Azione umanitaria straordinaria per le persone beneficianti del soccorso d'emergenza sottoposte alla vecchia procedura d'asilo
21.3187 · Mozione · 2021-03-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre la possibilità di regolarizzare una tantum, con criteri chiari e oggettivi, lo status di soggiorno delle persone sottoposte alla vecchia procedura d'asilo.
Begründung
Le persone sottoposte alla cosiddetta vecchia procedura d'asilo hanno presentato una domanda d'asilo prima del 28 febbraio 2019. Stando alla SEM, a fine 2019 oltre 3000 persone beneficiavano del soccorso d'emergenza. La SEM e i Cantoni ritengono che questa fruizione di lunga durata sia problematica. Come illustrato da un rapporto della Commissione federale della migrazione, queste situazioni non sono affatto previste. Nel caso delle persone da lungo tempo in Svizzera che non possono partire, il regime del soccorso d'emergenza si è trasformato in un'ingiustizia strutturale che occorre assolutamente rielaborare.
Molte persone con una decisione negativa d'asilo (NEM o DNEG) non possono procurarsi alcun documento di viaggio. Diversi Stati si rifiutano di lasciar rientrare i loro cittadini o di rilasciare loro i documenti necessari per il viaggio. Per i richiedenti l'asilo tibetani provenienti dall'India o dal Nepal, tornare nel loro Paese è ad esempio spesso impossibile per ragioni tecniche.
La maggior parte di queste persone vive già da anni in Svizzera e molte padroneggiano una lingua nazionale. Dopo una decisione d'asilo negativa non possono lavorare, sono ospitate in alloggi d'emergenza e devono vivere del soccorso d'emergenza.
La condizione per la regolarizzazione una tantum proposta nella presente mozione è che il comportamento finora tenuto dalle persone in questione permetta di concludere che vogliono e possono integrarsi in Svizzera. Ciò presuppone che non abbiano commesso reati e che abbiano imparato una lingua nazionale (livello A2).
Finanziariamente, una regolarizzazione converrebbe sia alla Confederazione sia ai Cantoni, poiché permetterebbe a queste persone di esercitare un'attività lucrativa.
La mozione si limita alle persone la cui domanda d'asilo è stata giudicata in base al vecchio diritto, poiché nella nuova procedura la durata di trattamento è talmente breve che nella grande maggioranza dei casi le persone non riescono a integrarsi nonostante la decisione negativa. Un'azione umanitaria straordinaria sotto forma di regolarizzazione una tantum sarebbe una risposta pragmatica, esaustiva e innovativa alla situazione personale e professionale di persone impossibilitate a tornare nel loro Paese.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione concerne persone la cui domanda è stata oggetto di una decisione d'asilo negativa o di non entrata nel merito passate in giudicato. Queste persone sono tenute a partire in quanto non adempiono i criteri dello status di rifugiato e l'esecuzione del loro allontanamento è possibile, ammissibile ed esigibile. Se così non fosse, sarebbero state ammesse provvisoriamente nonostante la mancata qualità di rifugiato. Visto che non ottemperano all'obbligo di partire nonostante possano tornare volontariamente nel loro Paese d'origine, ricevono soltanto il soccorso d'emergenza. Le persone che percepiscono il soccorso d'emergenza per più di un anno sono considerate beneficiari di lunga durata. Il diritto in materia d'asilo prevede già eccezioni in casi di rigore personale. In concreto, queste persone possono ottenere un permesso di dimora in particolare se si trovano in Svizzera da almeno cinque anni dalla presentazione della domanda d'asilo, il loro luogo di soggiorno era sempre noto alle autorità e si è in presenza di un grave caso di rigore personale in considerazione del grado di integrazione dell'interessato (art. 14 cpv. 2 della legge sull'asilo [LAsi; RS 142.31]). Devono inoltre presentare documenti di viaggio del Paese d'origine validi e rivelare la loro identità (art. 13 cpv. 1 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI; RS 142.20] e art. 31 cpv. 2 dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa [OASA, RS 142.201]).
Premiare con una regolarizzazione le persone che non necessitano di protezione, non osservano il termine di partenza impartito o hanno violato l'obbligo di collaborare non rivelando la loro identità contraddirebbe il principio della parità di trattamento e non sarebbe giustificabile sul piano dello Stato di diritto. L'abuso non è tutelato in Svizzera e indebolisce il diritto d'asilo.
In particolare per quanto riguarda i richiedenti l'asilo di etnia tibetana respinti menzionati nella mozione, spesso le loro identità ed origine non sono comprovate. Se gli accertamenti effettuati nella procedura d'asilo mostrano che non sono state socializzate nella Repubblica popolare cinese, queste persone sono invitate a rivelare la loro vera identità presentando i documenti d'identità del loro Paese d'origine o fornendo informazioni verificabili sul loro percorso esistenziale. Se collaborano, la SEM le può sostenere negli accertamenti necessari e, se adempiono le condizioni per un caso di rigore, è possibile trovare soluzioni a posteriori nel quadro della procedura di permesso. Una regolarizzazione non riguarderebbe tuttavia soltanto le persone di etnia tibetana; premierebbe con un permesso di dimora anche clandestini in Svizzera provenienti da Paesi con una quota di protezione estremamente bassa quali l'Algeria, il Marocco o la Georgia.
Le basi legali vigenti consentono di trovare una soluzione umanitaria ed efficace per tutte le persone che soggiornano da lungo tempo in Svizzera nonostante una decisione d'asilo negativa e sono molto ben integrate nel nostro Paese. Il Consiglio federale ha confermato questa posizione nel suo rapporto del 21 dicembre 2020 in adempimento del postulato della Commissione degli affari politici del Consiglio nazionale (18.3381) "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers". È contrario a una regolarizzazione collettiva o parziale dei sans-papiers.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.