21.3318 · Interpellanza · 2021-03-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La settimana scorsa la stampa ha reso pubblici i colloqui intercorsi nell'aprile del 2020 tra la direzione della società Lonza Group SA e la Confederazione su un possibile investimento federale nella produzione di vaccini. Da allora, le autorità hanno rilasciato dichiarazioni contraddittorie. S'impone un chiarimento. Poiché la vaccinazione è l'unico modo per uscire rapidamente dall'attuale crisi pandemica, si chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
- Qual è stata esattamente l'offerta fatta da Lonza nell'aprile del 2020? È stata discussa in Consiglio federale?
- Il motivo per cui la cooperazione con Lonza è stata respinta era effettivamente la "mancanza di una base legale", come affermato dall'UFSP? Se sì, perché non è stata proposta la creazione della base legale necessaria?
- Per quali altri motivi il Consiglio federale ha rinunciato a investire nella produzione di vaccini o principi attivi?
- Altre ditte farmaceutiche gli hanno sottoposto offerte analoghe negli ultimi dodici mesi?
- Nel quadro della sua strategia di approvvigionamento sta cercando di ottenere, tramite un partenariato pubblico-privato (PPP), una posizione negoziale vantaggiosa nei confronti dei produttori di vaccini per assicurarsi una fornitura privilegiata per la Svizzera?
- In Parlamento è attualmente in corso la modifica della legge COVID-19. La Confederazione sarà autorizzata a "far produrre vaccini". Lo scorso 15 marzo Swissmedic ha inoltre rilasciato a Lonza un'autorizzazione d'esercizio supplementare per la produzione di vaccini. Il Consiglio federale prevede di fare uso della nuova base legale?
- Quali sono i tempi necessari per istituire un tale partenariato pubblico-privato?
- È vero che alcuni Paesi hanno potuto assicurarsi una quantità considerevole di dosi di vaccini investendo direttamente nella loro produzione?
- I rapporti privilegiati con Lonza e Moderna non permetterebbero di assicurare alla Svizzera una fornitura più rapida dei vaccini?
- Con le nuove mutazioni del coronavirus, alcuni vaccini potrebbero dover essere modificati. Potremmo trovarci di fronte a una situazione di penuria. In questo caso, il Consiglio federale valuterebbe la possibilità di investire tramite un PPP nella produzione di vaccini per assicurarsi una quantità sufficiente di dosi?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Con una lettera datata 14 aprile 2020, Lonza ha informato che Moderna intende produrre una parte del suo vaccino anti-COVID-19 in Svizzera, in collaborazione con Lonza. Nella lettera è stata prospettata, in modo molto generico e non vincolante, la possibilità di un investimento. Non è mai stato affermato che la Confederazione debba gestire una propria linea di produzione. Moderna detiene tutti i diritti sul suo vaccino anti-COVID-19 e ha comunicato anche all'opinione pubblica di non essere mai stata interessata alla vendita di linee di produzione e di continuare a non esserlo. Lonza non è riuscita a vendere alla Svizzera un suo vaccino, né a svilupparne uno per la Svizzera o a produrre integralmente per la Svizzera un vaccino sviluppato.
Poiché la possibilità d'investimento accennata da Lonza non aveva alcun impatto sull'approvvigionamento di vaccini, non è stata presa in considerazione dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) né discussa in Consiglio federale.
2. La legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) prevede che, in caso di necessità, la Confederazione possa promuovere mediante aiuti finanziari la produzione in Svizzera di agenti terapeutici per la lotta contro le malattie trasmissibili. Nella fattispecie, Lonza è però soltanto un'impresa subappaltatrice di Moderna che produce un componente del vaccino, mentre le fasi di produzione a valle sono svolte da altre aziende. Dato che, a differenza dell'acquisto del vaccino di Moderna, un investimento in Lonza non avrebbe consentito di adempiere il compito di garantire un approvvigionamento sufficiente alla popolazione svizzera, la LEp non offriva una base legale sufficiente. Come illustrato nelle risposte seguenti, i finanziamenti statali hanno potuto essere impiegati in modo mirato ed efficace mediante il pagamento anticipato per la fornitura di un prodotto valido.
