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Sospensione provvisoria della libera circolazione delle persone nel Canton Ticino e nelle regioni più colpite dalla crisi. Si applichi l'articolo 14 dell'accordo sulla libera circolazione delle persone

21.3261 · Mozione · 2021-03-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Si chiede al Consiglio federale di convocare urgentemente il Comitato misto Svizzera - UE per cercare una soluzione per il mercato del lavoro delle regioni e dei Cantoni più colpiti dalla crisi.

L'obiettivo dovrà essere quello di permettere alle regioni e ai Cantoni economicamente più fragili di approfittare di una moratoria sull'applicazione della libera circolazione, fornendo chiari strumenti per reintrodurre provvisoriamente la preferenza indigena e il contingentamento dei permessi, fintanto che la situazione del mercato del lavoro tornerà a condizioni più "normali".

Begründung

A seguito della pandemia in Svizzera si é rilevato una diminuzione dello 0,35 % dei posti di lavoro, in Ticino si registra un dato ben più pesante. Meno 1,7 % dei posti di lavoro, che equivale a quasi 5 volte il rilevamento registrato in Svizzera. Un altro dato preoccupante, malgrado la perdita di posti di lavoro, è l'ulteriore incremento di lavoratori frontalieri, che ora supera le 70 000 unità.

Nel 2004 in Ticino i lavoratori frontalieri erano 35 000 - che corrispondevano al 18,7 % del totale degli impieghi - , ora è stata superata la soglia dei 70 000 - che corrisponde al 28,4 % del totale degli impieghi. L'importante aumento é avvenuto solamente nel settore terziario - dove i ticinesi vogliono lavorare - e spesso grazie all'effetto sostituzione, cioè con l'assunzione di un lavoratore frontaliero meno caro al posto di un lavoratore residente.

In Ticino il numero di lavoratori stranieri (permessi C, B e G) ha da tempo superato quello degli svizzeri. È evidente che il Canton Ticino viva una situazione molto negativa e subisca gli effetti nefasti della libera circolazione.

Molti giovani per avere un futuro lavorativo si spostano in Svizzera interna e spesso non fanno più ritorno nel loro Cantone d'origine, se non al pensionamento.

La crisi economica in atto non farà altro che peggiorare la situazione, è pertanto fondamentale attuare da subito misure che permettano di calmierare la situazione e dare di conseguenza una prospettiva alle cittadine e cittadini ticinesi.

Le misure di accompagnamento alla libera circolazione si sono rivelate completamente inefficaci. L'effetto sostitutivo è lampante e non vi è più una corretta e armoniosa complementarietà tra lavoratori svizzeri, residenti e frontalieri.

L'art. 14 cpv 2 dell'Accordo di Libera Circolazione cita: "In caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale, il Comitato misto si riunisce, su richiesta di una delle parti contraenti, al fine di esaminare le misure adeguate per porre rimedio alla situazione. Il Comitato misto può decidere le misure da adottare entro 60 giorni dalla data della richiesta. Tale termine può essere prorogato dal Comitato misto. La portata e la durata delle misure si limitano a quanto stretta-mente indispensabile per porre rimedio alla situazione. Le misure prescelte devono perturbare il meno possibile il funzionamento del presente Accordo."

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole delle ripercussioni della pandemia sulla situazione economica in Svizzera e, in particolare, su determinate regioni o Cantoni come il Ticino.

Dall'inizio della crisi cerca di adottare una strategia equilibrata che tenga conto delle esigenze della sanità pubblica e dell'economia nonché degli obblighi internazionali della Svizzera. Negli ultimi mesi ha adottato varie misure per fronteggiare le recenti conseguenze della pandemia. A titolo di esempio, al fine di impedire la perdita di posti di lavoro in Svizzera ha esteso il diritto all'indennità per lavoro ridotto e prorogato ancora una volta la relativa procedura sommaria. Nella sua sessione primaverile 2021, il Parlamento ha deciso misure supplementari nella legge COVID-19, potenziando in particolare il programma per i casi di rigore. Il 1° aprile 2021, il Consiglio federale ha modificato di conseguenza la pertinente ordinanza.

Nel quadro della lotta contro la diffusione del coronavirus, il Consiglio federale accorda pertanto grande importanza alla preservazione dei posti di lavoro in Svizzera e alla mitigazione delle conseguenze economiche per le imprese, i loro impiegati e gli indipendenti in Svizzera. A tal fine esamina costantemente la pertinenza di misure supplementari.

Il Consiglio federale è convinto dell'importanza di mantenere la libera circolazione delle persone per favorire la ripresa economica in Svizzera dopo la regressione della pandemia. Ritiene che la libera circolazione contribuirà anche alla sopravvivenza delle imprese, il che permetterà di preservare posti di lavoro per la manodopera residente. L'economia svizzera continua a dipendere dalla manodopera straniera nei settori in cui non riesce a reclutare in Svizzera il personale necessario. Grazie all'Accordo di libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), il personale necessario resta disponibile, anche in tempi di pandemia, in particolare nel settore sanitario e nei Cantoni di frontiera o nelle regioni colpite dalla crisi.

Mettere a profitto il potenziale offerto dai lavoratori residenti in Svizzera resta un obiettivo prioritario per il Governo. Occorre infatti che i datori di lavoro svizzeri impieghino in maniera ottimale la manodopera residente. A tale proposito, l'obbligo di annunciare i posti vacanti, in vigore dal 1° luglio 2018, permette alle persone in cerca di un impiego iscritte presso un ufficio regionale di collocamento di beneficiare di cinque giorni lavorativi di vantaggio in materia di informazione e quindi di candidatura. In seguito all'aumento della disoccupazione registrato da marzo 2020, da gennaio 2021 i generi di professione soggetti all'obbligo di annuncio sono nettamente più numerosi. Parallelamente, a marzo 2019 il Consiglio federale ha adottato una serie di misure supplementari volte a incentivare il potenziale di manodopera residente. Si tratta in particolare di potenziare la competitività dei lavoratori di una certa età e di permettere ai disoccupati difficilmente collocabili di reinserirsi nel mercato del lavoro.

Per questo motivo il Consiglio federale non considera opportuno proporre al Comitato misto Svizzera-UE la sospensione dell'ALC per determinate regioni o Cantoni né introdurre contingenti o una priorità ai lavoratori residenti in Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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