21.312 · Iniziativa cantonale · 2021-04-27
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Nell'articolo 10a dell'ordinanza 2 COVID-19, il 16 marzo 2020 il Consiglio federale ha disposto i seguenti obblighi per le strutture sanitarie:
1 I Cantoni possono obbligare gli ospedali e le cliniche private a mettere a disposizione le loro capacità per accogliere pazienti.
2 Le strutture sanitarie quali ospedali e cliniche, studi medici e dentistici devono rinunciare a interventi medici e terapie non urgenti.
Questa ordinanza ha comportato costi supplementari e minori introiti ai fornitori di prestazioni stazionarie e ambulatoriali. Secondo stime effettuate da H+ e dall'associazione SpitalBenchmark, alla fine di aprile del 2020 i danni ammontavano a un importo compreso tra 1,5 e 1,8 miliardi di franchi su scala nazionale. Nel Cantone di Basilea Città, il Consiglio di Stato calcola che i mancati introiti e i costi supplementari possano raggiungere importi milionari.
Queste perdite potranno di certo essere compensate, ma lo saranno solo in parte. È importante che gli ospedali competenti per le cure di base (e fortemente sollecitati nella crisi pandemica) non abbiano a patire danni finanziari duraturi dovuti alla crisi sanitaria, che dal punto di vista della politica dell'approvvigionamento avrebbero effetti disastrosi.
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il Cantone di Basilea Città invita l'Assemblea federale, attraverso la sua iniziativa, a provvedere affinché la Confederazione contribuisca in misura adeguata ai mancati introiti patiti, a causa di quanto disposto nell'ordinanza COVID-19 del 16 marzo 2020, nel settore dell'AOC dagli ospedali per cure di base interessati e dagli ospedali che durante la crisi pandemica si sono adoperati nella cura dei pazienti affetti da Sars 2 COVID-19.
Avendo emanato l'ordinanza, la Confederazione è tenuta - unitamente alle casse malati e ai Cantoni - a fornire il proprio contributo finanziario.
Begründung
Il Consiglio di Stato del Cantone di Basilea Città è stato confrontato sin dagli inizi del 2020 con le richieste avanzate dagli ospedali locali per coprire i loro mancati introiti. In una distinta del 20 maggio 2020 inviata al dipartimento della sanità di Basilea Città, l'associazione degli ospedali della Svizzera nord-occidentale (Vereinigung Nordwestschweizerischer Spitäler, VNS) stimava in circa 70,4 milioni di franchi l'entità dei mancati introiti patiti dagli ospedali di Basilea Città nei mesi di marzo e di aprile del 2020.
Il Consiglio di Stato del Cantone di Basilea Città ha confermato a più riprese agli ospedali locali che, conformemente alla legge federale del 28 settembre 2012 sulla lotta contro le malattie trasmissibili dell'essere umano (Legge sulle epidemie, LEp; RS 818.101), la competenza per proclamare la situazione straordinaria protrattasi dal 16 marzo al 26 aprile 2020 incombe al Consiglio federale. Al contempo, il Consiglio di Stato rinvia all'ordinanza 2 del 13 marzo 2020 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza 2 COVID-19; RS 818.101.24), nel cui articolo 10a capoverso 2 (introdotto dal n. I dell'O del 16 marzo 2020, in vigore dal 17 marzo 2020 [RU 2020 783]) è stabilito quanto segue:
"Le strutture sanitarie quali ospedali e cliniche, studi medici e dentistici devono rinunciare a interventi medici e terapie non urgenti."
Di fatto, questa disposizione sanciva il divieto di effettuare interventi elettivi (divieto di interventi pianificabili): divieto che il Consiglio federale ha decretato senza consultare i Cantoni. Il Consiglio di Stato ritiene pertanto che anche il Consiglio federale debba essere chiamato a intervenire e ha quindi sostenuto, con la decisione presidenziale n. 20/28A/1, l'iniziativa cantonale lanciata il 16 settembre 2020 dalla Commissione della sanità e della socialità del Gran Consiglio.
Nel caso in cui il Consiglio federale dovesse assumersi il suo evidente impegno, il Consiglio di Stato prospetta la possibilità che Confederazione, Cantoni e assicuratori malattia si accordino per trovare un approccio unitario per un'eventuale compensazione dei mancati introiti. Tuttavia, la Confederazione deve prendere l'iniziativa.