3. Investire in Lonza non avrebbe procurato alla Confederazione nessuna dose del vaccino. La Confederazione ha invece provveduto a stipulare tempestivamente contratti preliminari con potenziali fabbricanti di vaccini, investendo così nello sviluppo di questi ultimi. Inoltre il Consiglio federale ha stanziato 10 milioni di franchi a favore della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, che investe nella ricerca e nello sviluppo di vaccini.
4. All'inizio della pandemia, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha incluso nella valutazione e testato diversi progetti di vaccini svizzeri. Nessuno dei potenziali vaccini ha però raggiunto lo stesso livello di sviluppo dei migliori progetti internazionali, tra cui il vaccino di Moderna.
5. Nelle trattative con i fabbricanti di vaccini si cercano soluzioni individuali che tengano conto il più possibile degli interessi della Confederazione e di quelli dei fabbricanti, al fine di garantire alla popolazione svizzera un approvvigionamento rapido di vaccini sicuri ed efficaci.
6. e 7. Il Consiglio federale intende potenziare lo sviluppo e la produzione di medicamenti anti-COVID-19. Nel corso della seduta del 19 maggio ha approvato un programma di promozione di 50 milioni di franchi limitato sino alla fine del 2022 e stabilito i criteri di base per gli investimenti della Confederazione. I contributi di promozione devono permettere di approvvigionare rapidamente la popolazione svizzera di medicamenti anti-COVID-19 nuovi e innovativi. Occorre inoltre migliorare le condizioni quadro in Svizzera per lo sviluppo e la produzione di tecnologie vaccinali all'avanguardia.
8. Specialmente gli Stati Uniti, con il programma Warp Speed, hanno investito molto presto nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di vaccini contro il SARS-CoV-2. Per esempio, Moderna ha ricevuto complessivamente 955 milioni dollari dalla BARDA (Biomedical Advanced Research and Development Authority) per la ricerca, lo sviluppo e la successiva produzione. Gli Stati Uniti si sono così assicurati tempestivamente 300 milioni di dosi di vaccino.
Il Consiglio federale ha seguito un approccio analogo, cercando di investire rapidamente in potenziali vaccini promettenti. Con la firma di un memorandum d'intesa, nel giugno del 2020, la Confederazione ha versato a Moderna, come pagamento anticipato, un importo considerevole che è servito all'azienda anche per la creazione di strutture in Svizzera. Pro capite, la Confederazione ha quindi investito tempestivamente in Moderna molto più denaro di quanto non abbia fatto il governo americano.
9. Come gli Stati Uniti, anche la Svizzera ha stipulato un contratto preliminare con Moderna, consentendo così all'azienda di investire nella ricerca e nella produzione. In tal modo, la Svizzera ha ottenuto un accesso privilegiato a forniture di vaccini significative in termini di volume.
10. Il contratto permette inoltre, se necessario, di adeguare una parte delle forniture e di effettuarle soltanto nel primo semestre del 2022. Moderna sta già lavorando a un vaccino di richiamo che protegga anche dalle future mutazioni del virus. Moderna continua a non mostrare alcun interesse per gli investimenti statali nella sua produzione di vaccini. La Svizzera si è così assicurata nuovamente tramite contratto un accesso privilegiato a 7 milioni di dosi di Moderna per il primo trimestre del 2022, con un'opzione per ulteriori 7 milioni di dosi nel secondo semestre del 2022 o nel primo trimestre del 2023. La Confederazione è in stretto contatto con altri fabbricanti per garantire alla Svizzera un approvvigionamento sufficiente di vaccinazioni di richiamo nel 2022.
Risposta del Consiglio federale.