21.3162 · Interpellanza · 2021-03-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Secondo l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), la dose settimanale tollerabile (TWI) di PCB diossina-simili per gli esseri umani è di 2 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo. Il valore TWI si basa sull'effetto nocivo dei PCB per la qualità dello sperma quale effetto più significativo (https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/dioxins-and-related-pcbs-tolerable-intake-level-updated).
In realtà, però, le persone in Svizzera assumono ogni giorno questa quantità, pari a sette volte il valore TWI (Confederazione svizzera, PCB e diossine nelle derrate alimentari degli animali da reddito, Berna 2019, pag. 4).
Fino agli anni Settanta, molte centrali elettriche utilizzavano ancora vernici anticorrosione e prodotti sigillanti per giunti contenenti PCB. Poiché gli impianti sono a contatto diretto con l'acqua, i PCB entrano continuamente nel ciclo dell'acqua e nella catena alimentare attraverso l'abrasione. La contaminazione può avvenire anche per noncuranza, ad esempio durante i lavori di manutenzione o di ristrutturazione.
Un caso assai noto si è verificato nel 2016 nel Parco nazionale svizzero, dove la polvere di PCB è stata riversata nel torrente di montagna Spöl durante i lavori alla diga di Livigno appartenente alle Officine elettriche dell'Engadina. Indagini successive hanno dimostrato che i PCB devono essere stati rilasciati dalla diga fin dagli anni Settanta, dal momento che se ne trovano tracce nei sedimenti del torrente, anche a una profondità di 50 cm. Un gufo reale morto scoperto nei pressi del torrente Spöl nell'autunno del 2020 presentava un livello di PCB che, per estrapolazione, corrispondeva a quasi un grammo per chilogrammo di grasso corporeo. Il caso descritto dimostra che i PCB provenienti da queste centrali svolgono un ruolo fondamentale. Le questioni sollevate derivano dalle considerazioni appena esposte.
1. Cosa sta facendo il Consiglio federale per ridurre l'esposizione troppo elevata della popolazione ai PCB al di sotto del valore TWI dell'EFSA? Entro quando ci si può aspettare l'implementazione di misure concrete?
2. Esiste in Svizzera un sistema centrale di monitoraggio dell'inquinamento da PCB nell'ambiente e del suo impatto su flora e fauna?
3. Si sa quali quantità di PCB sono state usate dal 1930 nelle captazioni d'acqua come pure nelle condotte forzate e in quelle libere delle centrali elettriche, e dette sostanze sono attualmente ancora riscontrabili?
4. In caso contrario, il Consiglio federale è disposto a raccogliere queste informazioni?
5. Quante di queste centrali sono state nel frattempo risanate?
6. È prevista una scadenza per detti risanamenti?
7. In caso contrario, il Consiglio federale è disposto a definire una scadenza?
8. È possibile obbligare il proprietario di una centrale elettrica a effettuare un risanamento completo dei PCB se scarica l'acqua dei suoi impianti contaminata da queste sostanze nelle acque pubbliche?
9. Esistono un programma e un'organizzazione addetta all'esecuzione a livello federale per i risanamenti delle centrali elettriche contenenti PCB?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel 1972 la Svizzera ha vietato l'impiego di policlorobifenili (PCB) per applicazioni all'aperto e ciò spiega perché, da allora, tali sostanze chimiche potevano essere impiegate soltanto in sistemi chiusi, come per esempio condensatori e trasformatori. Dal 1986 vige un divieto generale di produzione, messa in commercio e utilizzo dei PCB e dei prodotti contenenti PCB. Inoltre, a partire da quello stesso anno sono stati compiuti notevoli sforzi per rimuovere i PCB dagli impianti e dalle opere edili e smaltirli in modo rispettoso dell'ambiente. Si è così riusciti a ridurre le immissioni nell'ambiente e anche la contaminazione degli alimenti.
