21.3150 · Mozione · 2021-03-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare provvedimenti per garantire la gestione pubblica delle tecnologie sanitarie essenziali, sviluppate in parte con risorse pubbliche. I contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e terapie. Quello che è stato pagato dalla popolazione deve rimanere in mano alla popolazione. Il Consiglio federale deve intervenire a livello internazionale per la liberalizzazione dei brevetti sui vaccini e sulle terapie anti-COVID-19.
Begründung
In Svizzera è stata superata la soglia dei 10 000 decessi. La COVID-19 continua a diffondersi in tutto il mondo e il rischio di una terza ondata è concreto. Le soluzioni a questa crisi senza precedenti non possono essere nazionali e private, ma globali e pubbliche.
Una società privata o un Paese non dovrebbero avere il potere di decidere chi nel mondo ha accesso ai trattamenti o ai vaccini e a quale prezzo. I brevetti, tuttavia, conferiscono a poche ditte un controllo quasi monopolistico su prodotti farmaceutici essenziali. Questo limita la disponibilità di questi prodotti e ne aumenta il costo per chi ne ha bisogno. I dati sui costi di produzione, sui contributi pubblici alla ricerca e alla produzione, sull'efficacia e sulla sicurezza dei vaccini e delle terapie e sui contratti firmati con gli enti pubblici dovrebbero essere resi pubblici.
Le grandi ditte farmaceutiche non devono trarre profitto dalla pandemia a scapito della protezione ottimale della salute della popolazione. Una minaccia collettiva richiede uno sforzo di solidarietà pubblica che superi gli imperativi del profitto privato. La messa a disposizione di fondi pubblici per la ricerca dovrebbe essere sempre accompagnata da garanzie di disponibilità e da prezzi controllati e accessibili per i prodotti che ne risultano. Le grandi ditte farmaceutiche non devono essere autorizzate ad arricchirsi a scapito dei sistemi di assistenza sociale. Nessuno sarà protetto fintanto che non saremo protetti tutti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Dall'inizio dell'emergenza, la Svizzera si è impegnata a favore di un accesso globale equo, rapido ed economicamente sostenibile ai vaccini, ai medicamenti e ai dispositivi diagnostici anti-COVID-19.
La ricerca e lo sviluppo di vaccini, medicamenti e dispositivi diagnostici per lottare contro la COVID-19, così come il loro finanziamento, richiedono una cooperazione tra diversi attori pubblici e privati, nonché un quadro giuridico prevedibile che disciplini i diritti e gli obblighi applicabili ai risultati della ricerca. L'iniziativa globale Access to COVID-19 Tools Accelerator (ACT-A), alla quale anche la Svizzera ha contribuito finanziariamente, dimostra l'efficacia dei partenariati pubblico-privato: diversi vaccini, medicamenti e dispositivi diagnostici sono stati sviluppati in tempi record e messi a disposizione a un prezzo accessibile, tenendo conto anche del potere di acquisto dei Paesi a basso reddito. La Svizzera partecipa agli organi direttivi dei tre pilastri di ACT-A e si impegna in particolare per un accesso equo ai prodotti sviluppati da queste iniziative.
La protezione dei brevetti garantisce che, oltre al finanziamento pubblico, nella ricerca e nello sviluppo confluiscano anche i necessari investimenti privati. In questo senso, costituisce un motore essenziale dell'innovazione biomedica.
Allo stesso tempo, la protezione dei brevetti non esclude la condivisione volontaria delle licenze, praticata da molti titolari di brevetti nel quadro della fabbricazione di vaccini anti-SARS-CoV-2 e di altre tecnologie. Inoltre, i brevetti permettono di garantire la qualità di queste tecnologie attraverso la scelta di fabbricanti competenti. In questo senso, la Svizzera sostiene anche la Medicines Patent Pool (MPP), un'organizzazione che promuove la concessione volontaria di licenze tra case farmaceutiche. La collaudata e pluriennale cooperazione tra il settore pubblico e quello privato è facilitata dall'esistenza di un quadro giuridico internazionale. Una sospensione di quest'ultimo comprometterebbe gli sforzi attualmente profusi dai partenariati summenzionati.
Inoltre, non esistono prove che dimostrino inconfutabilmente che la sospensione dei diritti di proprietà intellettuale migliorerebbe concretamente l'accesso ai vaccini e ai trattamenti anti-COVID-19. Al contrario, la sospensione rischierebbe di compromettere i citati partenariati per un equo accesso globale ai vaccini, ai medicamenti ed ai dispositivi diagnostici anti-COVID-19. L'accesso ai vaccini anti-COVID-19 è ostacolato da altri fattori, come le capacità produttive limitate, la difficoltà di assicurare la fornitura entro i termini delle materie prime, le procedure di omologazione ancora in corso in molti Paesi e le difficoltà logistiche relative allo stoccaggio e alla distribuzione. La Svizzera s'impegna a trattare questi diversi aspetti che limitano l'accesso alle tecnologie mediche, in particolare nel quadro della sua cooperazione internazionale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.