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21.3160 · Interpellanza · 2021-03-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

La clausola di bisogno che la legge sulle armi impone per la concessione di un permesso di porto d'armi (art. 27 cpv. 2 lett. b LArm) è interpretata in maniera alquanto restrittiva sia dagli uffici delle armi cantonali sia dalla giurisprudenza. Anche gli armaioli, pur oggettivamente molto esposti con la responsabilità di garantire la sicurezza delle armi, degli accessori di armi e delle munizioni, sono generalmente esclusi dalla cerchia dei benificiari.

Nel marzo 2021, 24 individui sono stati arrestati nella regione di Lione. Sono sospettati di essere implicati in almeno quattro rapine ad armerie commesse in Svizzera (nei Cantoni di Basilea Campagna e di Argovia) e nel Giura francese nell'autunno 2020. Oltre 170 armi da fuoco e munizioni sarebbero così state rubate in Svizzera. Un'armeria di Zwingen BL è stata rapinata a ben tre riprese. La terza volta, l'armaiolo è tuttavia riuscito a mettere in fuga gli aggressori. Come? Facendo uso di un'arma da fuoco per difendersi.

Gli inquirenti francesi sembrano ritenere che la banda i cui membri sono stati arrestati stesse preparando attacchi a furgoni blindati di trasporto fondi.

1. Il Consiglio federale non ritiene dunque che la minaccia che pesa sui commerci d'armi del nostro Paese (e quindi sulla sicurezza pubblica) sia mutata e che per evitare che la Svizzera diventi una sorta di "supermercato" per il banditismo transnazionale (per non parlare dei gruppi terroristi), occorre rivalutare la situazione e i mezzi per garantire la sicurezza pubblica?

2. Non reputa necessario che i detentori di una patente di commercio d'armi ai sensi dell'articolo 17 capoverso 1 LArm che lo richiedono possano ottenere un permesso di porto d'armi, beninteso nel rispetto della altre esigenze poste dalla legge?

3. È disposto ad adottare senza indugio le disposizioni necessarie a tal fine, tramite una direttiva di fedpol se non addirittura anche tramite una revisione dell'ordinanza sulle armi (art. 48 segg. OArm)?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale rinvia alla sua risposta all'interpellanza 20.4506 Riniker, "Armi nelle mani di criminali in seguito a furti con scasso", che riguarda la medesima tematica. La "statistica criminale di polizia" (SCP), pubblicata annualmente dall'Ufficio federale di statistica, non permette di rispondere alla domanda se la minaccia per gli armaioli sia aumentata. A prescindere da ciò, la garanzia della sicurezza e dell'ordine pubblico è un compito sovrano che rimane di competenza della polizia e delle forze di sicurezza cantonali.

2. e 3. L'articolo 27 della legge sulle armi (RS 514.54) disciplina le condizioni richieste per il rilascio di permessi di porto d'armi. Anche gli armaioli sono liberi di presentare una domanda per ottenere un permesso di questo tipo. Se adempiono le condizioni richieste, in particolare se rendono verosimile di doversi proteggere o dover proteggere altre persone o cose da un pericolo reale, le autorità cantonali competenti approvano la domanda. Secondo il Consiglio federale non occorre dunque agevolare il rilascio di permessi di porto d'armi per gli armaioli.

Va inoltre fatto notare che un'arma da fuoco può essere utilizzata soltanto in caso di legittima difesa o di aiuto alla legittima difesa e come ultima ratio se altri mezzi d'intervento non hanno alcuna probabilità di successo.

Il Consiglio federale riconosce tuttavia che un intervento si impone per quanto riguarda le misure di sicurezza applicabili alla conservazione di armi nelle armerie. Come ha già rilevato nella risposta all'interpellanza 20.4506 Riniker (si vedano le risposte 5 e 6), spetta a fedpol verificare se le misure di sicurezza vigenti per le armerie sono tuttora sufficienti in termini di protezione dai furti e dai furti con scasso. L'ufficio sta pertanto rielaborando l'ordinanza del DFGP sulle esigenze minime relative ai locali commerciali che servono al commercio di armi (RS 514.544.2). Se necessario, saranno previste misure di sicurezza supplementari.

Risposta del Consiglio federale.