio contributo a una sua possibile attuazione.
La situazione migratoria in Grecia non è migliorata negli ultimi mesi. Le accuse di mobbing e di corruzione, così come il coinvolgimento in respingimenti illegali, stanno pesando molto sull'agenzia di sicurezza delle frontiere dell'UE Frontex. Le condizioni nei campi profughi sulle isole rimangono precarie. È vero che sull'isola di Lesbo è stata allestita una nuova tendopoli dopo il devastante incendio del campo profughi di Maria, dove vivevano più di 12 000 persone. Ma le organizzazioni di soccorso e i servizi giornalistici lamentano il fatto che le condizioni di vita sono ancora catastrofiche e disumane. Il campo è stato progettato per 3500 persone, ma ne ospita più di 7000.
Per lo meno la situazione degli alloggi sulle isole è stata sgravata dal continuo trasferimento dei migranti sulla terraferma. Attualmente circa 16 000 migranti sono ancora ospitati nei centri di identificazione e smistamento delle isole, mentre prima dell'incendio del campo di Maria ve ne erano oltre 40 000. Ma anche dopo il trasferimento sulla terraferma le condizioni di vita dei rifugiati rimangono precarie. Se da un lato si prevede che le procedure d'asilo siano accelerate e che ai richiedenti che vi hanno diritto venga concesso l'asilo entro due o tre mesi dall'ingresso nel Paese, dall'altro i rifugiati riconosciuti sono privati del sostegno statale dopo aver ottenuto l'asilo. Nell'attuale situazione economica, per i rifugiati l'accesso al mercato del lavoro, all'alloggio, all'istruzione e all'assistenza sanitaria è praticamente impossibile o alquanto difficile.
In Svizzera a metà maggio più di 50 000 privati, numerose ONG e, oltre a Basilea Città, diverse città, Comuni e alcuni Cantoni hanno firmato l'appello dell'alleanza per la politica d'asilo "evacuare ORA" e chiesto al Consiglio federale di impegnarsi a livello europeo per migliorare le condizioni nei campi profughi greci e di accogliere rapidamente e senza burocrazia i rifugiati particolarmente vulnerabili provenienti da tali campi. Questa richiesta è stata ribadita il 29 marzo 2021 nel quadro di una conferenza stampa organizzata da "evacuareORA" e dall'alleanza "Città e Comuni per l'accoglienza di ulteriori rifugiati". Il Cantone di Basilea Città ha dichiarato ancora una volta la sua disponibilità ad accogliere 30 rifugiati in più rispetto alle assegnazioni cantonali stabilite dalla chiave di ripartizione nazionale.
Tuttavia la Confederazione mantiene la sua posizione. Secondo quanto dichiarato, la Svizzera si è impegnata a sufficienza fornendo aiuti umanitari d'urgenza sul posto e accogliendo 92 richiedenti l'asilo minorenni non accompagnati (RMNA) provenienti dalla Grecia. A Bruxelles il nostro Paese vuole anche continuare a impegnarsi per migliorare il sistema d'asilo. Ci si aspetta che la Grecia, in quanto Stato membro dell'UE, rispetti le prescrizioni europee nella gestione dei rifugiati. Non vi è alcuna volontà politica di accogliere più rifugiati provenienti dalla Grecia in Svizzera o nelle città svizzere. L'offerta da parte di città e Comuni di accogliere rifugiati al di fuori della chiave di ripartizione non è la strada giusta. A questo riguardo la Confederazione fa riferimento al concetto di reinsediamento, che permette di accogliere ogni due anni tra 1500 e al massimo 2000 rifugiati a titolo di reinsediamento.
Il Cantone di Basilea Città ritiene tuttavia che la Confederazione debba e possa fare di più. Con la presente iniziativa propone che l'Assemblea federale elabori un atto normativo che sancisca l'accoglienza supplementare di rifugiati particolarmente bisognosi di protezione. Un simile atto sarebbe vincolante per il Consiglio federale anche qualora non contenesse norme di diritto.
Preferibilmente la richiesta formulata all'inizio dell'iniziativa cantonale di accogliere i rifugiati in difficoltà provenienti dalla Grecia dovrebbe essere estesa ai rifugiati in situazioni di emergenza nell'UE/AELS o in Stati terzi. Questo permetterebbe alla Confederazione di decidere a seconda della situazione in merito all'impostazione di misure urgenti d'aiuto umanitario. Può trattarsi dell'accoglienza supplementare di rifugiati vulnerabili provenienti da Stati terzi grazie alla partecipazione della Svizzera a programmi di reinsediamento dell'ACNUR, alla partecipazione a programmi europei di ricollocazione per persone bisognose di protezione provenienti da Stati dell'UE/AELS, a decisioni nazionali di accoglienza mediante visti umanitari o in base al diritto di avocazione (art. 17 par. 1 del regolamento Dublino III in combinato disposto con l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1).
Il numero di persone supplementari accolte da città e Comuni potrebbe essere comunicato annualmente alla Confederazione attraverso il rispettivo governo cantonale e computato nei contingenti stabiliti dalla Confederazione. Procedendo in questo modo si rispetterebbero le attuali norme di competenza e la Confederazione manterrebbe la facoltà di pianificare in concreto l'accoglienza.