Per realizzare un'ulteriore riduzione dei PCB negli alimenti di origine animale, la Confederazione e i Cantoni hanno elaborato insieme, nel 2019, una strategia "PCB e diossine nelle derrate alimentari derivanti da animali da reddito", che si trova ora in fase di attuazione. Oltre a informare e istruire gli agricoltori sulle opzioni per ridurre gli apporti di PCB nella catena alimentare, nel Cantone dei Grigioni è attualmente in corso un progetto pilota per l'inventariazione delle fonti storiche di PCB nelle aziende agricole.
2. La Confederazione non attua alcun monitoraggio completo dell'inquinamento da PCB nell'ambiente. Il Cantone di Basilea Città, su incarico dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), misura però mensilmente a Weil am Rhein i livelli di PCB nel materiale in sospensione nell'ambito del programma di monitoraggio del Reno della Commissione internazionale per la protezione del Reno (CIPR). Nel lago di Ginevra e nei laghi ticinesi, le organizzazioni internazionali per la protezione delle acque Commission internationale pour la protection des eaux du Léman (CIPEL) e Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere (CIPAIS) rilevano regolarmente la contaminazione da PCB nella popolazione ittica. Nel resto della Svizzera vengono condotte indagini sporadiche. Una panoramica dei valori misurati di PCB nei pesci e nei campioni d'acqua e di sedimenti è offerta dalle pubblicazioni dell'UFAM "Polychlorierte Biphenyle (PCB) in Gewässern der Schweiz" (2010) e "Messung von PCB und Dioxinen in Fliessgewässern" (2016, con riassunto in italiano). Infine, l'Osservatorio nazionale dei suoli (NABO) ha analizzato in uno studio la presenza di PCB nei campioni di suolo archiviati di sei siti.
3. Non è disponibile una veduta d'insieme nazionale delle quantità di PCB utilizzate nelle centrali elettriche e ancora oggi presenti. Uno studio del Politecnico di Zurigo del 2017 stimava a circa 60 tonnellate il quantitativo di PCB ancora presente in tutti i rivestimenti anticorrosione.
4. La determinazione delle quantità di PCB presenti nelle centrali elettriche comporterebbe un notevole onere in termini di campionamento e di analisi. È responsabilità dei detentori degli impianti condurre tali indagini nell'ambito dei progetti di risanamento ed elaborare piani di protezione adeguati affinché i PCB siano trattenuti e non vengano rilasciati nell'ambiente a seguito dei lavori di risanamento.
5. Il Consiglio federale non dispone di dati sulla percentuale delle centrali elettriche risanate.
6./7./8. La legislazione in materia di protezione delle acque e quella in materia di protezione dell'ambiente non contengono disposizioni che indicano entro quando dovranno essere risanate le centrali elettriche contenenti PCB. Tuttavia, come indicato nella risposta del Consiglio federale alla domanda Pult 21.7332, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) sta esaminando su incarico del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) l'introduzione di valori limite nell'ordinanza sulla protezione delle acque.
In linea di principio, i Cantoni possono comunque obbligare i detentori a risanare le centrali elettriche sulla base dell'articolo 6 capoverso 1 della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20) in combinato disposto con l'articolo 47 capoverso 1 lettera d dell'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) nonché, a determinate condizioni, sulla base dell'articolo 24e lettera a della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451). A determinate condizioni, possono inoltre essere emanate disposizioni per scongiurare i pericoli sulla base della legislazione cantonale in materia di ordine pubblico (legislazione edilizia e in materia di polizia). Occorre verificare di caso in caso in che misura è necessario il risanamento.
9. I Cantoni in cui hanno sede le centrali elettriche sono competenti per l'attuazione della legislazione in materia di protezione delle acque e protezione dell'ambiente nel caso di risanamenti dei PCB di tali impianti. In questo riguardo a livello federale non esistono pertanto né un programma né un'organizzazione addetta all'esecuzione.
Risposta del Consiglio federale.