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21.3306 · Interpellanza · 2021-03-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Sono venuto a conoscenza del fatto che membri del personale dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) che non dispongono di una formazione particolare accompagnano le guardie di confine nel quadro di impieghi mobili. Evidentemente ciò pone problemi per quando riguarda la sicurezza. Le guardie di confine armate, che hanno seguito una formazione quasi di polizia, sono pronte ad affrontare tutte le sfide legate alla sicurezza cui potrebbero essere confrontate, in primis la criminalità ma attualmente anche il terrorismo. Immaginarle accompagnate nello svolgimento del loro lavoro da personale non armato e non formato alle tecniche di difesa pone dei problemi.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Da quanto tempo collaboratori dell'AFD armati e non armati partecipano congiuntamente a impieghi mobili?

2. Su quali basi giuridiche si fondano tali impieghi?

3. È prassi comune costringere i collaboratori civili ad accompagnare le guardie di confine nel quadro di impieghi mobili, senza però disporre di una formazione particolare?

4. Come vengono preparati tali collaboratori per questo tipo di impieghi?

5. Qual è lo scopo di queste attività congiunte?

6. Chi è responsabile in caso di incidenti che coinvolgono personale senza formazione per quel che riguarda la sicurezza?

7. L'AFD è cosciente dei timori del personale interessato? Cosa ha intrapreso per porvi rimedio?

8. L'AFD è pronta a rinunciare con effetto immediato a tali impieghi mobili congiunti che coinvolgono collaboratori civili e senza formazione adeguata?

9. Per quale scopo è previsto che più di 1000 collaboratori civili siano armati per svolgere il loro lavoro amministrativo al confine - ovvero le frontiere interne dello spazio Schengen - presso posti già occupati da guardie di confine armate?

10. Cosa fanno o faranno i responsabili dell'AFD con i collaboratori che si rifiutano di portare un'arma?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Presso l'AFD gli impieghi congiunti di collaboratori della dogana e di membri del Corpo delle guardie di confine (CGCF) hanno una lunga tradizione e da anni sono svolti anche unitamente a organi cantonali (p. es. nell'ambito della lotta contro il lavoro nero).

2./3./5. L'AFD esegue i propri impieghi sulla base dei compiti e delle competenze definite nei capitoli 2 e 3 della legge sulle dogane (LD; RS 631.0). Come l'AFD pianifica ed esegue i propri impieghi, sempre basati sulla situazione e sui rischi, non è disciplinato a livello di legge. Lo scopo è quello di sbrigare i compiti nel modo più efficiente ed efficace possibile. Gli impieghi congiunti vengono svolti se opportuni e adeguati. Nel quadro di tali impieghi è possibile, grazie alla presenza di entrambi i profili professionali (attuali specialisti doganali e guardie di confine), controllare contemporaneamente merci, persone e mezzi di trasporto, così da evitare tempi di attesa o corse supplementari inutili.

4. L'AFD ha preparato il personale a tali impieghi adottando varie misure. Tra queste rientrano l'istruzione in materia di sicurezza, l'equipaggiamento con giubbotti antiproiettile, una chiara separazione dei compiti tra forze armate e non armate nonché la conduzione di tali impieghi da parte di capi impieghi ben istruiti. I collaboratori non armati sono attivi soltanto nell'ambito del dispositivo di controllo (p. es. controllo delle merci o dei mezzi di trasporto), mentre i membri del CGCF armati garantiscono il dispositivo di sicurezza (p. es. controllo delle persone e sicurezza del luogo di controllo). Almeno due guardie di confine armate garantiscono la sicurezza del gruppo presso ogni luogo di controllo.

6. L'obiettivo principale dell'AFD è la sicurezza di tutti i collaboratori, armati o non armati. In caso di incidente si applicano le consuete regole di responsabilità. I collaboratori non armati non vengono mai incaricati di svolgere compiti di sicurezza che potrebbero metterli in pericolo.

7. Gli impieghi congiunti, come sono stati organizzati finora, non hanno causato particolari preoccupazioni ai collaboratori che vi hanno partecipato. L'AFD è tuttavia consapevole dei timori legati al nuovo profilo professionale e al necessario perfezionamento; essa dà quindi grande importanza a preparazione, equipaggiamento e a informazione trasparente.

8. L'AFD osserva costantemente la situazione e adegua in tal senso le regole d'impiego. Attualmente non vede la necessità di rinunciare a tali impieghi.

9. L'articolo 228 OD definisce quale personale dell'AFD, al di fuori del CGCF, già oggi può essere armato. Come già accennato, le modalità di lavoro del personale dell'AFD cambieranno grazie alla digitalizzazione. Con la semplificazione e la digitalizzazione dei processi si ridurrà l'onere amministrativo, aumenterà la flessibilità, grazie anche al nuovo profilo professionale, e potranno essere effettuati più controlli operativi. L'AFD deve essere in grado di reagire di fronte a vari scenari possibili (p. es. pandemia di coronavirus). Vista la grande importanza attribuita alla protezione del personale, questo deve essere adeguatamente equipaggiato e, se necessario, armato. Viene così soddisfatta anche la richiesta formulata alcuni anni fa dal Parlamento di aumentare l'effettivo del CGCF per rafforzare la sicurezza al confine.

10. Per i collaboratori che non vogliono o non possono portare un'arma si cercano soluzioni ad hoc. Ciò non significa però automaticamente un posto di lavoro in ufficio né un posto di lavoro presso il luogo di lavoro originario. Per determinati impieghi è anche sufficiente portare lo spray al pepe.

Risposta del Consiglio federale.